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Ho lanciato la petizione “La Consulta decide: è ancora possibile cambiare le lire in euro. Il Ministero nega.” e ho bisogno del tuo aiuto per diffonderla

Ho lanciato la petizione “La Consulta decide: è ancora possibile cambiare le lire in euro. Il Ministero nega.” e ho bisogno del tuo aiuto per diffonderla.

Puoi prenderti 30 secondi per firmare? Ecco il link:
https://www.change.org/p/la-consulta-decide-è-ancora-possibile-cambiare-le-lire-in-euro-il-ministero-nega
Ecco perché è importante:
La Consulta, dichiarando incostituzionali le norme previste dal governo Monti che prescrivevano le lire in circolazione nel 2011, ha aperto una finestra di tre mesi per convertire la vecchia moneta in euro. Ma pochi saranno i fortunati rispetto alla moltitudine che già si è presentata nelle scorse settimane presso gli sportelli della Banca d’Italia. La direttiva non è ancora protocollata e non riveste carattere di ufficialità. Ma se il contenuto venisse approvato così com’è si tramuterebbe in una beffa per i cittadini.
La Banca d’Italia, spiega la nota, «procederà al cambio delle lire in favore di coloro che hanno avviato, entro il termine originario di prescrizione delle lire (28.02.2012), un giudizio volto a ottenere la condanna della Banca d’Italia a dare seguito all’istanza di conversione, purché l’eventuale sentenza sfavorevole non sia passata in giudicato» oppure «solo per coloro che hanno richiesto con un’istanza formale entro il termine sopra indicato specificando l’importo». Insomma il risarcimento ci sarà per un numero molto limitato di persone,  quelle che, armate di carta da bollo, considerarono ingiusta, al tempo, la norma voluta da Monti e iniziarono un contenzioso legale, assieme a chi, per mettersi al riparo, prese carta e penna e inviò una richiesta formale a Palazzo Koch. Insomma ancora una volta la Corte Costituzionale è presa per una consultina da interpretare a propria discrezione (ricordiamo il blocco delle rivalutazioni pensionistiche dichiarate inutilmente illegittime).
Un’ennesima messa in discussione delle decisioni della Corte non farebbe che ribadire quanto ormai pare chiaro:  che i diritti non sono gli stessi diritti,  gli italiani non sono gli stessi italiani e i soldi non sono gli stessi soldi.
Ignorare la Corte Costituzionale non significa aver perso ogni senso del diritto, civicamente aver perso tutto?
E noi ancora ad assentire silenziosi, ancora a colludere, per poi ritrovarsi solo con il coraggio di tacere?

Fabio Sabbi