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Funivia del Lagaccio, Cristina Lodi (PD): «Un’opera dal devastante impatto ambientale e sociale»

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Cristina Lodi
Cristina Lodi

Genova. «Il tema del traporti in un bilancio come quello di Genova è un tema molto delicato – spiega la consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi, che nelle ultime ore ha firmato due ordini del giorno relativi al progetto della funivia che collega la Stazione Marittima a Forte Begato – Nelle oltre 40 proposte che ho avanzato alla giunta, una di esse fa parte di un percorso di confronto portato avanti insieme alle associazioni per la mobilità sostenibile, ai comitati, alla popolazione e al territorio, ed è relativa alla funivia del Lagaccio, alla cremagliera e alla funicolare del Righi. Con due ordini del giorno su questo argomento, propongo al Comune una riflessione e valutazione sul tema, chiedendo la sospensione del progetto della funivia e la riqualificazione dei mezzi di trasporto già esistenti».

I due ordini del giorno, presentati dal Gruppo Consiliare del Partito e firmati dalla consigliera Cristina Lodi, chiedono al sindaco e alla giunta di sospendere la parte del progetto finanziato dal Pnrr che riguarda la realizzazione della funivia che collega la Stazione Marittima con Forte Begato e di rivedere la soluzione per l’accessibilità al Sistema dei Forti, valutando la possibilità di utilizzare parte dei 33 milioni per implementare, riqualificare e valorizzare l’insieme dei mezzi pubblici già esistenti, quali la cremagliera, la funicolare del Righi e i bus. «La proposta arriva dopo diverse considerazioni – afferma Cristina Lodi – Il progetto della cabinovia che dovrà collegare direttamente Forte Begato e tutto il Sistema dei Forti genovesi con la Stazione Marittima impegna 33 milioni di euro di fondi Pnrr, ed è opera fortemente contestata da numerosi residenti e non migliora l’offerta di trasporto pubblico per le sue proprie caratteristiche.

Nella zona interessata dal progetto esiste la Cremagliera di Granarolo e la Funicolare del Righi, due mezzi pubblici inseriti all’interno del sistema di trasporto pubblico locale, particolarmente amati dai genovesi e meritevoli di valorizzazione, i quali potrebbero essere implementate per rendere possibile un collegamento diretto con il Sistema dei Forti che verranno riqualificati. In particolare, la cremagliera rappresenta un “unicum” tecnico a livello italiano, citato anche in riviste tecniche internazionali e più volte utilizzato come set in produzioni cinematografiche, assurto a uno dei simboli della città e già oggi oggetto di visita turistica. Per facilitare l’accesso al Sistema dei Forti si potrebbe ipotizzare un bus in coincidenza con la Cremagliera di Granarolo o, meglio ancora, dalla penultima fermata della cremagliera (Via B. Bianco); già ora, parte del percorso sopra citato è servito dal 355 e dal T23, linee di cui è possibile e ipotizzabile, stante l’assenza di problematiche tecniche un incremento in termini di frequenza. È possibile prevedere anche un collegamento dall’arrivo della Funicolare del Righi, con cui tramite le risorse del Pnrr potrebbero essere acquistati mezzi idonei per il passaggio, già presenti sul mercato e utilizzati per servizio di trasporto pubblico in contesti montani. Inoltre, l’attuale stazione a valle della Cremagliera di Granarolo risulta essere collocata immediatamente sopra la stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe, dove si potrebbero realizzare, con investimenti contenuti, ascensori per il collegamento. In passato, inoltre, erano state formulate diverse proposte per la Cremagliera, sia di prolungamento a mare verso la Stazione Marittima sia di prolungamento a monte in direzione di Forte Begato, e che ambedue le ipotesi non solo risponderebbero pienamente a un’esigenza di carattere turistico valorizzando un mezzo peculiare per Genova, ma incrementerebbero significativamente l’appetibilità della stessa cremagliera anche come collegamento per il quartiere del Lagaccio, connettendo direttamente il vettore con treno, bus e metropolitana, senza essere invasive del tessuto residenziale del quartiere.

Quanto ipotizzato sarebbe nel caso della riorganizzazione del sistema dei bus fattibile da subito senza investimenti elevati, e nel caso degli interventi infrastrutturali sulla cremagliera (collegamento diretto pedonale/ascensore con la stazione Genova Principe, prolungamento a mare verso la Stazione Marittima, prolungamento a monte verso Forte Begato) realizzabili con impegno economico dei fondi del Pnrr, il tutto al fine di valorizzare un’infrastruttura esistente in carico ad Amt, evitando un’opera costosa nell’esercizio come la cabinovia e ben poco utile per i quartieri attraversati, oltre che potenzialmente pericolosa per i residenti come i non rari gravissimi incidenti di sistemi sospesi a fune dimostrano. Tale impegno economico sarebbe con ogni probabilità molto inferiore alla prevista realizzazione della cabinovia, liberando significative risorse per il fine prioritario previsto dal Pnrr.

La proposta vuole incoraggiare una riflessione sull’alternativa e sulla possibilità di impiegare parte dei fondi per rivalutare e rilanciare il sistema dei trasporti già esistenti. Speriamo che la giunta accetti la possibilità di aprire una riflessione e un approfondimento sul tema».

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