Al termine di una accesa polemica, suscitata dalla proposta avanzata da Ezio Chiesa (gruppo Misto – Liguria Viva) di inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge 242 legge elettorale sull’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della giunta, la minoranza di centro destra, accompagnata dai consiglieri Chiesa e Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando), ha abbandonato l’aula contestando la decisione della presidenza di non discutere immediatamente il provvedimento.
Dopo aver richiamato diversi consiglieri, il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone ha sospeso la seduta e convocato la conferenza dei capigruppo.
Alla ripresa dei lavori è stata discussa e approvata – assenti gran parte dei consiglieri di minoranza – la mozione 62 di Francesco Bruzzone sullo spostamento del carcere di Genova dal quartiere di Marassi.
Dopo la replica dell’assessore Cascino, sentita la proposta del vicepresidente del Consiglio Luigi Morgillo (Pdl) di sospendere la seduta per consentire una riunione della minoranza, il presidente del Consiglio Monteleone ha, infine, chiuso la riunione odierna dell’Assemblea regionale.
Dibattito sull’inserimento della proposta di modifica della legge elettorale regionale
In apertura di seduta Chiesa aveva chiesto, appellandosi ad una norma del regolamento interno che prevede la discussione in aula dei provvedimenti giacenti da oltre due mesi in commissione, di inserire all’ordine del giorno della seduta la Proposta di legge 242 che riguarda l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della giunta e prevede, fra l’altro, l’abolizione del listino. Alla sua proposta, si erano associati, sottolineando polemicamente le molte assenze dall’aula di assessori e del presidente Burlando per congedo, diversi consiglieri fra cui Matteo Rosso (Pdl), Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria- Padania), Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando) e Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania.
Il presidente Monteleone ha risposto al consigliere Chiesa spiegando che la norma regolamentare non prevede la messa in discussione automatica del provvedimento, trascorso il secondo mese senza esame da parte della commissione, ma garantisce un margine di discrezionalità alla presidenza del Consiglio. E che la presidenza, tenuto conto che in merito alle norme elettorali sono state presentate altre quattro proposte di legge e che tutte giacciono da mesi in commissione senza aver subito alcun esame, ha deciso di affrontare il problema in una delle prossime sedute in cui si affrontano i provvedimenti.
Scendendo nello specifico, e citando il parere degli uffici, Monteleone ha detto: «L’articolo 32, comma 2, del Regolamento interno prevede che, trascorso il secondo periodo di iscrizione a programma senza esito, su richiesta del proponente, il relativo progetto di legge venga iscritto all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio regionale il quale delibera se procedere immediatamente all’esame ovvero se fissare alla Commissione un termine improrogabile non superiore a sessanta giorni, scaduto il quale il Consiglio delibera comunque sul progetto. La norma non comporta l’iscrizione automatica all’ordine del giorno del Consiglio, ma lascia un margine di discrezionalità alla Presidenza che valuterà quale sia la prima seduta utile tenendo conto della programmazione dei lavori consiliari già definita. D’altra parte, il Regolamento, laddove lo ha ritenuto necessario, ha individuato puntualmente i tempi di iscrizione all’ordine del giorno usando espressioni quali “seduta successiva†o “seduta immediatamente successiva†al verificarsi di un certo evento. Ciò premesso, la Presidenza, in considerazione anche di quanto comunicato al termine della scorsa seduta del Consiglio, e cioè che, in considerazione del fatto che non erano state trattate le mozioni e le iniziative di sindacato ispettivo iscritte, a queste sarebbe stata dedicata la seduta successiva, ha valutato che la proposta di legge venga più opportunamente iscritta alla prossima sessione dei lavori consiliari che sarà presumibilmente articolata in più giornate e dedicata alle iniziative e ai provvedimenti. Per quanto riguarda la richiesta di applicazione dell’articolo 44 del Regolamento interno per consentire l’inserimento all’ordine del giorno di nuovi argomenti, la norma richiamata non si ritiene applicabile automaticamente agli argomenti per i quali non sia stata esaurita la fase referente dalle Commissioni».
Le argomentazioni del presidente Monteleone non sono state ritenute esaustive da parte di Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando) che ha chiesto che la questione fosse messa ai voti. Di fronte al no del presidente, Capurro ha replicato: «Qui si sta espropriando l’assemblea dei suoi poteri, l’assemblea è sovrana e può decidere cosa discutere e cosa non discutere». Alla proposta di votare l’inserimento immediato all’ordine del giorno si sono associati oltre a Ezio Chiesa (Gruppo Misto), Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania). Quest’ultimo ha tra l’altro affermato: «Ci si oppone alla discussione perché si vuol difendere a tutti i costi il listino». Lorenzo Pellerano (Liste Biasotti) ha aggiunto: «La presidenza vuol appellarsi ad una interpretazione formale del regolamento realizzando una forzatura politica molto forte. Una forzatura voluta per difendere il listino. Il Consiglio ha una sua autonomia.». Marco Melgrati (Pdl) ha aggiunto: «Il presidente vuole bloccare la discussione di una norma che mira ad eliminare il listino, una pratica vergognosa. La gente non vuole più nominati in politica mentre sia al Presidente del Consiglio che a quello della Giunta serve il listino per decidere a piacere loro chi inserire o meno in Consiglio regionale».
