Corecom è Alberto Maria Benedetti il nuovo presidente
Divisioni nella minoranza
Il professor Alberto Maria Benedetti, proposto dai presidenti del Consiglio e della Giunta Monteleone e Burlando, è stato eletto con 33 voti presidente del Corecom. Lo affiancheranno Christian Moretti, proposto dalla maggioranza di centro sinistra, e Matteo Ridolfi, proposto dal Pdl. I due candidati hanno ottenuto 32 voti. Victor Balestreri, indicato dalle liste per Biasotti, ha ottenuto 5 voti e non è stato eletto. La votazione è stata preceduta da polemiche fra i gruppi della minoranza.
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha affermato: «L’atteggiamento del Pdl di considerarsi figlio di un dio maggiore non è accettabile. Noi avevamo un nostro candidato prestigioso, Victor Balestreri, loro non l’hanno accolto e vogliono imporci il loro nome. Non c’è stato il riconoscimento della pari dignità della nostra proposta. Come gruppo ne trarremo motivo per decidere il comportamento da seguire nel proseguo della legislatura».
Alessio Saso (vice capogruppo Pdl) ha ribattuto a Siri: «Nella minoranza da tre anni siamo di fronte ad una situazione equivoca. Siri dice di essere una persona libera e indipendente, ma il suo gruppo porta nella dicitura il nome di Biasotti che è un parlamentare del Pdl. E trovo davvero schizofrenico che tale gruppo candidi un nome diverso da quello del Pdl. Si tratta di un’anomalia troppo grossa per gestirla fino alla fine della legislatura» .
Il disagio della Lega Nord Liguria-Padania è stato espresso dal capogruppo Francesco Bruzzone: «In altre occasioni il nostro gruppo ha avuto possibilità di avere propri rappresentanti all’interno del Corecom nell’ambito di un accordo all’interno della minoranza. Ora ci troviamo di fronte a due candidati espressi da due componenti della minoranza e siamo in difficoltà : dobbiamo stare con il candidato del Pdl uno o con quello del Pdl due? Con la minoranza uno o la minoranza due? Di fatto è una situazione assai spiacevole che merita una sospensione dei lavori per arrivare ad un chiarimento dentro la minoranza».
Luigi Morgillo (Pdl) ha giudicato «stucchevole» la discussione e ha definito «senza senso fare sospensioni e riunioni di minoranza. La predica e la morale – ha aggiunto – non le accettiamo da nessuno. Se c’erano le condizioni per arrivare in aula con un unico nominativo lo avremmo fatto. Ognuno voti secondo la propria coscienza».
Il capogruppo Pd Antonino Miceli ha puntualizzato che l’elezione dei componenti del Corecom ha valore istituzionale e che nella elezione è richiesta maggioranza dei due terzi dei componenti. «Si richiede quindi il massimo di condivisione del voto. Di fronte alla discussione apertasi all’interno della minoranza, voteremo seguendo l’unico criterio istituzionale possibile: votare il membro proposto dalla maggioranza dei membri dell’opposizione».
(In allegato un breve curriculum dei tre nuovi componenti del Corecom)
Pagamento dei debiti della pubblica amministrazione
Con voti 29 a favore e tre astenuti (Lista Biasotti e Gruppo misto-Riformisti italiani) è stato approvato il disegno di legge “Modifiche alla legge regionale 14 maggio 2013 n° 14 (Disposizioni di adeguamento della normativa regionale)â€.
