Conosciamo un giovane allenatore emergente, Gianluca Arnuzzo, nipote d’ arte di Domenico, ex direttore sportivo della Sampdoria, poi passato alla Juventus.
Un breve curriculum come calciatore e allenatore.
“Sono nato a Ragusa in Sicilia. Da calciatore ho militato nelle categorie giovanili dell’ A.S. Camogli e dell’U.C. Sampdoria. Da allenatore ho militato nel C.F Bogliasco Pieve (attualmente Molassana) , FCF Rapid Lugano, Real La Spezia, Siena Calcio Femminile e A.S. Caira”.
Cosa ti ha indotto a lasciare il calcio maschile per passare al calcio femminile?
“Da calciatore ho dovuto smettere all’età di 18 anni per la rottura dei legamenti crociati del ginocchio sinistro, finite le scuole sono andato a lavorare presso un’assicurazione dove ho conosciuto l’allora allenatore del C.F. Bogliasco Pieve che mi ha inserito nel mondo del calcio visto da una panchina. E’ nato tutto come una sfida. Ho successivamente allenato la categoria Juniores Regionale di una squadra maschile e quindi si puo parlare di un ritorno al calcio femminile”
Da allenatore che diversità ci sono tra squadre maschili e femminili e come ti rapporti da mister con un ragazzo e con una ragazza?
” Il calcio femminile e quello maschile sotto l’aspetto dell’allenamento e il rapporto con il/la calciatore/calciatrice sono due mondi diversi. Il calciatore maschio è piu portato della ragazza a guardare ciò che fa il proprio idolo sul campo e ad imitarlo, è meno recettivo a livello comportamentale, ma ha una velocità di reazione mentale a livello tecnico sicuramente maggiore. La calciatrice donna è sicuramente molto ricettiva a livello comportamentale, ma ha sicuramente meno velocità e creatività di gioco”
Come vedi il calcio femminile e quali correttivi eventualmente si possono adottare per renderlo più appetibile?.
” Il calcio femminile è ad oggi poco appetibile perchè non gode di tutti quei privilegi di cui gode una lega professionista maschile. A parità di categoria la serie A femminile gode di pochi sponsor, una differita su rai sport e strutture sportive non consone alla situazione. La serie A maschile penso sia sotto gli occhi di tutti ciò di cui gode e quindi penso che non ci sia bisogno di ricordarlo”.
Anche in avvenimenti importanti a livello di visibilità il calcio femminile viene sempre snobbato e inserito dalle emittenti televisive in orari notturni di poca visibilità , come mai questa scarsa considerazione verso il movimento?
” Noi purtroppo viviamo in un mondo dove la gente segue lo sport che in televisione si vede di piu, quindi il calcio maschile, e considera minoritario l’equivalente femminile per il semplice motivo che molti di loro non ne conoscono l’esistenza. Le olimpiadi hanno messo in risalto al mondo l’esistenza di questo sport, peccato che la nazionale italiana non sia riuscita a qualificarsi”.
Alcuni Presidenti di società propongono di adottare la politica adottata in certe nazioni, vedi Francia con l’ Olympic Lyonnais, Inghilterra con il Manchester, Spagna col Barcellona, di strutture professionistiche ad accorpare nelle loro branchie il calcio femminile. Sarebbe a tuo avviso una buona idea e sarebbe fattibile?
” L’idea è ottima, ma purtroppo penso che manchi la volontà da parte dei presidenti delle squadre professionistiche maschili di aderire all’iniziativa. In Italia il business del calcio femminile è troppo piccolo per interessare a personaggi di livello economico come Moratti & Co. Mi auguro che la Federazione si muova per convincere certi personaggi che il calcio femminile può diventare anch’esso un business importante”.
Per lo scudetto in serie A vedi solo la Torres o c’è qualche squadra di livello in grado di contendere fino all’ ultimo lo scudetto alle sarde?
