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Gianni Pastorino (Linea Condivisa) – Come si sta organizzando il San Martino per far fronte alla seconda ondata?

Ieri il gruppo consiliare Linea Condivisa ha scritto al direttore generale del San Martino per comprendere i processi di riorganizzazione dell’ospedale per far fronte al contagio da covid-19.

Sono state attivate procedure per assumere personale sanitario a tempo determinato? E se sì, quando?
Con quale e quanto personale sono state aperte le cosiddette “strutture covid”?
Sono state prese le misure adeguate per garantire determinate prestazioni essenziali, quali per esempio quelle relative a pazienti oncologici, cardiologici o affetti da patologie gravi?
In ultimo, a quanto ammontano in previsione le risorse economiche previste per l’attuale riorganizzazione?

“In attesa di una risposta ufficiale, le notizie che arrivano da San Martino sono estremamente preoccupanti – dichiara il consigliere Pastorino – La struttura è in grande difficoltà: in alcuni reparti definiti “puliti” sono stati inseriti pazienti covid, dove dovrebbero essere curati pazienti a bassa entità vengono invece utilizzati i caschi ventilatori CPAP, hanno chiuso l’iperbarica per recuperare infermieri precludendo una continuità terapeutica, il personale dei reparti oncologici gira a disposizione sulle parti covid per poi ritornare nei reparti oncologici… In ultimo, un settore amministrativo si trova in quarantena fiduciaria, situazione che aumenta il disservizio per i lavoratori e le lavoratrici.”.

“Naturalmente se si ascoltasse un medico, infermiere, tecnico, oss del San Martino i racconti sarebbero anche peggiori. Il personale sta svolgendo il proprio servizio al meglio, ma è già duramente provato dalla crisi di marzo-aprile – continua il consigliere Pastorino – Viene da chiedersi se tutto questo non era evitabile. Se non era possibile prevedere un congruo numero di assunzioni a tempo determinato di personale di varie professioni sanitarie. Se non era possibile organizzare prima settori a bassa intensità senza arrivarci per urgenza.
La situazione è davvero preoccupante, soprattutto se si pensa che stiamo parlando dell’ospedale più grande della Liguria, una struttura che dovrebbe essere in grado di far fronte all’emergenza sanitaria mantenendo allo stesso tempo attivi molti altri servizi sanitari indispensabili per la comunità”.

Il Capogruppo di Linea Condivisa
Gianni Pastorino