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Fondi Ue, Pellerano (Liguria Libera): “Mancano investimenti sulla formazione di esperti per l’utilizzo dei fondi strutturali e una struttura efficace per la valutazione dei risultati raggiunti dalla Regione”

«Se la Regione ha potuto dirottare tra i 40 e i 50 milioni di euro di fondi strutturali europei a favore delle aziende alluvionate è perché evidentemente non li aveva spesi prima.

Pur condividendo la destinazione finale alle nostre imprese gravemente colpite dalle ultime alluvioni, si tartta della prova  che la Regione non ha messo in campo  una strategia complessiva ed una programmazione lungimirante sulla destinazione dei Fondi Ue. Per evitare gli errori del passato penso che sia indispensabile puntare sulla formazione di professionalità che sappiano occuparsi di fondi europei e su di un sistema di valutazione che, per i risultati e gli obiettivi raggiunti, e non solo in ambito di progettualità europea, si è dimostrato del tutto inadeguato ». Queste le proposte lanciate da Lorenzo Pellerano, capogruppo e candidato della Lista Civica di Liguria Libera, oggi in consiglio regionale durante la discussione dell’interrogazione all’assessore allo Sviluppo Economico Guccinelli per conoscere le ragioni dei ritardi nella spesa dei Fondi europei e quali strategie programmatiche e linee di indirizzo la Giunta intende adottare per ottenere una migliore e più efficace gestione e allocazione delle risorse in previsione della ripartizione e programmazione dei fondi europei 2014-2020. Pellerano ha chiesto alla giunta anche quali iniziative la Regione intenda adottare per fare in modo che i diversi ambiti del settore regionale allargato – compresi i ruoli apicali dell’ente – siano sottoposti alla valutazione di soggetti esterni che possano individuare con maggiore facilità e indipendenza di giudizio, gli obiettivi da raggiungere, i risultati raggiunti, le sacche di inefficienza e il possibile contenimento dei costi”.

«Secondo i dati elaborati dal Servizio politico territoriale della Uil – spiega Pellerano – l’Italia entro il 31 dicembre 2015 dovrà spendere ancora 28,8 miliardi di euro (di cui 15,4 miliardi di euro di cofinanziamento statale) che fanno parte del ciclo di programmazione dei Fondi Strutturali europei 2007/2013, tra Fse, Fsr e Feasr. La mala gestione da parte del governo e delle Regioni dei Fondi strutturali europei è avvalorata dalle recenti raccomandazioni della Commissione Europea che chiede al nostro Paese “di garantire una migliore gestione dei Fondi dell’Ue con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale».

Partendo proprio dal monito di Bruxelles Pellerano ha affermato che è indispensabile avviare un efficientamento del sistema regionale, in primis individuando le sacche di inefficienza per sanarle. Il primo passaggio è dedicare risorse alla formazione dei futuri amministratori ed esperti nella gestione di questi fondi: un ordine del giorno, che Pellerano aveva presentato a dicembre e che aveva incassato l’unanimità in consiglio, impegnava la Regione ad attivarsi per pagare  borse di studio al Collegio d’Europa, dove si forma le futura classe dirigente europea. «Non mi risulta che a oggi la Regione abbia dato seguito a questo impegno – ha detto Pellerano – Non solo: visto che in questi anni ci siamo ritrovati a fare i conti con risultati evidentemente non raggiunti e nel contempo con dirigenti premiati, sarebbe il caso di prendere in considerazione di affidare la valutazione di tutto il sistema regionale – compresi i ruoli apicali dell’ente – a un controllore esterno, che possa individuare con maggiore facilità e indipendenza di giudizio, gli obiettivi da raggiungere, i risultati raggiunti, le sacche di inefficienza e il possibile contenimento dei costi».