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Genova 6 – 14 ottobre, mostra Interni Genovesi a Palazzo Lercari Spinola

La storica dimora che appartenne prima ai Lercari e poi agli Spinola apre le sue porte al grande pubblico in occasione di Genova in Blu. Da sabato 6 ottobre a domenica 14 ottobre, dalle ore 11, viene proposto un doppio evento di visita che vede come protagonisti la mostra “Interni Genovesi.

Disegni di arredi e grande decorazione nell’età Barocca”, fastosa stagione dell’arte a Genova, e le “meraviglie” dell’edificio, costituite dall’intero Palazzo con il suo patrimonio artistico e architettonico. Un evento straordinario per la città, che si è reso possibile grazie alla collaborazione tra la Direzione Musei del Comune di Genova e la Vaimm Sviluppo, società appartenente al Gruppo Vittoria Assicurazioni, proprietaria di Palazzo Lercari Spinola in via Orefici 7 a Genova. Nell’antica dimora un’accurata operazione di restauro, studiata per preservarne il grande valore artistico, convive con la modernità di soluzioni tecnologiche di alta qualità. Il restyling è in fase di completamento e costituisce l’ultimo intervento del Gruppo Vittoria Assicurazioni nel centro di Genova, dopo quello di Palazzo Doria De Fornari in piazza De Ferrari.

Palazzo Lercari Spinola è un autentico gioiello incastonato nel cuore di Genova. E’ uno degli edifici inseriti nel complesso dei “Palazzi dei Rolli” che dal 2006 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Presente già nel Medioevo, nel corso dei secoli, è stato poi trasformato in una delle più belle residenze della città. Ogni sala, ogni atrio, ogni più piccolo scorcio – dalle sale affrescate dai fratelli Calvi nel ’500, al magnifico prospetto ornato dalle sculture di Giacomo Della Porta, alle sopravvivenze gotiche, fino alle decorazioni plastiche degli atri – nasconde una storia tutta da scoprire. La società Vaimm Sviluppo ha operato il recupero architettonico e funzionale del’edificio, ripensando e ridisegnando i suoi interni, per offrire soluzioni abitative e direzionali di prestigio assoluto.
Il Palazzo e la mostra: due percorsi che intrecciandosi e talvolta sovrapponendosi rivelano interessanti apparati decorativi, cicli pittorici, opere inedite. Il primo piano nobile offre al visitatore i suoi gioielli più preziosi: le sale affrescate dai fratelli Calvi (recente attribuzione) con le storie tratte dalla “Bella Fabella” di Amore e Psiche e le scene di guerra ispirate alla Gerusalemme Liberata. Gli ambienti del secondo piano nobile, decorati da stucchi, quadrature e “medaglie” figurate, riferibili ad artisti liguri o qui operanti, ospitano le opere in mostra, una ricca selezione di disegni preparatori per affreschi, decorazioni di pareti, stucchi e arredi, realizzati da maestri della decorazione, attivi a Genova nell’età barocca. Tra i 56 disegni in esposizione troviamo lavori di Domenico Piola, Gregorio De Ferrari, Lorenzo De Ferrari, Amedeo Leoncini che ancora oggi documentano il gusto e la raffinatezza degli interni progettati per le lussuose dimore dell’aristocrazia locale.
La mostra è curata da Piero Boccardo, direttore dei Musei di Strada Nuova, e Margherita Priarone, conservatrice dei Musei di Strada Nuova.
Durante i nove giorni della mostra i visitatori potranno scoprire le tracce di origine medievale, i successivi interventi di epoca rinascimentale, barocca e ottocentesca succedutisi a Palazzo Lercari Spinola. Poi le porte si chiuderanno e l’antica dimora tornerà al suo uso di edificio residenziale.