Spostamento del carcere di Marassi
All’unanimità è stata approvata la mozione che ha come primo firmatario Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) e sottoscritta anche da Maurizio Torterolo e Edoardo Rixi, (Lega Nord Liguria-Padania), con la quale si impegna la giunta ad intraprendere le iniziative di sua competenza per spostare la struttura carceraria dal quartiere di Genova Marassi. L’esponente della Lega sottolinea infatti che la struttura di Marassi non è adeguata alle esigenze richieste sia in termini di capienza che di altra natura. Secondo Bruzzone, inoltre, la collocazione del carcere nel quartiere causerebbe difficoltà di carattere logistico, di sicurezza e di ordine urbano. Il suo spostamento avrebbe ricadute positive su Marassi, consentendo di utilizzare l’area lasciata libera per scopi sociali, sportivi e commerciali. Lo spostamento potrebbe, a detta del consigliere, avvenire in aree e/o immobili demaniali «che potrebbero essere valutate per l’individuazione di soluzioni alternative». Il primo firmatario, con un emendamento in aula, ha aggiunto al dispositivo della mozione l’impegno della giunta a «relazionare in merito alla competente commissione, entro 60 giorni».
Francesco Bruzzone non ha nascosto il suo disagio ad affrontare la questione «mentre i miei colleghi della minoranza non sono in aula per una scelta politica legittima, legata a quanto accaduto poco fa». Indicando i banchi lasciati vuoti dai consiglieri d’opposizione a causa della diatriba sorta a seguito della richiesta di Chiesa di inserire nell’ordine del giorno odierno la discussione della Proposta di legge sulla riforma elettorale. Bruzzone ha continuato: «Nonostante queste assenze, procedo, perché ritengo l’argomento che stiamo affrontando di grande rilevanza e provvedo quindi coerentemente ad introdurre la mozione che ha l’ambizione di fornire un indirizzo politico: vuole ottenere un intervento della giunta regionale per lo spostamento delle carceri di Marassi in un altro sito». Ha quindi spiegato: «Gli argomenti per chiedere questo spostamento sono molteplici: la capienza dell’edificio, le condizioni della struttura e quelle logistiche. Alcuni anni fa ci fu una ristrutturazione legata ad una temporaneità che può terminare qualora dovesse essere accolta la mozione e si procedesse a raggiungere il suo obiettivo. Abbiamo proposto la mozione all’inizio di maggio e l’idea ha avuto una certa rilevanza sulla stampa. Successivamente è venuto a Genova il ministro di Grazia e Giustizia che, rivolgendosi alla Regione, ha sollecitato lo spostamento del carcere. Mi pare ci sia stata una risposta positiva, di assenso, da parte del presidente della Regione, che va nell’indirizzo della proposta. Non dimentichiamo che a chiedere questo spostamento sono la città e il quartiere».
L’assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica, Gabriele Cascino ha chiarito: «E’ evidente che il carcere di Marassi necessita di un’alternativa. Confermo che la giunta, io stesso, siamo d’accordo nel localizzare una nuova area per l’istituto penitenziario. Abbiamo accolto favorevolmente l’invito che ci ha rivolto il ministro di Grazia e Giustizia. E’ iniziato un lavoro nei miei uffici e in quelli delle infrastrutture, Assumo l’impegno di riferire, entro 60 giorni alla competente commissione gli sviluppi, le notizie relative allo “stato dell’arteâ€. Secondo quanto stabilito dalla legge, le decisioni vanno prese d’intesa tra la Regione ed il Comune di Genova. Il ministero di Grazia e Giustizia deve avanzare la proposta formale relativa all’ipotesi di localizzazione. Anni fa si fece un’ipotesi di localizzazione che poi non è apparsa percorribile. Al momento suggerimenti, ipotesi, da parte del Comune di Genova non ce ne sono. I miei uffici hanno già ipotizzato una soluzione. Mi riservo, dopo averla sottoposta al Comune di Genova, di renderla nota al Consiglio. Speriamo nella posizione favorevole del ministero»
Assenti: Barbagallo, Boitano, Burlando, Montaldo, Paita, Piredda, Rossetti, Vesco
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