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Gente Comune e il dibattito politico

Gente Comune è un movimento culturale che fa del volontariato il proprio principio fondante primario, e che si prefigge azioni concrete e di sensibilizzazione delle coscienze nell’abito del recupero del senso della politica nel suo significato più alto, nobile e disinteressato.

Gente Comune ha nelle tre “B” – buon esempio, buon senso, bene comune – il sunto del proprio agire. Le spinte individualistiche nel senso deteriore della locuzione portano al disinteresse per la collettività, alla cura del proprio “orto”, mentre un processo di maturazione civica deve portare ad un’attenta riflessione su quanto la vera “questione morale” dipenda da ciascuno di noi, dall’attenzione e dalla partecipazione attiva alla vita sociale con il “buon senso” – non butto per terra il biglietto usato scendendo dall’autobus -, il “buon esempio” – se ne vedo uno per terra lo raccolgo e lo butto nel cassonetto della carta -, per arrivare al “bene comune” – la mia città sarà più pulita e più bella per me, per i miei cari, per chi ci lavora, per i turisti.

Non riconoscendosi compiutamente in nessuno degli schieramenti attuali, Gente Comune ha scelto di astenersi dall’appoggio diretto in questa tornata elettorale, ma chiede a tutti i candidati liguri la disponibilità a sottoscrivere il proprio documento ispiratore e ad impegnarsi – una volta eletti – nel farsi portatori delle istanze proposte, che in ogni caso rappresentano motivi ideali e programmatici largamente condivisibili, proprio quanto la “gente comune” – il nostro punto di riferimento – chiede alla classe dirigente.

Abbiamo suddiviso questo documento in cinque punti valoriali e in cinque punti programmatici.

I valori

1. Gente Comune porta avanti con convinzione il tema della sussidiarietà, quella vera: la società civile è libera di operare ed organizzarsi nelle forme che ritiene più opportune e alle istituzioni spetta il compito di tutelare, sostenere ed integrare quest’opera. La sussidiarietà correttamente intesa vuol dire, per cominciare, guardare con un occhio di particolare favore tutto il mondo dell’associazionismo, del volontariato, del “Terzo Settore”, evitando di utilizzarlo come tappabuchi che manleva dalle inefficienze del sistema o le nasconde, ma piuttosto lavorando perché la burocrazia e la fiscalità nel settore siano sempre meno invasive, perché i pagamenti dei servizi resi agli enti pubblici conoscano un canale preferenziale e rapido (ad esempio fissando e facendo rispettare un termine massimo di 90 giorni), perché la costituzione di organismi di forma associativa venga incoraggiata e resa più snella. L’altruismo, il volontariato, la solidarietà – oltre cinque milioni di volontari, quasi un milione di lavoratori, cinquecentomila realtà operanti, il 5% del PIL – non conoscono crisi, ma rischiano di pagarla per colpe altrui, e tutta l’Italia ne uscirebbe più povera.

2. Gente Comune chiede agli eletti di rinunciare, tramite proposte di legge in questo senso, ad ogni forma di rimborso elettorale e di finanziamento pubblico della politica, e conseguentemente di rivedere le regole della par condicio in direzione ovviamente partecipativa, gratuita e realmente informativa, perchè soltanto una politica che consenta pari dignità e visibilità anche a chi, presentandosi alle elezioni di ogni ordine e grado, non possegga mezzi economici per potersi far conoscere dagli elettori può, veramente, dirsi espressione democratica di tutto il popolo e di tutto il paese. Conseguentemente a quanto appena detto, viene considerato completamento naturale la totale trasparenza amministrativa, sia in senso economico e di bilancio, sia in senso di attività governativa, legislativa e politica, sia in ruoli di governo che di opposizione, in modo da poter valutare concretamente e correttamente l’operato di chi ha avuto l’onore e la responsabilità di essere il versante istituzionale del gruppo di cittadini elettori di riferimento.

3. Gente Comune punta da sempre alla tutela, al rispetto e alla valorizzazione dell’ambiente. Un atteggiamento che consideri l’ambiente non qualcosa da salvaguardare e mettere sotto una campana di vetro, ma che ne permetta la corretta fruizione. Le attività di volontariato di Gente Comune sono da sempre rivolte verso il recupero e la pulizia di luoghi pubblici trascurati dall’amministrazione. Si auspica che l’opera dei volontari venga poi proseguita con l’affidamento delle aree – in tempi rapidissimi e senza burocrazia – ai soggetti richiedenti. Si chiede poi di impegnarsi per l’adozione di politiche specifiche volte al riciclo totale dei rifiuti, realtà del tutto possibile allo stato attuale della tecnologia (come alcune esperienze anche in Italia testimoniano), e che escludono la necessità di ricorrere a qualsiasi forma di combustione.