Scheda tecnica
Esposizione: INTERNI GENOVESI
Disegni di arredi e grande decorazione nell’età Barocca
Durata: 6 ottobre – 14 ottobre 2012
Luogo: Genova – Palazzo Lercari Spinola
Via Orefici, 7 – Genova

Orari di apertura dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle 20
sabato e domenica dalle ore 11 alle 20
ingresso libero
Apertura: sabato 6 ottobre 2012 ore 11
Info: tel. 010.567081
www.palazzidigenova.it

Scheda Tecnica di Palazzo Lercari Spinola
Sito in via Orefici, 7
Periodo di costruzione: dal sec. XII-XIII al XVIII
Nr. piani fuori terra: 6
Superficie coperta: circa 4.500 mq

Attualmente il palazzo è di proprietà della Vaimm Sviluppo s.r.l., società del Gruppo Vittoria assicurazioni, che ha promosso un intervento conservativo volto a preservare l’elevato valore artistico e storico dell’edificio. L’ intera operazione è stata eseguita sotto lo stretto controllo della Soprintendenza ai Beni Culturali.

Palazzo Lercari Spinola prende il nome da due importanti famiglie genovesi. E’ situato in via Orefici, cuore del centro storico di Genova. L’isolato di cui fa parte è composto da tre edifici: il primo, monumentale, con accesso da via Orefici il secondo e il terzo da via dei Conservatori del Mare.
Vicino alla Porta di San Pietro e alla Ripa Maris, Palazzo Lercari Spinola viene inglobato dalle mura del XII secolo, il suo assetto medievale è ben visibile lungo il vicolo laterale e nel prospetto posteriore. Nel corso del XIV e per tutto il XVI secolo l’isolato subisce le modificazioni più significative: i palazzi vengono inseriti con forza nel tessuto medievale, con accorpamenti di case preesistenti.
Nel Cinquecento, quando in città si assiste alla trasformazione delle tipologie edilizie abitative, anche i Lercari si adeguano alle nuove consuetudini modernizzando la dimora. E nei primi anni ’50 del Cinquecento lo scultore Guglielmo della Porta valorizza il portale del palazzo inserendo i telamoni e le figure sul fastigio; ricche e inusuali anche le decorazioni scultoree delle scale e degli atri. Il prospetto del palazzo, grazie all’accurato restauro, ha restituito il fine disegno delle incorniciature marmoree delle finestre, sormontate da frontoni rettilinei in marmo bianco sorretti da mensole a voluta che recano, nella fascia sottostante, eleganti cartelle con motti latini.
L’edificio nel 1576 è inserito nella lista dei “Rolli” come residenza di “Gio Batta Lercaro” e si distingue per un notevole apprezzamento (quattro volte nella prima pisside, una volta nella seconda). Verso la fine del Cinquecento il palazzo passa in proprietà agli Spinola di San Luca, ai quali appartiene ancora nel 1907. Nel 1948 tutto il complesso viene venduto al Banco di Chiavari e della Riviera Ligure.
Il primo piano nobile si contraddistingue per lo stile manierista degli affreschi, tra cui spiccano i soffitti a volta dei saloni, con le Scene belliche e di trionfo ispirate alla Gerusalemme Liberata e con il Mito di Amore e Psiche. I cicli pittorici, attribuibili ai fratelli Calvi, convivono, negli ambienti limitrofi, con derivazioni neoclassiche negli stucchi. Le decorazioni del secondo piano hanno subito delle profonde trasformazioni nel corso del Settecento.
Il Gruppo Vittoria Assicurazioni ha restituito il dovuto valore storico al palazzo Lercari Spinola. La dimora storica dopo l’accurata operazione di restauro, in parte ancora in corso, è destinata ad ospitare unità immobiliari di grande prestigio.

