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Genova, Festival dell’Eccellenza al Femminile: in arrivo “Rabdomanti”, 14 spettacoli in 7 giorni dal 5 al 12 dicembre

Festival dell'Eccellenza al Femminile
Valentina Sperlì - Maledetto nei secoli l’amore

GENOVA – Quattordici spettacoli in sette giorni: la nuova drammaturgia è al centro di “Rabdomanti”, rush finale del XXI Festival dell’Eccellenza al Femminile che dal 5 al 12 dicembre 2025 riunisce alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova una comunità di autori e attori che convivono e si alternano sul palcoscenico, un giorno dopo l’altro, ora dopo ora. Una maratona fortemente voluta dalla fondatrice e direttrice della manifestazione, Consuelo Barilari, per cui è «una rivoluzione nei tempi e nei modi di fare spettacolo e sviluppare un pensiero nuovo, con un’importante giornata dedicata alla Maratona per la Pace. Un esperimento nato per valorizzare i giovani e le donne, testimoni di una realtà descritta qui e ora in testi o partiture sceniche ideate oggi per essere viste e ascoltate oggi. La Rassegna Nuova Drammaturgia al Femminile prevede spettacoli forti, molto brevi, semplici ma d’impatto nella messa in scena. Pensiamo che la proposta innovativa di fare due spettacoli di questa portata drammaturgica sullo stesso palco in sequenza nella stessa serata per giorni consecutivi, sia un modo per rafforzare la potenzialità degli spettacoli stessi. Due pièce ogni sera dalle 19.30 sullo stesso palcoscenico con un’ora di stacco tra una e l’altra: uno sforzo reso possibile grazie a un supporto tecnico di eccellenza composta dalla squadra tecnica del Teatro Nazionale di Genova e da nostri tecnici. Le luci necessitano di un montaggio e di puntamenti, fatti prima per entrambi gli spettacoli e le compagnie si sono accordate per la divisione degli orari delle prove sul palco. Credo che questa rassegna cosi strutturata possa essere una palestra di condivisione teatrale, d’incontro e scambio artistico che sono certa porterà nuova linfa al teatro del futuro».

Ecco il contenuto della rassegna “Rabdomanti”, dedicato ad artiste non convenzionali che intrecciano danza, marionette, pupazzi, cibo alle parole, provenienti dal nord e dal sud del mondo. Un coro di voci femminili che comprende dodici titoli, in scena dal 5 al 12 dicembre alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova, con la cui collaborazione Schegge di Mediterraneo produce FEF – Festival dell’eccellenza al femminile. Il 5 e 6 dicembre alle 19.30, prima nazionale di “Armande sono io!”, scritto e portato in scena da Fiorenza Menni, in scena con Sara De Simone e Caterina Venturin. È frutto di un lungo lavoro sull’opera e il pensiero di Carla Lonzi, considerata la madre del femminismo in Italia, in cerca per tutta la vita di un’autenticità nella vita e nell’arte, che è apparsa rivoluzionaria perché alle donne negata. Sempre il 5 dicembre, alle 21, la Sala Mercato ospita “Fear no more” di Francesca Sangalli con Leda Kreider e la regia di Simona Gonella, dedicato a Virginia Woolf e ad alcune delle protagoniste dei suoi romanzi, che pirandellianamente prendono la parola e chiedono di essere raccontate, raccontando la propria verità fuori dai libri. Il 6 dicembre alle 21 va in scena “L’estasi della lotta” di Angela Dematté con Carlotta Viscovo, sulla vita, la personalità e la straordinaria opera dell’artista francese Camille Claudel, musa e amante di Rodin, morta dopo trent’anni di ospedale psichiatrico. C’è un corpo che si fa scultura, mentre una donna dialoga con questo sé scolpito da un uomo. Dietro a questo emergono le lotte sindacali condotte da Carlotta Viscovo, battaglie quotidiane in cui il passato e il presente si uniscono.