La legge
Il testo approvato consente di ottemperare a quanto previsto dal decreto legge 8 aprile 2013, numero 35 (Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti lcoali), convertito nella legge 64/2013
In particolare si attivano anticipazioni di liquidità , come previsto dal decreto, per far fronte ai debiti contratti con i fornitori della Regione e della Asl, e attestati da fatture presentate entro il 31 dicembre 2012. Tale anticipazione viene fornita dalla Stato, dietro garanzia della Regione, che si impegna a non aumentare il proprio indebitamento nei prossimi 30 anni. E’ già stato fatto, a livello ministeriale, un piano di riparto per le differenti Regioni che ne hanno fatto richiesta. Sulla base del piano, alla Liguria spetterebbero per l’anno 2013, 17 milioni di euro per i debiti della Regione e 81 milioni per quelli delle Asl. Per il 2014 la somma relativa alla Regione è di 25 milioni di euro, quella delle Asl sarà definita dal competente Tavolo ministeriale entro il 30 novembre. L’importo si aggira indicativamente attorno ai 100 milioni. A seguito dell’approvazione della presente legge, dovrà essere stipulato una sorta di “contratto di prestito†con il Mef. Il piano della Liguria, contenente le fatture ricevute entro il 31 dicembre 2012, dovrà poi essere sottoposto all’approvazione del tavolo di monitoraggio ministeriale.
Il dibattito
La relazione di maggioranza al provvedimento è stata fatta da Antonino Oliveri (Pd) che ha chiesto la votazione del provvedimento a larga maggioranza. Il consigliere ha spiegato che la legge contiene gli adempimenti necessari per ottemperare al recente decreto legge del Governo nazionale 35/2013 volto a pagare i debiti della pubblica amministrazione. Come ha spiegato Oliveri, con il decreto si autorizza la Regione a soddisfare il proprio fabbisogno di cassa attraverso una riduzione del disavanzo di amministrazione derivante dal debito autorizzato e non contratto per finanziare investimenti. Pur chiedendo un voto favorevole, Oliveri ha criticato il provvedimento nazionale in quanto ancora una volta «si tagliano i fondi in maniera lineare a Regioni ed enti locali mettendoli nella condizione di doversi ulteriormente indebitare con lo Stato. Una situazione paradossale in cui lo Stato, debitore di risorse alle Regioni, diventa finanziatore oneroso di enti a cui nega la riscossione di crediti certi nei suoi confronti. Agendo così si salderanno i debiti con le imprese, ma allo stesso tempo si assesterà un nuovo colpo alla possibilità delle Regioni e degli enti locali di investire sul territorio».
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto – riformisti italiani) ha motivato il proprio voto di astensione «non perché sia contraria al fatto che i debiti della pubblica amministrazione vengano pagati, ma per la procedura messa in atto da Regione Liguria. Accendere dei nuovi mutui metterà la Regione nell’impossibilità di fare investimenti per i prossimi 30 anni. In pratica si fanno nuovi debiti per ripianare quelli vecchi e si scarica la crisi sui prossimi amministratori».
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha condiviso le riflessioni di Raffaella Della Bianca: «Non è una scelta lungimirante trovare risorse in questo modo: è giusto pagare ma il problema è dove si trovano le risorse. Si fa una scelta che pregiudicherà la possibilità della Regione di investire e di far crescere la Liguria. Era molto meglio tagliare la spesa gestionale dell’ente e i suoi costi interni».
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva) ha detto: «Questa è una delle ultime volte che approvo un provvedimento di questo genere. So bene che ce lo impone il governo e che, se non lo approvassimo, potremmo venire commissariati, ma è ora di smetterla che i governi facciano bella figura con i soldi delle Regioni, a questo punto tanto vale abolire proprio le regioni».
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania). «Di fronte ai diktat del governo – ha detto – la Regione Liguria è sempre stata più succube di quanto sia tenuta ad essere e di quanto sono altre Regioni. E questo indipendentemente dalla maggioranza». Rixi ha polemizzato anche sul “passaporto†per ricorrere a cure sanitarie fuori Liguria. «Esco dall’aula perché, se siamo un costo inutile, è meglio abbandonare: ma la verità è che non sono da abolire le Regioni ma lo Stato nazionale. E, se si deve tagliare la spesa, lo si deve fare colpendo quella dei ministeri, ben più alta di quella di Enti locali e Regioni».