Interni genovesi.
Disegni di arredo e grande decorazione nell’età barocca.

a cura di Piero Boccardo e Margherita Priarone

6-14 ottobre 2012

Gli oltre 50 fogli del Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso esposti in mostra costituiscono una ricca selezione di interessanti progetti di scuola genovese e italiana per decorazioni di interno, affreschi e arredi, che documentano il gusto dell’alta aristocrazia locale nell’età barocca. I disegni, di preziosa esecuzione e alta qualità formale, forniscono infatti un’affascinante esemplificazione di quello che fu, nel secolo della “grande decorazione” e delle grandi quadrerie, l’impegno progettuale degli artisti per arredare e arricchire le magnifiche dimore della nobiltà della Superba: invenzioni per pareti, stucchi, volte affrescate, specchiere, alcove e ambienti di rappresentanza.
Il percorso di visita prende avvio da un foglio di Ottavio Semino (1530-1604) raffigurante “Giove e Danae”: un soggetto profano, probabilmente pensato per essere tradotto in affresco a ornare gli spazi privati di una dimora aristocratica. Significativa la scelta di Semino, uno dei protagonisti della grande decorazione genovese del Cinquecento, di cui esempi di grande interesse, attribuiti alla bottega dei Calvi, sono stati riportati alla luce in Palazzo Lercari Spinola, grazie ai recenti restauri, al primo piano nobile.
Gli altri fogli esposti nella sala permettono di percorrere per intero i modi della decorazione degli interni lungo l’intero XVII secolo: disegni di Lazzaro Tavarone (1556-1641) e Giulio Benso (1592 – 1668), tra i più importanti esponenti della stagione artistica locale di primo Seicento, e di Domenico Piola (1627-1703), la cui prolifica e poliedrica attività di disegnatore si applicò agli ambiti più diversi, dall’invenzione di elaborate scene mitologiche da realizzare a fresco, a mobili e suppellettili di lusso: tra le opere esposte, il magnifico progetto di “Decorazione di sala a finte rovine”, preparatorio per gli affreschi realizzati dall’artista in villa Balbi allo Zerbino.
Seguono le invenzioni di Paolo Gerolamo Piola (1666-1724), figlio di Domenico, di cui sono in mostra, tra gli altri, la “Diana visita Atteone” disegnata in vista della decorazione a fresco della loggia al secondo piano nobile di Palazzo Rosso; di esuberante fantasia, nella seconda sala, le ideazioni di Gregorio De Ferrari (1647-1726), genero di Domenico Piola, di cui si presentano alcuni progetti per pareti da allestire a quadreria con ricchi stucchi e fontane, conchiglie e cartouche di gusto ormai proto-rococò.
La grande decorazione ad affresco del XVIII secolo è rappresentata da fogli di esponenti illustri delle botteghe storiche della città: Domenico Parodi (1668-1740), figlio di Filippo, e Lorenzo De Ferrari (1680-1744), erede di Gregorio. Tra i fogli di quest’ultimo, è stato ritenuto preparatorio per un apparato effimero il disegno allegorico dell’ “Arma della Repubblica di Genova tra Fedeltà e Abbondanza”, en pendant con un analogo foglio conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, a Firenze; “Scipione che rende la fidanzata a Lucio” è la raffinata idea progettuale per il quadro di uguale soggetto della sala delle Virtù Romane di Palazzo Rosso, la dimora della famiglia Brignole-Sale; infine i grandi fogli con “Le Tre Grazie” e le “Due divinità femminili” esposti nella terza sala sono raffinati progetti per la Galleria Dorata di palazzo Carrega Cataldi. La collaborazione con pittori di quadratura, specialisti in architetture dipinte, porta il De Ferrari a disegnare anche fantasiosi ornati e trompe l’oeil, da affidare poi all’esecuzione di altra mano; i quadraturisti attivi a Genova, tuttavia, potevano anche elaborare autonomamente articolate soluzioni prospettiche per i propri ornati e sfondati: è il caso dei fogli di Francesco Maria Costa (1672-1740), che progettò anche elementi d’arredo come gli elaborati lampadari a più bracci presentati in questa occasione, e di Andrea Leoncini (1701-1760), alla vastissima produzione del quale sono interamente dedicate le ultime due sale della mostra.