Mostra documentaria, con foto d Gandhi e la tessitura, come simbolo del nazionalismo indiano e dello sviluppo dei villaggi: a questi temi è dedicato “Gandhi e i Tessitori della Pace”, una mostra documentaria, un convegno e un seminario in programma l’8 maggio all’Università di Pavia e organizzati dall’Ateneo pavese in collaborazione con l’Accademia Galli e con la Fondazione Ratti di Como. Un’occasione per ricordare il prof. Giorgio Borsa, tra i più autorevoli studiosi di Gandhi e del mondo asiatico.
La mostra “Gandhi e i tessitori della Pace” – che si inaugura l’8 maggio alle ore 19.00 presso l’aula Disegno dell’Università di Pavia (Strada Nuova, 65), alla presenza dell’Ambasciatore dell’India Debabrata Saha e al prof. Mushirul Hasan, Direttore Generale degli Archivi dell’India – introduce la filosofia morale di Gandhi, spiegando l’attenzione che il Mahatma ha sempre dedicato alla filatura e alla tessitura a mano del cotone khadi, trasformandolo in un simbolo del nazionalismo indiano e dello sviluppo dei villaggi indiani.
La mostra – curata da Simonetta Casci (Università di Pavia), Uzra Bilgrami (Malkha Marketing Trust, Hyderabad), Purnima Rai (Delhi Crafts Council, New Delhi) e RossanaVittani (IED Milano) – è divisa in due sezioni; la prima ha carattere storico e si concentra sulla figura di Gandhi, proponendo una serie di fotografie d’epoca, mentre la seconda guarda alla odierna produzione di khadi con l’esposizione di manufatti di alcune cooperative nella speranza di stabilire un contatto diretto fra gli artigiani selezionati e gli imprenditori italiani del settore.
“Gandhi e i tessitori della pace” propone anche un omaggio al prof. Giorgio Borsa, studioso di Gandhi e iniziatore in Italiadegli studi sull’Asia orientale, in particolare dei rapporti tra l'Europa e i paesi di antica civiltà dell'Asia orientale, (India, Cina e Giappone). Nelle sale dell’Ateneo pavese che accolgono la mostra saranno esposti gli studi e ivolumi che Borsa ha dedicato all’Asia orientale, in particolare all’India e a Gandhi. Per oltre trent'anni Giorgio Borsa ha infatti insegnato all'Università di Pavia, dapprima come incaricato di Storia dei trattati e di Storia moderna, poi come ordinario di Storia politica e diplomatica dell'Asia orientale e direttore del Centro studi popoli extraeuropei "Cesare Bonacossa". Suo padre Mario, giornalista, fu il primo direttore del "Corriere della Sera" dopo la Liberazione.
Appena laureato, nel 1942, in pieno fascismo e in piena guerra, Giorgio Borsa pubblicò la biografia di Gandhi, edita da Bompiani (ripubblicata nel 1983), un volume da molti interpretato anche come critica alla cultura fascista. Nel dopoguerra è stato responsabile della sezione sull'Asia per il settimanale "Relazioni internazionali" dell'ISPI a Milano.
La mostra è accompagnata da eventi collaterali.
Introduce la Tavola Rotonda Mukulika Banerjee che, oltre ad insegnare antropologia alla London School of Economics, è autrice di un interessante volume su “sari” e sporadicamente appare come attrice in film bengalesi d’autore.
Il Seminario scientifico si svolge in lingua inglese, mentre la Tavola Rotonda si svolge in italiano. Tutte le manifestazioni sono aperte a tutti e sono gratuite.