4. Gente Comune crede che tutti i servizi primari per una collettività debbano rimanere in mani pubbliche e a prezzi sociali per tutti i cittadini. Quindi è necessario un passo indietro rispetto alle privatizzazioni del passato ed un blocco per le future intenzioni in questo senso: energia ed acqua, e tutti i servizi delle “ex municipalizzate”, ora gestiti da società private, devono essere “rimunicipalizzati”, perché solo in questo modo, e con una corretta gestione, si potrà avere per il cittadino il miglior servizio al minor prezzo. Inoltre è imprescindibile (e sinonimo di serietà) dare immediata attuazione a quanto deciso dai cittadini con il referendum sull’acqua.

5. Gente Comune è consapevole che una delle grandi difficoltà della società attuale deriva dalla crisi della famiglia tradizionale, e richiede un impegno esplicito a tutela delle famiglie, primo e basilare nucleo sociale sia per l’educazione sia per il benessere economico di un popolo: sgravi fiscali in progressività al numero dei figli, quozienti familiari, agevolazioni scolastiche e sanitarie…(e molte, molte altre). Solo quando la famiglia sarà effettivamente tutelata si potrà pensare di allargare il discorso ad altre forme d’unione che, spesso, non sono altro che soluzioni di comodo.

I Programmi

1. L’abitazione primaria è un diritto inalienabile dei cittadini. Sia essa di proprietà, sia essa in affitto, non rappresenta certo un reddito, ma al contrario comporta oneri e responsabilità. Riteniamo un’aberrazione fiscale e giuridica che la si sottoponga a tassazioni di qualunque tipo. La nostra battaglia è quindi contro qualsiasi imposta sulla prima casa.

2. Gente Comune si batte da sempre per recuperare allo Stato gli oltre 100 miliardi di euro d’imposte di cui sono debitori i concessionari delle cosiddette “Slot Machine”. Una cifra enorme, che uno Stato pavido rifiuta di riscuotere, e che permetterebbe il finanziamento di politiche sociali e contribuirebbe all’abbattimento del debito pubblico, con l’effetto non secondario di disincentivare una sempre più diffusa e pericolosa forma di vizio, quella del gioco d’azzardo, che – sebbene legalizzato – miete sempre più vittime, specialmente tra le categorie più deboli, ed alimenta gli affari della criminalità (usura, riciclaggio, eccetera).

3. I porti liguri sono in sostanza l’ultima vera prospettiva industriale della nostra regione. E’ un controsenso che gli introiti fiscali vengano totalmente devoluti allo stato centrale. Gente Comune si schiera per il mantenimento in Liguria, con formule di progressività crescente, di tali introiti, al fine di reinvestirli utilmente in loco.

4. E’ sotto gli occhi di tutti la situazione di collasso del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Aggiungiamo la sempre più scarsa attenzione per il trasporto merci che voglia utilizzare vettori diversi dal mezzo su gomma. Gente Comune chiede con forza il rilancio del trasporto su rotaia, sia per le reti urbane, sia per le tratte ferroviarie a servizio dei passeggeri a breve e a lunga percorrenza (ivi inclusa la rete ad Alta Velocità, che così grande successo – lo si voglia o no – sta riscuotendo), sia a servizio delle merci. Inoltre si pronuncia per il recupero immediato delle tratte ferroviarie assurdamente chiuse negli ultimi mesi senza alcun beneficio economico (come evidenziato da studi specialistici) e, più in generale, per il ripristino ed il completamento di molte linee ferroviarie soppresse dagli anni sessanta ad oggi, spesso senza un autentico motivo. Infine, si schiera per la valorizzazione della navigazione interna e marittima e per l’adozione di politiche che contrastino attivamente il monopolio del trasporto su gomma.

5. La scuola è un valore fondamentale per garantire un futuro al nostro paese ed ai nostri figli. Necessita pertanto che chi ci governerà progetti un piano di investimenti nel settore della formazione, a tutti i livelli, al fine di garantire veramente “il miglior servizio” ed il diritto allo studio di tutti quelli che vogliano proseguire la loro formazione. No quindi a tasse che ne limitano gli accessi ed all’eccessivo costo dei libri e dei materiali didattici. Può invece essere utile valutare (come si ipotizzava già negli anni ottanta) la possibilità di coinvolgere capitali privati, in forme che garantiscano in ogni caso l’autonomia della scuola e dell’università ma contribuiscano a mitigarne i costi.