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Gianni Pastorino (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria), Giovanni Lunardon (Partito Democratico), Giovanni Boitano (Liguri con Paita) – Iniziativa #Noinoncistiamo, contro il Decreto Immigrazione e Sicurezza

Il decreto sicurezza aggrava le già precarie condizioni dei richiedenti asilo e produce ulteriore disagio sociale con cui i sindaci saranno chiamati a misurarsi.

Il Decreto, escludendo dall’accoglienza all’interno dei progetti Sprar, a partire dal 5 ottobre, i richiedenti protezione internazionale e i titolari di permesso per motivi umanitari, indirizza di fatto verso i servizi a bassa soglia (mense, dormitori, docce, ecc) e verso i servizi sociali e socio-sanitari locali tutte quelle persone, autorizzate a permanere sul territorio a cui sarà precluso l’accesso ai servizi fino ad oggi erogati dai centri Sprar, in concorrenza con coloro che già vi si rivolgono, cittadini e non, peggiorando complessivamente la qualità e l’operatività degli stessi.

Inoltre sulla base dei dati forniti dal Ministero nella relazione illustrativa del Decreto, si calcola che per la sola area metropolitana genovese, nei prossimi mesi, circa 800-900 persone che otterranno un permesso riconducibile al vecchio soggiorno per motivi umanitari si troveranno nella condizione di dover progressivamente lasciare i centri governativi senza poter accedere ai centri Sprar, ormai riservati solo ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati.

Si calcola inoltre che, a livello nazionale, saranno circa 30-40.000 le persone che nel corso del prossimo anno usciranno dai progetti d’accoglienza e finiranno sulla strada senza alcun aiuto.

Altro aspetto negativo è che questo decreto cancellerà entro fine 2019 circa la metà dei posti di lavoro nei settori dell’accoglienza, a livello nazionale e quindi anche a livello locale. In tutta Italia sono circa 20.000 le persone che resteranno disoccupate nel giro di 12 mesi a causa di questo provvedimento. A questi si aggiungono quasi tutti i contratti a tempo determinato degli SPRAR e dei CAS che già tra pochi giorni, entro la fine dell’anno, non verranno rinnovati a causa di un’altra legge di questo Governo: il Decreto Dignità. Migliaia di nuovi disoccupati, tra l’altro, quasi tutti italiani: a dimostrazione del totale cortocircuito in cui è finito il Ministro dell’Interno, strenuo difensore, a parole, degli interessi dei suoi connazionali.

«Un decreto inumano e incostituzionale, come ha fatto rilevare il Csm, che penalizza pesantemente le persone fragili presenti sul nostro territorio. Ancora una volta, il Decreto Sicurezza si conferma come un atto di questo Governo contro la povertà – dichiarano Lunardon, Pastorino e Boitano -. Il provvedimento consegnerà alla clandestinità migliaia di donne e uomini, incrementerà l‘insicurezza sociale, produrrà migliaia di licenziamenti fra chi oggi si occupa di accoglienza; ma soprattutto non servirà in alcun modo a risolvere i nodi fondamentali posti dai flussi migratori che attraversano il nostro Paese e il continente europeo. Un provvedimento che evita accuratamente i veri problemi che attanagliano la sicurezza nel nostro Paese: le grandi famiglie mafiose, le attività criminali, lo spaccio di sostanze stupefacenti, il riciclaggio di denaro sporco e la tratta. Concentrandosi sempre sull’immigrazione, Salvini si fa protagonista di una battaglia ideologica che non migliora la qualità della vita, né degli immigrati né dei cittadini italiani. Un atto politico rispetto al quale esprimiamo il nostro totale dissenso, impegnando il presidente della Giunta regionale a intervenire in Conferenza Stato-Regioni e presso il Parlamento per correggere almeno le storture più evidenti ».

Roberto Lo Crasto