Giovani e intraprendenti. Sono il volto nuovo della Ricerca italiana.
Impegnati nei laboratori di chimica, di biotecnologie mediche o di ricerche
neuroscienze
Grazie al recente accordo siglato tra Fondazione Cariplo e Foundation Lindau e
Council for the Lindau Nobel Laureate Meetings, nove giovani scienziati, 5
ragazze e 4 ragazzi, nei prossimi giorni approderanno al 63th Lindau Nobel
Laureates Meeting, uno dei più prestigiosi eventi scientifici previsti nel corso del
2013. Un appuntamento, divenuto ormai tradizione, che quest’anno vedrÃ
impegnati dal 30 giugno al 5 luglio sul Lago di Costanza oltre 600 giovani
ricercatori provenienti da tutto il mondo che si confronteranno su tematiche di
frontiera con 35 Premi Nobel per la Chimica.
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Quelli italiani sono i lombardi Fabio Parmeggiani del Politecnico di Milano,
Maria Vittoria Dozzi e Sergio Rossi dell’Università di Milano, Cristina Airoldi e
Francesca Re dell’Università di Milano Bicocca, Giuseppe Memeo dell’UniversitÃ
di Pavia, Laura Borgese dell’Università di Brescia; e i veneti Chiara Nardon e
Mirco Zerbetto dell’Università di Padova e Rovigo che, come nella passate
edizione, sono stati selezionati grazie al supporto della Fondazione Cassa di
Risparmio di Padova e Rovigo.
Per un’intera settimana potranno dialogare, conoscere ed interagire con la
“squadra†dei Nobel composta da scienziati del calibro di Peter Agre (Nobel
2003 per le scoperte riguardo ai canali nelle membrane cellulari), Aaron
Ciechanover (Nobel 2004 per gli studi sulla degradazione delle proteine regolata
dall’ubiquitina), Gerhard Ertl (Nobel 2007 per i suoi studi dei processi chimici
sulle superfici solide), Ada Yonath (Nobel 2009 per studi della struttura e della
funzione dei ribosomi), Akira Suzuki (Nobel 2010 per scoperte riguardanti la
chimica del palladio), Dan Shechtman (Nobel 2011 per la scoperta dei
quasicristalli). I più fortunati potranno ritrovarsi a chiacchierare anche al Pub, in
incontri meno formali e molto “inspiringâ€, secondo il format ormai consolidato
del Lindau Meeting.
Giovani che, con ogni probabilità , faranno il futuro della Ricerca Scientifica del
nostro Paese. Della delegazione italiana, infatti, fanno parte studiosi che si sono
già cimentati su ricerche importanti; ad esempio, Maria Vittoria Dozzi ha
lavorato per dieci mesi presso il Catalysis Research Center dell’Università di
Hokkaido a Sapporo (Giappone) sullo sviluppo di fotocatalizzatori per la
conversione di energia solare ed importanti applicazioni ambientali, Francesca
Re ha caratterizzato nuove nanoparticelle per la terapia della malattia di
Alzheimer ed è titolare di un brevetto internazionale e di un brevetto americano,
Sergio Rossi si è dedicato alla sintesi di agenti fluorurati da utilizzare a scopo
terapeutico per la risonanza magnetica.
Il meeting di Lindau rappresenta per loro un grande laboratorio, un eccezionale
incubatore concentrato in un fitto programma di eventi in pochi giorni dai quali
raccogliere l’ esperienza, personale e tecnica, trasmessa vis a vis dai Premi Nobel
di tutto il mondo che, in linea con il motto dell’evento: “educate and inspireâ€,
si pongono a disposizione della collettività per formare giovani ricercatori di
talento in grado di contribuire in modo consistente al progresso scientifico.
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I giovani talenti vengono segnalati da oltre 200 organizzazioni del mondo e
vengono successivamente selezionati da un Comitato Scientifico composto dalle
più rinomate personalità della comunità scientifica ed accademica sulla base di
stringenti criteri meritocratici e tramite un moderno meccanismo di valutazione.
Tra queste organizzazioni, punto di riferimento per il panorama italiano è la
Fondazione Cariplo che dal 2010 è stata accreditata dalla Foundation Lindau e
dal Council for the Lindau Nobel Laureate Meetings – organizzazioni responsabili
dell’evento – come partner esclusivo di riferimento nel panorama nazionale per
la selezione e nomina dei talenti italiani.
“Sono solo una piccola parte dei giovani ricercatori che ogni anno lavorano a
progetti realizzati con il sostegno di Fondazione Cariplo – ha dichiarato il
Presidente Guzzetti – In questi anni sono infatti più di duemila i giovani scienziati
coinvolti a vario titolo in iniziative. Un piccolo esercito di menti eccellenti. A
testimonianza del valore che diamo al sostegno del capitale umano, fattore
strategico per l’innovazione e la crescita del nostro Paeseâ€.






