Giulia Molinaro, 43ª con 361 colpi (74 71 67 72 77, +1) nel LPGA Final Qualifying Tournament, è rientrata nel circuito femminile statunitense, dove aveva perso la ‘carta’, con la categoria 17 (conditional status) che però non le permetterà una stagione a tempo pieno.
Non ha invece superato il taglio, dopo 72 delle 90 buche in cui si articolava il torneo, Silvia Cavalleri. 106ª con 297 (75 72 74 76, +9).
La Molinaro, 25ª dopo il quattro turno, aveva iniziato bene il giro conclusivo con un birdie, poi però le cose sono precipitate nelle buche di rientro con cinque dei sei bogey che hanno fissato il 77 (+5). Comunque le va dato atto di aver operato una bella rimonta dopo la falsa partenza con un 74 (+2) e l’88ª posizione.
Alle prime venti classificate sono state assegnate altrettante “carte” categoria 12 (full time status), mentre alle altre 25 che le hanno seguite in graduatoria, tra le quali appunto la Molinaro, è stata concessa come detto la categoria 17.
Hanno condiviso la prima posizione con 350 colpi la dilettante statunitense Alison Lee (71 70 67 70 72, -10), 19enne californiana con numerosi titoli amateur e arrivata alla finale con il quarto posto nello Stage 1 e il secondo nello Stage 2, e la 18enne Minjee Lee (72 71 68 66 73), australiana di Perth che ha già al suo attivo un successo tra le proettes (Victoria Open 2014 nel circuito di casa).
Al terzo posto con 351 (-9), la thailandese Ariya Jutanugarn e la spagnola Maria Hernandez, entrambe con passaggi sul Ladies European Tour, al quinto con 352 (-8) la 27enne americana Ryann O’Toole, in rapido declino dopo aver fatto parte della compagine statunitense di Solheim Cup nel 2011. Saranno nel LPGA Tour 2015 altre tre proettes del LET: la statunitense Cheyenne Woods, nipote di Tiger Woods (un titolo nel LET), la francese Perrine Delacour e la tedesca Sophia Popov, 11.e con 355 (-5).
PGA TOUR: DOMINA JORDAN SPIETH, TIGER WOODS TERMINA ALL’ULTIMO POSTO – Jordan Spieth, 21enne di Dallas e astro nascente del PGA Tour, ha colto il secondo titolo nel circuito dominando letteralmente nell’Hero World Challenge che ha vinto con 262 colpi (66 67 63 66, -26), ben dieci di vantaggio sullo svedese Henrik Stenson (272, -16). Sul percorso dell’Isleworth Golf & Country Club (par 72), a Windermere in Florida, il rientro di Tiger Woods alle competizioni si è risolto con uno score di 288 (77 70 69 72, par) per il 17° e ultimo posto condiviso con Hunter Mahan.
Al terzo sono terminati con 273 (-15) Patrick Reed e Keegan Bradley, al quinto con 274 (-14) l’australiano Jason Day, al sesto con 277 (-11) Rickie Fowler e l’inglese Justin Rose e all’ottavo con 279 (-9) Zach Johnson, campione uscente,Billy Horschel e Matt Kuchar. Mai in partita Bubba Watson e il nordirlandese Greame McDowell, 11.i con 280 (-8).
Anche nel giro finale Spieth, al quale è andato un assegno di un milione di dollari su un montepremi di 3,5 milioni di dollari, non si è risparmiato. Confermando la splendida condizioni di forma che la settimana scorsa gli aveva fatto vincere l’Australian Open, ha ancora attaccato confezionando un 66 (-6), miglior score del turno realizzato anche da Jason Day, con un eagle, sei birdie e un doppio bogey. Ha tenuto una media è di 65,5 colpi a giro. Per Day sette birdie, di cui quattro consecutivi, e un bogey,
Tiger Woods, promotore dell’evento, è rimasto sempre in fondo alla graduatoria, tuttavia ha tratto note positive dalla sua prova: “Non ho giocato per quasi quattro mesi ed essere tornato in campo senza accurare alcun dolore e in grado di colpire la palla con la potenza che desidero è già stato un grande passo avanti”. Da notare che l’ex numero uno mondiale nei due giri centrali ha accusato febbre e mal di stomaco. Nel suo score quattro birdie, un bogey e un “8” alla buca 13, un par cinque che gli ha dato parecchi problemi in tre dei quattro passaggi. Infatti, a parte l’eagle nel secondo turno, prima del triplo bogey vi ha segnato due bogey.






