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I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

Cda di Filse

Il Consiglio regionale ha eletto i tre rappresentati della Regione nel Consiglio di amministrazione di Filse. Sono Piero Biglia di Saronno, Santina Anna Drago e Paolo Cenedesi.

Rinviato al primo settembre l’inizio del periodo di addestramento dei cani da caccia
E’ stato approvato con 22 voti a favore (maggioranza e Ncd) e 7 astenuti (FI, lega Nord Liguria-Padania e Liste civiche per Biasotti presidente)  il provvedimento amministrativo “Modifica al calendario venatorio regionale approvato con deliberazione del consiglio regionale-Assemblea legislativa  della Liguria 8 aprile 2014, numero 11 (calenario venatorio regionale per la stagione 2014/2015). Il provvedimento modifica il periodo di addestramento dei cani da caccia spostando dal 15 agosto al primo settembre la data di inizio. Viene quindi recepita l’indicazione fornita in tal senso da ISPRA.
Sull’argomento è intervenuto Francesco Bruzzone ( Lega Nord Liguria-Padania):  «Il Tar Liguria ha mosso alcuni rilievi sulla delibera fatta dal Consiglio regionale per approvare il calendario venatorio. Una, in particolare, riguarda l’inizio del periodo in cui si possono liberare i cani: secondo Ispra  ad agosto non sarebbe ancora ultimato il periodo di riproduzione di alcune specie.  Pare curioso, quantomeno un po’ anomalo, che soltanto quest’anno si rilevi un “ritardo” nella riproduzione, che peraltro non ci sarebbe in zone limitrofe di altre regioni. Ad ogni buon conto, ci adeguiamo. Anche se sottolineiamo una sorta di discriminazione nei confronti dei cani da caccia, costretti a rimanere rinchiusi per 7 mesi e mezzo all’anno, a differenza degli altri peri quali non vige questa restrizione».
Il presidente della giunta, Claudio Burlando ha sottolineato l’opportunità di accogliere  i rilievi del Tar, per non incorrere in eventuali stop alla stagione venatoria a seguito di sospensive da parte del Consiglio di Stato, come peraltro accaduto nel passato periodo di caccia.

No alla pregiudiziale sulla Pdl 363
E’ stata respinta con 22 contrari ( Pd, Nuovo Centrodestra, Giacomo Conti e Matteo Rossi di Fds, Marco Limoncini dell’Udc, Alberto Marsella di Percorsi in Liguria, Andrea Stimamiglio del gruppo misto-Lavoro salute e cultura), 12 voti favorevoli (Lega Nord Liguria-Padania, Forza Italia, Ezio Chiesa del Gruppo misto-Liguria Viva, Armando Ezio Capurro di Noi con Claudio Burlando, e Alessandro Benzi (Gruppo misto-l’Altra sinistra per la Liguria), e 1 astenuto (Gino Morgillo di FI) la pregiudiziale presentata dal gruppo della Lega Nord Liguria-Padania sulla proposta di legge elettorale 363.
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria Padania) ha illustrato la Questione di pregiudiziale: «Quando abbiamo abbandonato la competente commissione che affrontava questa proposta di legge, avevamo già illustrato i motivi della nostra contrarietà. Questa legge ha vizi molto pesanti di incostituzionalità: il premio di maggioranza  è sproporzionato rispetto al fatto che non richiede che la coalizione vincente superi uno sbarramento. Occorre, invece, un minimo di sbarramento al premio di maggioranza. I seggi, infatti, verrebbero attribuiti non sulla base dei voti presi ma attraverso una ripartizione fatta su calcoli  puramente  matematici.  Noi riteniamo, quindi, che debba essere ripresa  la vecchia legge con il sistema proporzionale. Chiediamo, dunque, di ritirare questo provvedimento che contrasta con i principi della nostra Costituzione, altrimenti faremo tutto quanto in nostro potere per impedirne l’approvazione».
Antonino Miceli (Pd): «Tutti i sistemi con elezione diretta  attribuiscono un premio di maggioranza che garantisca la governabilità. Noi pensiamo, quindi, che non ci siano gli estremi di incostituzionalità ma siamo disponibili a introdurre un emendamento che inserisca una soglia percentuale sopra la quale scatti il premio e sotto la quale il premio si riduca al minimo necessario per poter governare. Il principio da seguire è quello della ragionevolezza».
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva): «Voto a favore della pregiudiziale perché ritengo anch’io che sul premio di maggioranza così come proposto esista un problema di costituzionalità. Il premio di maggioranza deve essere moderato, altrimenti si rischia di ampliare troppo il risultato elettorale».

