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Genova: al cinema City dal 19 al 21 ottobre torna “Trainspotting” nel 30° anniversario

cinema City
Trainspotting

Genova – Colonna sonora leggendaria – Lou Reed, Iggy Pop, Underworld, Blur – e ritratto di una generazione perduta. È “Trainspotting” di Danny Boyle, film che nel 30° anniversario dell’uscita torna in sala per soli tre giorni: lunedì 19, martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, ore 21.15, al cinema City di Genova (vico Carmagnola, tel. 010 8690073), restaurato in 4 K e in versione originale con i sottotitoli italiani. Gli interpreti, alcuni allora agli inizi di una carriera in procinto di esplodere, sono Ewan McGregor, Ewan Bremner, Jonny Lee Miller, Kevin McKidd e Robert Carlyle, tra gli altri. Interpretano un gruppo di amici senza ideali, vivono in Scozia, in una realtà in cui l’unica cosa facile da ottenere sembra essere la droga. È il primo film che racconta la tossicodipendenza dal punto di vista di chi la vive. Il termine “trainspotting” si riferisce all’attività di guardare le locomotive che passano sui binari e di annotare il loro numero di identificazione. La raccolta compulsiva dei numeri non ha nessuna utilità, cioè con questi numeri non puoi farci niente. È una metafora per descrivere chi trascorre il tempo ad aspettare di farsi una volta ancora, per poi attendere quella successiva.

Edimburgo. Mark Renton, ladruncolo per necessità, ha scelto un’onesta e sincera tossicodipendenza. Begbie, uno psicopatico violento e alcolizzato spaventa perfino i suoi amici, ma non si sognerebbe nemmeno di toccare la droga. Spud, un disperato, ma amabile eroinomane. Sick Boy, un narciso dalle conoscenze enciclopediche su Sean Connery, in grado di tenere sotto controllo la propria dipendenza dall’eroina. Poi c’è Tommy che non si droga, è un maniaco delle escursioni all’aria aperta e di Iggy Pop. Ai margini della storia, ci sono le ragazze del gruppo. Tra tentativi di disintossicazione, ricadute e un inatteso colpo di scena che può cambiare la vita a tutti, Mark forse entrerà a far parte dell’odiata, ma rispettabile società.

Tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh, “Trainspotting” si è imposto come un riferimento ineludibile nella storia del cinema, grazie all’ottimo cast, alla musica, ai dialoghi ricchi di frasi memorabili. Accusato all’epoca di esaltare il consumo di eroina, in realtà, il racconto non fa altro che scoperchiare il male assoluto della tossicodipendenza: sono molteplici i momenti realmente tragici, quasi sempre stemperati dalla giustapposizione di altre sequenze nella volontà di non far capire la vera natura del gioco.

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