Stamane, a margine del consiglio regionale, la giunta e i capigruppo hanno incontrato Fenascop che, in Liguria, rappresenta oltre il 90% delle strutture psicoterapeutiche con 900 posti letto.
La federazione, a seguito di ricorso al TAR sulla delibera di giunta che taglia le rette del 40% sui pazienti psichiatrici over 65, manifesta preoccupazione per la tenuta economica delle piccole strutture di accoglienza, molto diffuse sul territorio, che in questo modo rischiano la chiusura. «Anche in questo caso si tenta di risparmiare sulla pelle dei più deboli. Qui non si tratta di taglio agli sprechi, ma di taglio ai diritti. I pazienti psichiatrici che hanno più di 65 anni spesso non possono essere accolti nelle residenze per anziani, perché hanno esigenze differenti – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Francesco Battistini -. FENASCOP chiede una moratoria con tempi congrui in modo da istituire e portare a termine un tavolo tecnico con Alisa che oggi è stato avviato, ma che risulta profondamente inadeguato. Finora quello di Alisa è un monologo che si concentra esclusivamente sugli aspetti amministrativi e contabili, trascurando del tutto le prerogative medico-assistenziali. La federazione invece chiede un dialogo; che al tavolo siedano sia gli esperti di Alisa, sia chi si occupa quotidianamente delle patologie psichiatriche, in modo da misurare il problema non solo dal mero punto di vista economico ma anche, e soprattutto, sotto il profilo delle esigenze del territorio: liste di attesa, offerta terapeutica, offerta di accoglienza, occorrenze dei singoli centri, tipologia dei pazienti presi in carico».
«In conclusione ci uniamo alla richiesta di convocare urgentemente una commissione ad hoc, in cui ascoltare l’Assessorato, l’Azienda Ligure Sanitaria e gli operatori coinvolti, al fine di individuare un percorso condiviso che si occupi delle persone e non solo dei soldi – conclude Battistini -. Tagliare gli sprechi della pubblica amministrazione è un dovere, cosa diversa è risparmiare a scapito dei malati».
Roberto Lo Crasto