Il 7 dicembre “Rabdomanti” propone una Maratona per la pace in tre spettacoli: “La guerra svelata di Cassandra” (ore 16) di Salvatore Ventura con Gaia Aprea e la regia di Alessio Pizzech, sugli orrori e le ingiustizie della guerra visti attraverso gli occhi della profetessa troiana. Una Cassandra del 2025 da immaginare tra le macerie di Gaza o di Kiev. Testimone di un eterno destino di violenza che lega vincitori e vinti. Debutta “Rispost@ua” (ore 18), dell’ucraina Neda Nezhdana, drammaturga e romanziera pluripremiata, con Anna Bodnarchuk, giovane attrice ucraina diplomatasi alla Scuola del Teatro Nazionale, che dà voce alla rabbia e al dolore della guerra. Al centro della storia c’è un cantante d’opera ucraino che diventa soldato, una figura ispirata a Vasyl Slipak, che sul palco amava interpretare Mefistofele e sul campo di battaglia è stato ucciso da un cecchino. Infine “Peitho/Persuasione. Concerto di voci e suoni” (ore 20) ideato dalla giovane drammaturga in ascesa Irene Patra Zani e Federica Fracassi, con Federica Fracassi e Dimitrios Papavasiliu, un concerto di voci e suoni sulla tragedia umana e intellettuale del filosofo Carlo Michaelstaedter, suicida nel 1910 a 23 anni. Il testo unisce la sua biografia al racconto mitico della gueèrra di Troia. Il concetto di “persuasione”, così caro al ragazzo friulano che parla e scrive in greco all’inizio del ‘900, è incarnato da Peitho, la dea della Persuasione del pantheon greco.

La rassegna “Rabdomanti” prosegue con “Love Love Love” (10 dicembre, ore 19.30) con la regia di Alberto Camanni, un’indagine semiseria sull’attualità dell’amore romantico, in cui lo spettatore è chiamato a diventare parte di una “grande orchestra teatrale” con interviste riprese e condivise all’interno dello spazio scenico, che diventano canovaccio per l’improvvisazione degli attori Matteo Dagnino, Giorgia Fasce e Claudia Perossini. “Mamme a metà” (10 dicembre, ore 21) di Silvia Nanni, con Elena Miranda e Lisa Santanelli, sulla parabola di una gravidanza che non si compie. Laura, la protagonista, è seduta su una sedia bianca da ospedale e parla come un fiume in piena. Non c’è neppure una parola che la definisca: è semplicemente una donna che ha perso qualcosa, o meglio qualcuno. L’elaborazione di un lutto di cui si parla poco.
“Controtempo” (11 dicembre, ore 19.30) di e con Anna Dego e Anna Stante, storia universale di amicizia e sentimenti contrastanti, al confine tra danza e teatro. In scena due donne che sembrano due equilibriste sulla soglia incerta del tempo. Il corpo è il luogo in cui il tempo si fa visibile.

“R.osa” (11 dicembre, ore 21) di Silvia Gribaudi con Claudia A. Marsicano, spettacolo cult sul corpo, performance poetica, giocosa e dissacrante, tra leggerezza e gravità, citando Jane Fonda e Botero. Uno one woman show sorprendente e acuto che spinge a interrogarsi sul nostro sguardo e il nostro pensiero di fronte a corpi lontani dai modelli solo apparentemente raggiungibili.
“C’era una volta” (12 dicembre, ore 19.30) di Noemi Francesca, in scena con Michelangelo Dalisi, la soggettiva di un uomo colto nell’attimo del suo fine vita. È un “Manuale di sopravvivenza per immagini”, un tentativo di evocare lo spegnersi di uno sguardo sul mondo, attraverso la soggettiva di un uomo nella fase terminale della sua vita. “Maledetto nei secoli l’amore” (12 dicembre, ore 21) dal racconto di Carlo D’Amicis (finalista al Premio Strega) con Valentina Sperlì, che interpreta una donna al capezzale di un uomo di cui sa ben poco, un monologo sull’ineluttabilità e il sentimento. Lady Mora, la spregiudicata chiromante protagonista del racconto, è l’unica parente rimasta in vita, chiamata a decidere il destino di un cugino entrato in coma.

Biglietti: 18 euro intero; 14 euro ridotto over 65; 12 euro ridotto under 30 e associazioni femminile accreditate. Biglietteria al Teatro Ivo Chiesa, al Teatro Duse e al Teatro Modena. Biglietteria telefonica 010 5342400. Biglietteria on line biglietti.teatronazionalegenova.it. Aggiornamenti su www.eccellenzalfemminile.it

Il XXI Festival dell’Eccellenza al Femminile è prodotto da Schegge di Mediterraneo con il sostegno di Ministero della Cultura, Fondazione Compagnia di San Paolo, Regione Liguria, Comune di Genova, con il patrocinio di Senato della Repubblica, Città Metropolitana di Genova, Rai Liguria, Coni. Fra i partner figurano Palazzo Ducale Genova, Museo Biblioteca dell’Attore, Università di Torino, Biblioteca Berio, Udi – Unione Donne in Italia, Lilith, Libera