Home Altro Varie Guasto sul volo Parigi Orly-Perpignan: esplode reattore di un Airbus A318

Guasto sul volo Parigi Orly-Perpignan: esplode reattore di un Airbus A318

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Come nei peggiori incubi: partito da Parigi Orly il volo AF-7470 circa 17 minuti prima e diretto a Perpignan con 50 passeggeri a bordo, poco dopo le 20:39 il motore destro emetteva scoppi e molteplici striature di fiamma quando già aveva raggiunto a 1020 m di altitudine e la velocità di 415 km/h. Il botto è fragoroso: il reattore si blocca, perde subito potenza, oscilla e rallenta ma resta stabile. A quel punto, nonostante la possibilità di proseguire il volo anche con un solo motore, il comandante ha deciso di tornare indietro, a Orly. In cabina i passeggeri si accorgono subito di quanto accaduto: difficile non pensare agli ultimi, tragici episodi avvenuti nei cieli di tutto il mondo e non provare il terrore di una picchiata verso terra. Per fortuna, invece, le cose questa volta vanno decisamente meglio e tutte le 50 persone a bordo rientrano in aeroporto sulla pista 25, alle 21:15 sane e salve, seppur parecchio spaventate. In pista, pronti al peggio, erano già schierati tutti i mezzi dei vigili del fuoco di stanza nello scalo parigino, rimasto chiuso al traffico aereo per poco meno di mezz’ora. È la cronaca di un’ordinaria giornata di paura a bordo dell’Airbus A318-100 della compagnia Air France, registrazione F-GUGP, che mette in collegamento Parigi con la città turistica di Perpignan, in Francia. Un’ora che i passeggeri ricorderanno certamente a lungo. Molti di loro, chi non poteva rientrare a casa, hanno passato la notte negli alberghi della città in attesa della nuova partenza, in programma ieri con un altro aereo. Lo conferma Philippe Lacroute, rappresentante dei piloti di Air France, lui stesso pilota di linea. “Gli utenti non erano in pericolo. Il sovraccarico del motore è un guasto noto e controllato dai processi del produttore e dal personale che si allena due volte all’anno su un simulatore”, assicura l’esperto. Per quanto estremamente raro, questo danno deriva da un accumulo di aria e cherosene che non circolano normalmente nel compressore del motore.”I due si spengono contemporaneamente provocando un’esplosione e fiamme alte da 2 a 3 metri. Il guasto è impressionante”, ammette Philippe Lacroute, descrivendo in dettaglio il protocollo di risposta all’emergenza. “Il semplice fatto di ridurre la potenza del reattore, quindi di ridurre la spinta del motore in salita, permette di finire di espellere tutto il combustibile immagazzinato nella parte posteriore del reattore”, spiega.E queste sono le istruzioni che sono state applicate venerdì sera. Nessun risultato. Infatti “il capitano ha spento il motore destro che non funzionava bene e si è girato per tornare alla sua base di partenza, la pista di Orly. L’aereo poteva volare con un solo motore su due”, insiste Philippe Lacroute, aggiungendo che questo l’incidente si verifica in linea di principio al decollo, ” spinto in difficoltà “. In linea di principio, l’aereo avrebbe normalmente stabilizzato la sua rotta a un’altitudine di 11.880 me ad una velocità di 895 km/h. L’aereo è ancora a terra a Parigi circa 24 ore dopo l’atterraggio, in una delle piazzole di sosta dell’aerostazione, in attesa che i tecnici della compagnia francese scoprano cosa ha portato all’esplosione del motore. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” un incidente che non ha avuto conseguenze ma che sarebbe potuto terminare in modo tragico.

 

 

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