Il Gran Premio del Lazio ha scritto oggi una nuova pagina nella storia del ciclismo italiano, chiudendo un’attesa durata dodici anni e riannodando il filo con la grande tradizione del Giro del Lazio, interrotta nel 2014. Dopo le vittorie di campioni come Bartali, Magni, Bitossi, Gimondi, Moser, De Vlaeminck, Bugno, Fondriest, Tafi, Bettini, Pozzato e l’ultimo acuto di Valverde nel 2014, la corsa è tornata a vivere con un’edizione che segna l’inizio di una nuova era, con l’iscrizione nel prestigioso albo d’oro del favorito della vigilia, il francese Dorian Godon (Ineos Netcompany) che ha trionfato in volata sul traguardo di Anguillara Sabazia chiudendo in 3:53:18 davanti a un resto del podio italiano, formato da Luca Colnaghi (Bardiani Csf 7 Saber) e Andrea Vendrame (Jayco AlUla).
La prova, inserita nella prestigiosa Coppa Italia delle Regioni e valida come UCI 1.1, ha portato i corridori a coprire i 179 km previsti, dalla Ciociaria fino al lago di Bracciano, con gli ultimi trenta chilometri più suggestivi svoltisi interamente sul lungolago.
Alla partenza, dalla piazza antistante il teatro di Fiuggi, ad accogliere i 135 corridori in rappresentanza di 20 squadre erano presenti il vice sindaco di Fiuggi Marco Fiorini, l’assessore allo sport Laura Latini, l’on. Roberto Pella, il campionissimo Vincenzo Nibali e l’ex compagno di squadra Valerio Agnoli e il presidente del Parco Regionale dei Monti Ausoni Giuseppe Incocciati, che dopo aver dato il via ha affermato di voler riportare questa gara, che avrà un seguito certo nei prossimi anni, al suo vecchio nome di Giro del Lazio.
All’arrivo, invece, ad accogliere il vincitore e la carovana, c’erano il sindaco di Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo, il presidente del Consiglio Regionale Antonello Aurigemma, il presidente della Commissione Sport e turismo della Regione Lazio Luciano Crea, il consigliere regionale Giorgio Simeoni, promotore del Gran Premio del Lazio insieme alla consigliera di Sport e Salute Maria Spena, il presidente della FCI Lazio Maurizio Brilli, il vice segretario della Lega Ciclismo Professionisti Fabio Vegni e il patron della Terenzi Sport Eventi Claudio Terenzi, organizzatore della gara.
LA CRONACA
Dopo un minuto di silenzio in memoria di Marco Ravella, driver del servizio corse che ha perso la vita in settimana, e di Sandro Mazzola venuto a mancare in nottata, a mezzogiorno in punto è scattato il tratto di trasferimento verso il chilometro zero di Ferentino. La fuga inizia a formarsi dopo una decina di chilometri, con Paul Conor (TotalEnergies) e Hugo de la Calle (Burgos Burpellet) che evadono dal gruppone e vengono successivamente raggiunti da Michael Belleri (Beltrami TSA), Daniele Forlin (Movistar Academy) e Carlos Garcia Pierna, compagno di De la Calle.
Il quintetto al comando guida con 2-3 minuti di vantaggio sul plotone, trainato soprattutto da Ineos Netcompany e Jayco AlUla, dalla Ciociaria al lago di Bracciano, dove il divario scende sotto il minuto e i battistrada cominciano a perdere contatto. A 15 km dall’arrivo un’accoppiata Bardiani formata da Filippo Magli e dal romano Martin Marcellusi approfitta di una salitella per riportarsi sull’ultimo superstite Hugo de la Calle.
L’iniziativa del trio dura un paio di chilometri, col contropiede abbozzato da Joris Delbove (Total Energies), Nicola Conci (XDS Astana) e Luca Colnaghi. Ai -10 il gruppo si ricompatta, ma c’è ancora tempo per la sortita solitaria ai -5 di Mathieu Burgaudeau (Total Energies) neutralizzata dal forcing Polti VisitMalta a 1800 metri dalla conclusione. Come da copione, ma comunque con un finale incerto grazie alla vivacità dei protagonisti, è sprint a ranghi compatti: non c’è storia dall’inizio alla fine, trionfa l’ex campione nazionale francese Godon, alla sesta vittoria stagionale, la numero 22 in carriera.
Questo il commento del vincitore: “Dopo la brutta caduta al Tour de France ho lavorato tanto per tornare al top e sono davvero felice di aver vinto il Gran Premio del Lazio, mio terzo successo in Italia dopo il Giro del Veneto nel 2023 e la Coppa Bernocchi lo scorso anno. Questa settimana ho affinato la condizione al Giro d’Abruzzo, dove ho conquistato la classifica a punti ma ho raccolto due secondi posti di tappa, e oggi sono riuscito a coronare una giornata di grande lavoro da parte del team, che ha scongiurato numerosi attacchi. In particolare Peter Oxenberg è stato fantastico nella chiusura, alla fine ho dovuto muovermi anch’io in prima persona per controllare la situazione e sapevo che, con un traguardo pianeggiante ma con diverse semicurve, sapevo di dover sprintare in modo deciso come ho fatto”.
Domani sarà la volta di un’altra classica “rinata” sotto l’egida della challenge della Lega Ciclismo Professionistico e l’organizzazione di Terenzi Sport Eventi: il 64° Giro di Campania, un gran ritorno in calendario dopo un quarto di secolo.







