Genova – È di questi giorni l’avviso da parte di Città Metropolitana della sospensione del servizio di trasporto per i ragazzi e le ragazze diversamente abili che frequentano i corsi di formazione professionale di 700 ore.
Fino all’anno scolastico 20020/2021, infatti, la Città Metropolitana, con fondi trasferiti dalla Regione Liguria, garantiva il trasporto delle ragazze e dei ragazzi che frequentavano i corsi, al fine di agevolare loro il percorso verso il raggiungimento di un’autonomia sociale e lavorativa.
Sulla questione si esprime la consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi: «In questi giorni, la Città Metropolitana sta avvisando le famiglie di ragazzi e ragazze diversamente abili che i loro figli che svolgono i corsi di 700 ore negli enti di formazione professionali non avranno più garantito, a partire dalla prossima settimana, il trasporto da casa al luogo del corso. Si tratta di una sessantina di famiglie per un servizio che non supera cifre pari a seicentomila euro l’anno. La comunicazione è arrivata così, senza alcun tipo di opzione, incontro, approfondimento.
È una cosa è vergognosa. Siamo al gioco delle tre carte: Comune, Città Metropolitana e Regione si lanciano la palla, cercando di confondere la situazione, che in realtà è molto chiara. Il Comune non reagisce a questa situazione e, anche se martedì porterà in aula “il futuro di una città solidale”, non lo sarà già a partire dalla prossima settimana per 60 famiglie. Più che dare linee guida, bisognerebbe che il Comune iniziasse a lavorare su temi urgenti che riguardano le persone e che dimostrasse anche nei fatti ciò che annuncia nei proclami.
In questo gioco delle tre carte ci rimettono 60 famiglie e i loro figli. Martedì presenterò un’interrogazione urgente sul tema, chiedendo al Comune come intende procedere per dare un aiuto a queste famiglie, che in una settimana dovrebbero trovare i soldi per pagare il trasporto, organizzare la propria vita, con il rischio concreto che i ragazzi debbano rinunciare al corso di formazione, indispensabile per la loro autonomia. Speriamo che in questa settimana il Comune si attivi presso la Regione e fornisca una risposta esaustiva e rassicurante nei confronti di questi ragazzi e queste ragazze e delle loro famiglie».