Il vicepresidente della Giunta Claudio Montaldo ha replicato: «Si tratta di una misura che, pur nella sua contraddittorietà , rappresenta un passo importante per mettere in condizioni le amministrazioni pubbliche di pagare alle imprese quanto loro dovuto. Una boccata d’ossigeno di cui le aziende hanno assolutamente bisogno». Montaldo ha risposto a Della Bianca e Pellerano che non solo la norma è prevista dalla legge nazionale, ma era impossibile non procedere alla sua applicazione pena il commissariamento della Regione. Montaldo ha convenuto con talune delle critiche espresse da Rixi e Chiesa: «Il governo ha costruito un’operazione complicata che impone di ricorrere all’indebitamento e contemporaneamente non mette a disposizione le risorse che le Regioni vantano nei confronti dello Stato. Per la sanità ci sono arrivati 80-90 milioni del 2010 e ancora vantiamo quote analoghe per il 2011 e il 2012. In pratica ci costringono a indebitarci. D’altra parte pagare i debiti alle imprese che hanno lavorato per la pubblica amministrazione è un’esigenza per rilanciare l’economia. Mi auguro che si possa aprire una dialettica su questi aspetti con il governo: fino ad oggi è stato un dialogo fra sordi in cui lo Stato non ha mai recepito il punto di vista di enti locali e Regioni».
Della Bianca e Pellerano hanno ribattuto che nel decreto nazionale non c’è l’obbligo di contrarre mutui e che la strada giusta era ridurre le spese eliminando gli investimenti sbagliati e rendere più efficiente la macchina pubblica.
Alessio Saso (Pdl) ha spiegato: «Il Pdl vota il provvedimento anche perché fa parte della compagine di governo. Cerchiamo di essere concreti: per ridurre le spese bisogna tagliare il personale,una cosa che le pubbliche amministrazioni in pratica non possono fare. Mi rendo conto che la legge ingessa la politica regionale per i prossimi 20-30 anni, ma non c’erano altre soluzioni per evitare di perdere il residuale tessuto produttivo».
Vigilanza in materia di polizia mineraria
E’ stato approvato all’unanimità il disegno di legge 287 “Modifiche alla legge regionale n. 12 del 5 aprile 2012 (Testo unico sulla disciplina estrattiva) e alla legge regionale n. 20 del 4 agosto 2006 (Nuovo ordinamento dell’Agenzia regionale per la protezione ambiente ligure e organizzazione delle attività e organismi di pianificazione, programmazione, gestione e controllo in campo ambientale)â€
Le funzioni amministrative di vigilanza in materia di polizia mineraria, di prevenzione infortuni e di tutela dalla salute e della sicurezza sul lavoro, compresi collaudi e verifiche periodiche sono delegate dalla Regione alle Asl, competenti per territorio. Prima del passaggio della delega, si prevede un periodo di “accompagnamentoâ€.Si estendono inoltre agli ambienti di cava le verifiche che Arpal attualmente svolge negli altri luoghi di lavoro. Tutto ciò in considerazione del fatto che la normativa statale prevede la possibilità per l’Autorità di vigilanza di avvalersi, per l’effettuazione delle verifiche, di enti o laboratori.
Riutilizzo dei residui vegetali
E’ stato approvato a maggioranza (astenuto Liste civiche per Biasotti presidente) il disegno di legge 289 “Modifiche alla legge regionale n. 4 del 22 gennaio 1999 (Norme in materia di foreste e assetto idrogeologico)â€.
La legge
Con questo testo si ridefinisce il campo di applicazione della normativa sui rifiuti stabilendo che paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso, utilizzato in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia mediante processi, non danneggiano l’ambiente, né mettono in pericolo la salute umana. Non sono qualificabili come rifiuti speciali, Si stabilisce che costituisce attività agricola il reimpiego, nell’ambito dei successivi cicli colturali, l’impiego dei residui vegetali, in qualità di ammendanti, «ottenuti anche attraverso l’abbrucciamento controllato in sito, di paglia, sfalci e potature, nonché di altro materiale agricolo o forestale di origine naturale non pericoloso». Ovviamente devono essere rispettate le norme tese a prevenire gli incendi boschivi.
