Giuseppe Gallino è l’anima ed il cuore di Image Team.
Un fotografo professionista con la effe maiuscola. Torinese di nascita, ma ormai genovese della Valpolcevera di adozione. Un personaggio prima di tutto conosciuto ed amatissimo da tutti, con quel suo baffo che lo caratterizza.

“Ho studiato all’istituto grafico a Torino lì c’era una macchina reprografica per fare i negativi dei cliché. Nacque la mia passione per la fotografia. L’ultimo anno di studi Torino ospitava i Campionati Mondiali di Atletica Leggera partecipai al concorso per il manifesto migliore. Andai in un giornale e mi feci dare tutti i negativi dei loro scatti mai utilizzati. Creai una sorta di collage di tutti gli sport e vinsi la medaglia d’oro per la composizione. La mia passione sono ritratto ed architettura che vado a ricercare in ogni inquadratura. Ho iniziato lavorare con la mitica Nikon Photomic impressionando migliaia e migliaia di diapositive. Andai a lavorare presso la ditta Daf che importava materiale fotografico. A loro serviva un tecnico che potesse seguire l’attività dei negozianti e professionisti. Iniziai a collaborare con i vari studi fotografici facendo servizi fotografici matrimoni ed attualità. Più tardi, finito il militare, la Daf aprì una succursale a Genova e accettai di trasferirmi. Fu l’occasione per conoscere e collaborare con molti fotografi ed arricchire il mio bagaglio tecnico sino a mettermi in proprio a Sestri Ponente. Photoshop il nome dell’attività, dove rimasi più di vent’anni. Con l’avvento del digitale iniziò la nuova ‘era’. Fu un’escalation di eventi come il Rally della Lanterna, quello delle Auto Storiche, delle Vespe Storiche, il Rally di Sanremo. Da lì conobbi anche la nuova realtà del triathlon. Insomma, avevo in calendario sempre numerosi eventi a stagione”.

Giuseppe, ma non è tutto, racconta anche dell’esperienza in crociera.
“Venni a sapere che un’agenzia di viaggi cercava un fotografo di bordo con a disposizione un laboratorio per le navi da crociera e così accettai e mi passai due mesi a bordo. Soltanto lì capii che il mio lavoro era solo fotografare. Gli eventi si susseguirono. Fui chiamato da un carissimo amico:
Marco Ghiglione per la 24 ore di nuoto, la prima volta a bordovasca. Il nuoto è lo sport ideale da fotografare perché puoi fare ritratti scene sportive che di volta in volta aumentano di intensità fino a ‘prenderti’ del tutto; e poi scene di gesti atletici dove giocano il millesimo di secondo come i tempi della mia macchina fotografica per ‘congelare’ le loro azioni. A forza di seguire tanti eventi con molti di loro ho stretto un grande e bel rapporto di amicizia. Ormai, il mio lavoro è al 75% nel nuoto e il restante 25% diviso tra altri eventi sportivi e di attualità”.
E il tuo futuro, quanto andrai ancora avanti?
“La foto è il mio mondo. La mia filosofia di vita è che uno scatto mi permette di stare in mezzo alla gente, vivere con loro dividendo sentimenti…tutto. Tra qualche anno andrò in pensione ufficialmente per l’Inps, ma continuerò a fotografare e stare in mezzo alla gente ed agli eventi…Quattro o cinque li vorrei sempre fare, se la salute mi sorregge”.
E i fotografi improvvisati non li soffri?
“No, non mi danno alcun fastidio perché un professionista ha sempre il suo lavoro, la sua clientela. Non mi reputo un artista amo la tecnologia che mi permette di giocare e catturare la luce. L’avvento di photoshop ha cambiato il nostro modo di lavorare, ma io lo uso solo per correggere i miei errori. Il volto, dal mio punto di vista, non va mai ritoccato: i chirurghi ritoccano ed abbelliscono le ‘curve’ ma dico sempre che il fascino è fascino e nessun chirurgo estetico te lo può dare. Esprime sempre un sentimento di bellezza dal cuore: emozioni. Mi ricordo che vent’anni fa cancellai delle foto dall’archivio ed il proprietario di quelle immagini mi chiese il perché. Da allora capii che un’immagine che per me non significa nulla per altri può esprimere tutto. Boccio il photoshop se usato per modificare a priori il volto o la figura. Ogni persona ha il suo particolare il suo ‘Io’ e quello che esteticamente può sembrare brutto invece per me è sempre bello perché ti fa riconoscere. Penso al mio baffo…se me lo tolgo per qualche settimana, la gente mi chiede ‘perché lo hai fatto?’ E mi riconoscono a stento. Ah dimenticavo!!! Ho anche insegnato Fotografia all’Istituto Tommaso d’Aquino: emozioni a non finire, gli studenti erano più attenti alle mie lezioni che a Matematica detto dalla Prof….e poi alcuni corsi professionali e so che un paio di ragazzi hanno messo su bottega. Da decenni lavoro con Canon, dormo con la mia attrezzatura a non oltre 10mt lineari di distanza e se mi sposto per le vacanze tutto lo zaino mi segue nella località di villeggiatura con numerosi brontolii della mia signora (ovviamente!!!)”.







