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Gli scenari di intervento della NATO

Il Corpo d’Armata di Reazione Rapida

Il Generale C.A. GIORGIO BATTISTI, Comandante NATO Rapid Deployable Corps – Italy, sarà a Pavia lunedì 21 maggio 2012, ospite della Facoltà di Scienze Politiche, per una conferenza sul tema “Gli scenari di intervento della NATO: il Corpo d’Armata di Reazione Rapida”, che so terrà alle ore 16.00 presso l’Aula Grande di Scienze Politiche.

L’intervento del Generale di C.A. Giorgio Battisti si svolge all’interno del corso di Studi strategici, trattando funzioni, compiti e scenari di impiego del Corpo d'Armata di Reazione Rapida per arrivare a esperienze operative recenti, fra cui l'intervento NATO in Libia.

Il generale di C.A. Giorgio Battisti è nato a Mantova l'11 ottobre 1953. Alto ufficiale di grande esperienza in ambito Nato, ha partecipato alle operazioni in Somalia nel 1993 e in Bosnia nel 1997. Dal dicembre 2001 al maggio 2002 è stato il primo Comandante del contingente italiano della missione Isaf a Kabul: dal febbraio al giugno 2003 ha comandato, in Afghanistan, il contingente italiano nell’ambito sia della missione Nibbio 1 (nel contesto di Enduring Freedom) sia di quella Isaf.

 

Promosso Generale di Divisionenel febbraio 2006, dal luglio 2007 ha ricoperto l'incarico di Italian Senior Rappresentative e Deputy Chief of Staff Support del HQ ISAF X, in Afghanistan, sino al dicembre 2007. Il 1º gennaio 2011 è stato promosso generale di Corpo d'Armata e il 30 giugno ha assunto l’incarico di Comandante del Corpo di Reazione rapida della NATO

 

NATO Rapid Deployable Corps – Italy – Il Corpo d'armata di Reazione rapida della Nato in Italia, dislocato a Solbiate Olona, tra Varese e Milano, è uno dei sette comandi Nato multinazionali presenti in diversi Paesi europei, che hanno ilcompito di effettuare con rapidità interventi in aree di crisi in base alledecisioni del Consiglio NATO.Gli interventi sono effettuati sulla base della dottrina NATO, con un approccio "omnicomprensivo": che significa integrare unità di supporto logistico e operativo, forze speciali, unità per le comunicazioni sul campo (con l’utilizzo delle più moderne tecnologie), unità per la guerra elettronica, unità per la cooperazione civile-militare, organismi di coordinamento con i comandi navali e aeronautici e soprattutto con specialisti in grado di interagire in modo efficace con le realtà non militari sia durante la crisi sia nella fase successiva, al termine dell’emergenza.