La relazione di maggioranza è stata presentata da Sergio Scibilia (Pd), quella di minoranza da Lorenzo Pellerano (Liste Biasotti). Quest’ultimo ha motivato l’astensione per il mancato accoglimento di proposte di modifica alle norme sul riutilizzo di sfalci e potature. «Il nostro emendamento non è stato accolto – ha spiegato Pellerano – per questo ci asteniamo pur condividendo l’obiettivo del provvedimento» .
Monitorare l’applicazione della legge sulla tutela della fauna minore
Collegato al provvedimento su foreste e assetto idrogeologico è stato approvato con un voto di astensione (Liste civiche per Biasotti presidente) l’ordine del giorno, primo firmatario Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) e sottoscritto da tutto il gruppo, che impegna la giunta a “predisporre una relazione da sviluppare nella competente commissione consigliare entro 60 giorni in merito all’applicazione della Legge regionale 4 (Tutela della fauna minore). Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha spiegato che la legge approvata su foreste e assetto idrogeologico «semplifica la vita di quelli che tutti i giorni lavorano nelle nostre campagne ma formalmente potrebbe anche contrastare altre norme regionali, come una curiosa legge del 1992, che impediscono il riutilizzo a scopo energetico di residui delle potature perché potrebbero contenere alcune specie animali protette come le salamandre e la formica rufa. Occorre quindi affrontare lo stato di applicazione di questa legge visto che sul territorio abbiamo degli esaltati che potrebbero fare ricorso».
Dibattito sulla ipotizzata chiusura dei tribunali di Chiavari e Sanremo
Su proposta del consigliere Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva), che è stata accolta all’unanimità dalla conferenza dei capigruppo, è stato inserito all’ordine del giorno, nella seconda parte della seduta, il dibattito sulla ipotizzata chiusura del tribunale di Chiavari e del tribunale di Sanremo. Chiesa, come tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza del Tigullio indossava al braccio una fascia a lutto sottolineando l’urgenza della questione «visto che di questi temi Governo e Parlamento discuteranno in questi giorni».
Il dibattito è iniziato con gli interventi di Roberto Bagnasco (Pdl), che ha illustrato il caso di Chiavari, e Massimo Donzella (Udc), che ha illustrato il caso di Sanremo.
Nella discussione Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha detto: «È doveroso il tentativo di bloccare la chiusura dei due tribunali. Uno sforzo in parte tardivo perché viene dopo le prese di posizione di tutti i consigli comunali delle zone interessate. La chiusura viene motivata con l’esigenza di risparmiare spesa pubblica, ma è pura demagogia: non ci saranno risparmi. L’impegno di chiudere era stato preso dal governo dei tecnici poi due candidati politici: Alfano del Pld e Orlando del Pd, in campagna elettorale a Chiavari avevano giurato che, se fossero andati al governo, la chiusura sarebbe stata evitata. Ora sono tutti e due al governo ma si sono dimenticati delle loro promesse. Siamo di fronte ad una pagliacciata governativa a cui occorre rispondere con un segnale di orgoglio del Consiglio regionale ligure».
Massimo Donzella (Udc), parlando a favore del tribunale di Sanremo, ha proposto di tenere una seduta di Consiglio apposita per «contrastare questo atto ingiusto». Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) si è detto d’accordo solo se l’ordine del giorno fosse stato accompagnato da una sfiducia nei confronti dei due ministri».
Alessio Saso (Pdl) ha definito la situazione schizofrenica.
Roberto Bagnasco (Pdl) ha affermato: «Tutti i consiglieri del Tigullio sono unanimi in questa battaglia a difesa del tribunale e abbiano messo in campo molte iniziative, sia ufficiali che non, per scongiurare questa chiusura. Rischiamo un’ulteriore perdita di credibilità come classe politica perché quello di Chiavari è stato definito il tribunale più moderno d’Italia. Un tribunale che il Ministero di Grazia e giustizia ha voluto fortemente mettendo in difficoltà la locale amministrazione comunale . Per farlo sono stati spesi 14 milioni e mezzo di euro realizzandolo vicino e collegato alle carceri al fine di portarvi i detenuti senza scorta. Una modalità di realizzazione intelligente, ma che rende impossibile il riutilizzo della struttura per altri scopi. La scelta nazionale di riordino della struttura giudiziaria è valida, ma non può essere generalizzata con il solito taglio lineare che ha aspetti assurdi. Il nostro giudizio sulla credibilità dei due ministri dipenderà dalle scelte che faranno in questo campo».