” Penso che attualmente la Torres sia la compagine piu forte del campionato e lo dimostra non lasciando scampo a quasi tutte le sue avversarie. Sicuramente di anno in anno rafforza la squadra per ambire anche a fare bella figura in ambito europeo e questo non consente alle altre squadre di avvicinarsi a livello di risultati. Spero nel Riviera Di Romagna, visti i primi risultati, ma poi anche loro si sono persi qualche punto per strada”
Si intravede all’ orizzonte la nuova Patrizia Panico del calcio femminile? Se si, chi è?
” Penso che giocatrici del calibro di Patrizia debbano ancora emergere! Ci sono tante buone calciatrici e qualcuna sicuramente ha un futuro importante davanti a se, ma attualmente Patrizia Panico rimane ancora la giocatrice italiana piu forte malgrado la non piu tenera età “
Tra le calciatrici nel panorama della serie A2 ci sono calciatrici interessanti che ti senti di proporre al nuovo commissario tecnico dela Nazionale Antonio Cabrini?
“Penso che lo staff del CT Cabrini sappia bene che a differenza del calcio maschile nel femminile non ci si deve limitare alla serie A, ma bisogna scovare ragazze di talento anche in A2. Non mi sento di fare nomi in particolare perchè le ragazze che hanno grosse capacità ce ne sono davvero tante e non potendole citare tutte fare sicuramente torto a qualcuno”
Quanto e come deve crescere il calcio italiano a livello di Nazionale e di club per poter competere per poter vincere un titolo?
” Sia a livello nazionale sia di club dobbiamo crescere davvero tanto. Purtroppo non possiamo ancora competere a livello femminile con nazioni come la Francia che conta 5 volte le nostre tesserate o come l’Inghilterra che ha una grandissima cultura calcistica votata al femminile. Queste sono tutte nazioni che a livello maschile non hanno nulla piu di noi, ma a livello femminile stanno giustamente su un altro pianeta in quanto si occupano di aumentare annualmente la visibilità di questo sport”.
Nei vari gironi di serie A2 se conosci le realtà , quali sono?
” Nel girone A sicuramente ci sono due compagini che sono avvantaggiate rispetto ad altre e sono Scalese e Alessandria. La prima è una mia conoscenza del campionato scorso in A2 con il Siena e che si è rafforzata con la nostra ligure Roberta Borrello ex Spezia e la senese Serena Ceci. La seconda ha sempre fatto campionati di livello e quindi ormai è una compagine abituata alla categoria. Nel girone B Sudtirol e Real Meda hanno 15 punti. Conosco poco questo girone ma penso che solo la Valpo Pedemonte possa inserirsi nella lotta promozione. Nel girone C grande sorpresa Jesina del mio amico Iencinella, ma credo che alla fine vincerà L’Inter per organizzazione societaria e rosa. Nel girone D assoluta protagonista la Res Roma che non ha rivali e sicuramente vedremo l’anno prossimo in serie A”
A tuo avviso Genova con Real Arenzano e Molassana è pronta per affrontare un campionato di serie A per poterci restare?.
” Conosco poco il Real Arenzano in quanto non mi sono realmente interessato di capire che cosa ne è rimasto delle ceneri della Sestrese Athletic. Per quanto riguarda il Molassana penso che purtroppo gli manchi l’esperienza per competere quest’anno per la promozione, ma visto il lavoro encomiabile che svolgono sul settore giovanile non mi meraviglierei che nel giro di qualche anno anche loro possano calcare i campi della serie A”
Cosa prevedi e auspichi per il tuo futuro e hai già contatti importanti con società ambiziose?
“Attualmente qualche contatto c’è con società di livello, ma tutto sta a capirne i reali progetti e la serietà della situazione. Spero di concludere qualcosa a breve e di ritornare sul campo ad allenare”
Qual’ è il tuo sogno nel cassetto?.
” Il sogno nel cassetto è quello di svolgere questa attività come professione e magari di farlo nel femminile”!
CLAUDIO TAGLIAPIETRA