Al termine della votazione sulla pregiudiziale Marco Melgrati, capogruppo di FI, ha poi chiesto la sospensione dei lavori .

Dibattito sulla proposta di legge elettorale
Dopo la riapertura della seduta è intervenuto Ezio Chiesa (gruppo misto-Liguria Viva), relatore di minoranza sul Pdl 363, che ha premesso: «Mi pare di essere ritornati all’agosto del 2013, quando, in virtù del regolamento, sono riuscito a inserire all’ordine del giorno del Consiglio la  mia proposta di legge elettorale. Allora fui accusato di aver voluto portare in aula la legge con una forzatura, ma oggi siamo di fronte ad una forzatura: i due partiti più grossi, Pd e Forza Italia, senza interessare neppure le forze della maggioranza stessa hanno approvato il testo in commissione in tempi strettissimi, senza sottoporla neppure al vaglio di alcune commissioni, in particolare quella delle Pari opportunità».  Il consigliere è poi entrato nel merito del testo: «Io ritengo questa legge incostituzionale perché il premio di maggioranza è eccessivo E incostituzionale, a mio avviso, è anche il modo in cui si vanno a definire gli eletti in ciascuna circoscrizione». Chiesa ha anche aggiunto che, così come formulato, questo testo per dare equo peso alle donne dovrebbe prevedere la preferenza di genere e ha ricordato che la richiesta in tal senso era stata formulata, in sede di audizioni in commissione consiliare, da associazioni di donne, di area di centrosinistra, ma anche da Fratelli d’Italia. Il consigliere ha concluso che questa forzatura è riuscita a spaccare la maggioranza e ha  auspicato una riflessione da parte del Pd.  
Al termine della relazione di Chiesa, Marco Melgrati (FI), ha chiesto una sospensione dei lavori e una riunione dei capigruppo.
Il capogruppo Nino Miceli (Pd), si è detto «curioso di conoscere le novità intercorse» ed ha anche chiesto una sospensione ulteriore, per una riunione di gruppo, antecedente  a quella dei capigruppo
Alessandro Benzi (Gruppo Misto-l’Altra sinistra per la Liguria) si è dichiarato contrario alla sospensione: «Siamo riusciti a malapena ad ascoltare una prima relazione di minoranza e già si vuole sospendere il Consiglio. In commissione non è stato possibile confrontarsi sulle proposte in materia elettorale. Credevo che oggi ci fosse almeno l’occasione di confrontarci su questa materia, sulle regole».
Maurizio Torterolo (lega Nord Liguria-Padania) si è detto «contrario in questo frangente» alla sospensione ed «esterrefatto  della richiesta», visto che era stata respinta la pregiudiziale e,quindi, la richiesta di riportare i lavori in commissione.  «A questo punto vogliamo che la legge venga discussa qui. Non capisco cosa possiamo dirci  in conferenza dei capigruppo in pochi minuti, in merito ad una legge, composta da un  articolato di parecchi articoli».
Roberto Bagnasco (Forza Italia) ha sottolineato: «Quando si raggiungono degli accordi, questi vanno rispettati» e ha espresso un giudizio profondamente negativo su quanto stava accadendo in Consiglio.

La proposta di sospensiva del dibattito è  stata approvata con  26 voti favorevoli  e 7 contrari (Alessandro Benzi del gruppo Misto-L’altra sinistra per la Liguria, i consiglieri della Lega Nord Liguria-Padania, Capurro di Noi Con Claudio Burlando, Chiesa del gruppo misto-Liguria Viva e Andera Stimamiglio del  Gruppo misto-Lavoro salute e culura).  

Assenti: Barbagallo, della Bianca, Monteleone, Muratore (motivi personali)
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