La sera di domenica 27 gennaio, in occasione della “Giornata della Memoriaâ€, nella data esatta dell’apertura del campo di concentramento di Auschwitz, la Sezione ANPI “Berto Ghigliotto†di Varazze ha organizzato un concerto di musica ebraica, canzoni sefardite e balcaniche, che si è tenuto presso l’Oratorio N.S. Assunta presenti, oltre ai responsabili e aderenti al sodalizio organizzatore, numerosi spettatori, il Sindaco Giovanni Delfino e il Consigliere con delega alla Cultura Mariangela Calcagno.
“Un evento voluto per sottolineare l’importanza della memoria di avvenimenti così tragici – ha dichiarato Paolo Busso, Presidente della sez. ANPI “Berto Ghigliotto” – e ricordare tutte le vittime che hanno trovato disperazione e morte nei campi di concentramento: ebrei, rom, omosessuali, persone con handicap, deportati politici che hanno scelto di combattere contro l’ideologia e il governo del nazi-fascismo. L’importanza della memoria è fondamentale, purtroppo il rischio di revisionismo e riabilitazione di figure come quella di Mussolini e di ideologie antisemite e razziste è ancora estremamente attuale. Il valore che abbiamo voluto dare alla serata del 27 gennaio è quindi di memoria, mantenere viva la conoscenza di ciò che è stato, ma anche di mantenere viva l’attenzione verso le sofferenze, le guerre, le ‘deportazioni’ che ancora oggi avvengono nel mondo, non lontano da noi e che vedono vittime altri bambini, donne e uomini.â€
Paola Busso ha poi concluso ringraziando la Confraternita dell’Assunta per aver ospitato l’importante iniziativa per l’associazione ANPI di Varazze, ma soprattutto per la cittadinanza tutta.
Notizie sui musicisti e organico strumentale. La formazione strumentale dei “Musa Migrant Ensamble†è costituita da cinque strumentisti: Luca Sciri, clarinetto; Luca Soi, violino; Simona Vaccari, sax; Elena Duce Virtù, contrabbasso; Riccardo Mitidieri, pianoforte.
Repertori. Musica popolare di matrice ebraica e balcanica. Musica klezmer: la musica strumentale della tradizione ebraica dell’Europa centrale. Yddish songs: musica vocale ebraica che l’ensamble propone in chiave strumentale. Canzoni sefardite: brani della tradizione ebraica della penisola iberica. Musica balcanica: le musiche popolari dell’ex Jugoslavia e della Macedonia.
Curriculum. L’ensemble prende forma dall’impegno di alcuni tra i cinque musicisti nell’organizzazione di eventi musicali aventi per tema la persecuzione degli ebrei, la seconda guerra mondiale e la celebrazione del Giorno della Memoria (27 gennaio). In seguito è nata la volontà di dare vita ad un organico stabile che promuovesse a livello musicale e culturale in genere, l’attenzione verso le minoranze, la cultura della tolleranza e del rispetto tra i popoli, la diffusione di un repertorio musicale di grande valore e immensa bellezza.
I musicisti provengono da approfonditi studi accademici e da una comprovata esperienza concertistica legata soprattutto all’ambito della musica classica: collaborazioni in orchestra e in formazioni cameristiche varie (duo, trio, quartetto, ecc …), direzione corale. Per alcuni, l’attività concertistica e di approfondimento in ambito esecutivo è quella prevalente. Altri, invece, si dedicano maggiormente all’insegnamento presso scuole pubbliche e private della Provincia di Savona.
Lo spirito che anima gli esecutori nell’affrontare un tipo di musica tradizionale come quello in oggetto (definito “non colto†secondo gli schemi musicologici), è quello della contaminazione musicale, che vede la tecnica della musica classica – esecutiva e compositiva – al servizio dello stile popolare.






