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Gabriele Pisani (Liguria Popolare): “Sì al reddito di montagna: fondamentale ripopolare l’entroterra” “Oltre al rilancio dell’entroterra chi popola queste zone diventa un presidio a tutela di tutto il territorio, prevenendo il dissesto idrogeologico”

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“Istituire un <reddito di montagna> per persone e nuclei famigliari che decidono di vivere nell’entroterra della nostra Regione”. Questa la questione sollevata dal sindaco di Carro, Antonio Solari.

Pisani: “Tutto quello che va nella direzione di politiche atte a mantenere la popolazione sul territorio o, ancora meglio, ripopolarle, non può che vedere il mio plauso e il mio sostegno.” “Ci attiveremo subito con il mio collega Costa per comprendere se ci sono i margini per portare avanti l’interessante proposta di un reddito di montagna e trasformarla in una norma da votare in consiglio”.
“Chiaramente questo è uno strumento che deve inserirsi all’interno di una strategia di insieme per migliorare sotto tutti i punti di vista la vivibilità del nostro entroterra.”
Ci sono paradisi di montagna nei quali lo spopolamento è arrivato all’80 per cento. Per decenni non c’è stato alcun incentivo per frenare questo fenomeno». Il risultato è che negli ultimi dieci anni i paesi con meno di tremila abitanti sono la metà dei Comuni italiani e hanno perso più del 6 per cento della popolazione.
“Negli ultimi anni sempre più famiglie si sono stancate della frenesia della città, e tanti giovani scelgono di ritornare a vivere nelle comunità rurali. Spetta a noi cercare di metterle nelle migliori condizioni possibili e rendere sostenibile questo loro desiderio”.
Già la Regione ha messo in campo alcuni ottimi strumenti in questa direzione, basti ricordare la legge per sostenere le botteghe dei paesi montani, elemento fondamentale per contrastare l’abbandono, ma anche il piano casa, che permette interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.
L’obiettivo è far rivivere luoghi ormai quasi dimenticati, portando nuova linfa all’economia e al mercato occupazionale. “Per questo possiamo guardare quello che già di buono è stato fatto in giro per l’Italia – continua Pisani –  Un modello potrebbe essere il «reddito di residenza attiva» del Molise che prevede che l’amministrazione versi una quota mensile per tre anni a chi deciderà di trasferirsi nei Comuni che contano meno di duemila abitanti.” “Se poi riuscissimo a mettere a sistema questo sostegno economico potenziando i servizi tecnologici, vedi banda larga, ma in alcune zone già sarebbe un bel salto di qualità avere una copertura telefonica stabile, avremmo fatto un lavoro decisamente più organico e duraturo.”
“Se riusciamo a creare le condizioni di riportare le persone a vivere nel nostro entroterra avremo un territorio più sicuro, più a misura d’uomo e di maggior valore promozionale. Un circolo virtuoso che, a fronte di un investimento da parte della Regione, potrebbe portare vantaggi maggiori e per tutti” conclude Pisani

Nella foto Pisani e Costa