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Genova: “I cortometraggi” di David Lynch al cinema America il 15 e 16 dicembre per la rassegna “The Big Dreamer”

cinema America
David Lynch - The Cowboy And The Frenchman

Genova – Una riedizione dei cortometraggi di David Lynch, per la prima volta riuniti insieme da Lucky Red e Cineteca di Bologna e pronti per essere proiettati sul grande schermo. La rassegna “The Big Dreamer. Il cinema di David Lynch” prosegue lunedì 15 dicembre 2025 alle ore 18.45 e martedì 16 dicembre alle ore 21 al cinema America (via Colombo 11, Genova, tel. 010 4559703) con “I cortometraggi” in lingua originale con i sottotitoli italiani. Un’occasione per rendere omaggio a uno dei più grandi maestri del cinema di tutti i tempi.

L’antologia dei preziosi cortometraggi si compone 8 titoli: “Six Man Getting Sick” (4’), “The Grandmother” (34’), “The Amputhee 1” (5’), “The Amputhee 2” (4’), “Lumière” (1’), “The Cowboy and the Frenchman” (26’) e “Dumbland” (33’). La produzione di corti accompagna Lynch per circa 30 anni e parte dagli esordi della sua carriera. Le opere ormai appartengono alla storia dell’arte contemporanea, non solo a quella del cinema. Dalla prima prova da studente dell’accademia la corporeità è già tema centrale. cortometraggi di David Lynch attraversano mondi inquieti e surreali, dove oggetti, volti e suoni diventano presenze vive. Dalle prime animazioni artigianali ai film sperimentali girati in bianco e nero, Lynch esplora paure, desideri e sogni distorti. Ogni corto è un piccolo incubo poetico che anticipa temi e atmosfere del suo cinema maturo, rivelando l’evoluzione di un immaginario unico.

“Six Men Getting Sick” è primo cortometraggio di David Lynch e nasce grazie a una gara di pittura sperimentale in Accademia, nel 1966. Lynch intendeva partecipare con un dipinto raffigurante un giardino nero con esili macchie verdi, delle piante incolte che fendevano l’oscurità, reminiscenze della sua infanzia. La vista del suo quadro, però, lo ispirò a tal punto da decidere di dare vita a quelle figure. Lynch vinse il primo premio, che divise col pittore Noel Mahaffey.

Il corto successivo, “The Alphabet” (1968) vide la luce grazie ad una proposta di collaborazione di H. Barton Wasserman, un altro studente dell’Accademia desideroso di lavorare con Lynch dopo il successo del suo primo lavoro. L’ispirazione arrivò grazie ad un racconto di sua moglie Peggy che, andata a far visita ai suoi genitori, aveva trovato sua nipote addormentata in un lettino. La bimba stava avendo un incubo in cui continuava a ripetere l’alfabeto.

Nel 1970 venne realizzato “The Grandmother”, che mise per la prima volta il regista dinanzi ai veri problemi della realizzazione di un film. David scelse come protagonista della pellicola Richard White, un ragazzino che vedeva spesso passeggiare intorno a casa sua e che si rivelò perfetto per il ruolo assegnatoli. La nonna invece venne interpretata da Dorothy McGinnis. Nell’opera viene raccontata la storia di un bambino in un rapporto conflittuale coi genitori che sogna di far resuscitare la nonna morta, partendo da un baccello. Sarà grazie a questo lavoro che Lynch verrà invitato dall’American Film Institute di Los Angeles, dove un paio di anni dopo inizierà a lavorare sul suo primo lungometraggio: “Eraserhead”.

“The Amputee”, realizzato nel 1974 per l’American Film Institute, è uno sconosciuto specchio delle morbosità che avrebbero composto, poi, i capolavori del cinema. Il cortometraggio, diviso in due versioni aventi poca differenza di durata, è interpretato da Catherine E. Coulson; colei che sedici anni dopo, sarebbe diventata l’iconica Margaret Lanterman, ovvero l’enigmatica Signora Ceppo in “Twin Peaks”. Mostra una donna seduta su una poltrona, intenta a scrivere una lettera

È un corto l’unico western lynchiano, “The Cowboy and the Frenchman”, e Lynch è uno dei molti registi chiamati a celebrare l’invenzione dei “Lumière”. “Dumbland” è la serie animata creata per il suo sito e di cui ha realizzato ogni aspetto.

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