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I BUONI di Luca Rastello // Il primo romanzo di Chiarelettere

Il primo romanzo di Chiarelettere

I BUONI

di Luca Rastello

“Difficile che il Romanzo di Rastello passi inosservato.”

Adriano Sofri

“Erano anni che non uscivano libri così feroci e veri. Scritto come un romanzo è un sincero e appassionato atto politico.”

Valeria Parrella

“I Buoni non mancherà di far discutere.”

Alessandro Gnocchi

“Raramente un romanzo recente ha saputo raccontare il Male con tanta oggettività e con tale forza.”

Vittorio Giacopini

“Ho letto il libro di Rastello con sgomento e inquietudine pagina dopo pagina.”

Antonio Galdo

“Un grande romanzo tutto del nostro tempo, finalmente.”

Goffredo Fofi

“Quando parliamo di storie, Luca Rastello è il mio autore preferito.”

Enrico Deaglio

“Il mondo dei Buoni ha poco del paradiso: è una cattedrale di ipocrisie innalzata su pilastri di interessi venali e giochi di potere.”

Gianluca Di Feo

“I Buoni entra come una lama affilata nella colomba tutta glassa e canditi della sinistra catto-chic.”

Dagospia

“Un sapiente gioco chiaroscurale, a tratti intenso e lirico, a tratti affettuoso, molto spesso ironico.”

Pietro Cheli

“Il libro di Rastello è un feroce ritratto della retorica del bene.”

Antonio, lettore

Scheda del libro: http://bit.ly/1dvzR68

PRESENTAZIONI: 8 Aprile, MILANO 18h30 c/o Frigoriferi milanesi con Daniele Giglioli e Antonio Scurati: http://bit.ly/1iDbGSl

10 Maggio, TORINO 16h30 c/o Salone internazionale del Libro con Beppe Culicchia e Goffredo Fofi

Chiarelettere, Collana Narrazioni, euro 14.00, pp. 224

SCHEDA

I BUONI lottano per salvare il mondo. Le loro crociate si chiamano «progetti», il loro dio è la legalità. A guidarli c’è don Silvano. Lui è l’uomo santo con il maglione consumato e lo sguardo sofferente che predica sulla strada e nel palazzo, vicino agli ultimi e ai politici, alle rockstar, ai galeotti e ai magistrati.

È nel suo tempio che approda Aza, ragazzina dei cunicoli, esile e fortissima, scampata a un passato di fogna e violenza con la forza dell’ambizione: a lei Silvano onnipotente ha concesso una lingua nuova, una casa, una carriera, persino un amore. Le ha dato la vita. Pazienza allora se il tempio è cartongesso, se la lotta è solo nei toni con cui si pronunciano parole di conciliazione: Aza dovrà tenere stretta la corda che la lega a don Silvano fino a scorticarsi le mani. Anche quando, attorno, ogni cosa comincia a precipitare.

Luca Rastello ha scritto un romanzo lucidissimo e feroce, capace di mettere a fuoco ciò che è sotto i nostri occhi e che pure – per negligenza o istinto di conservazione–non vogliamo vedere. Ma non c’è retorica che possa reggere alla verità della letteratura. E a sentirci scoperti, alla fine, siamo noi: il nostro bisogno di convivere con il male fingendo di combatterlo, la necessità di accettare un mondo che ci stritola, abitandolo sotto anestesia.

Luca Rastello ha viaggiato e lavorato nei Balcani, nel Caucaso, in Asia centrale, in Africa e in America del Sud. Ha lavorato per il Gruppo Abele e ha diretto «Narcomafie», «L’Indice» e Osservatoriobalcani.org. Ha scritto La guerra in casa (Einaudi), Piove all’insù, Undici buone ragioni per una pausa (entrambi per Bollati Boringhieri), La frontiera addosso (Laterza) e, per Chiarelettere, Io sono il mercato e Binario morto (con Andrea De Benedetti). I suoi libri sono tradotti in Spagna, Norvegia, Stati Uniti, Polonia e Gran Bretagna.