Massimo Donzella (Udc): «Credo che in questo momento si stia compiendo un atto grave di ingiustizia a cui dobbiamo reagire con forza: quello di Sanremo è l’unico caso in Italia in cui un tribunale maggiore per casi affrontati, per carico di lavoro, per numero di abitanti di riferimento viene accorpato a uno minore. Una scelta da contrastare con decisione anche perché va ad incidere in una zona vicina alla frontiera del Paese e su un territorio dove è importante mantenere un presidio forte di legalità » .
IL DIBATTITO PROSEGUIRÀ DOMANI MATTINA ALLE ORE 10
Tutelare gli impianti liguri di Piaggio Aero Industries
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, primo firmatario Antonino Miceli (Pd), e sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza, su Piaggio Aero Industries, che impegna la giunta a “convocare urgentemente un tavolo di lavoro con i firmatari dell’accordo di programma per verificare impegni e prospettive delle parti anche con riferimento all’assetto societario e alle strategie industriali dell’azienda, a confrontarsi con il Comune di Genova per garantire il mantenimento della destinazione industriale del sito di Sestri Ponente, a impegnarsi nei confronti del Parlamento e del Governo nazionale affinché possa essere prevista continuità nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i lavoratori e incentivi all’innovazione, alla formazione e alla ricercaâ€.
Vigilare sul rispetto dell’accordo sullo stabilimento Piaggio di Sestri Ponente
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, primo firmatario Gino Garibaldi (Pdl) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, sempre sulla Piaggio, che impegna la giunta “a predisporre un programma di controllo e vigilanza costante su quanto stabilito nell’accordo di programma perché vengano rispettati gli accordi presi per lo stabilimento genovese di Sestri Ponente e da parte della proprietà vengano dati al più presto concreti chiarimenti per il futuro; a intraprendere e assumere tutte le iniziative e gli ulteriori atti e azioni necessari al fine di comporre un tavolo concertativo fra i vari soggetti interessati al fine di ottenere dall’azienda risposte concrete e chiarimenti sul futuro e che diano precise garanzie per quanto riguarda la salvaguardia economica e occupazionale del personale e il mantenimento e la continuità lavorativa nello stabilimento di Sestri Ponenteâ€.
Monitorare la campagna di contrasto al parassita dei castagni
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, primo firmatario Antonino Oliveri (Pd), che impegna la giunta a “riferire periodicamente al Consiglio regionale gli sviluppi delle campagne di contrasto all’agente patogeno dei castagni, a intensificare l’attività già intrapresa con l’effettuazione di ulteriori lanci dell’insetto antagonista, anche su diretta richiesta dei territori interessati, a monitorare i progressi in campo scientifico al fine di garantire un pronto utilizzo di nuove eventuali tecnologie innovative di contrasto al cinipide del castagno a tutela del patrimonio boschivo della Regioneâ€
No al trasferimento della Exact Learning Solutions da Sestri Levante a Genova
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, primo firmatario Gino Garibaldi (Pdl) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta “a intraprendere e assumere tutte le iniziative e gi ulteriori atti e azioni necessari al fine di comporre un tavolo concertativo fra i vari soggetti interessati al fine di ottenere dalla Exact Learning Solutions risposte concrete e facciano capire con chiarezza gli indirizzi che hanno intenzione di porre in atto e diano precise garanzie per quanto riguarda la salvaguardia economica dei livelli occupazionali e il mantenimento e la continuità lavorativa nella sede di Sestri Levanteâ€
Assenti: Berlangieri, Capurro, Conti, Gasco, Rossetti e Rossi
Quorum: 18 voti






