I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI
Minuto di raccoglimento per vittime incidente porto Genova
Aprendo la seduta il presidente del Consiglio Rosario Monteleone ha ricordato brevemente le vittime del tragico incidente che ha distrutto la torre di controllo e la palazzina dei piloti nel porto di Genova e ha invitato l’Assemblea regionale a rispettare un minuto di raccoglimento. (vedi precedente comunicato)
Urgenza alla moratoria sulla presentazione del Durc per gli ambulanti
All’unanimità è stata accolta la proposta di garantire l’esame con procedura d’urgenza del disegno di legge: “Sospensione temporanea della presentazione del Documento Unico di regolarità contributiva da parte degli operatori del commercio sulle aree pubbliche di cui all’’articolo 36 bis della legge regionale 1/2007 (T.U.C.)â€. Si tratta del cosiddetto Durc.
Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando), nettamente contrario al provvedimento, e i consiglieri della Federazione della sinistra non hanno votato, Ezio Chiesa (gruppo Misto – Liguria Viva) ha votato a favore ma solo per «fedeltà alla maggioranza».
Il voto, a cui ha assistito una rappresentanza dei lavoratori del settore, è avvenuto dopo una sospensione della seduta per consentire una riunione dei capigruppo e una breve discussione sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Se non si fosse tenuta la discussione, la minoranza avrebbe abbandonato l’aula per protesta.
Secondo quanto previsto dal Regolamento del Consiglio, per garantire che un provvedimento venga discusso al più presto occorre il voto favorevole dell’unanimità dei membri dell’Ufficio di presidenza del Consiglio integrato dai capigruppo (Upi) o in alternativa della maggioranza qualificata dei consiglieri presenti in aula, nel caso specifico 30 consiglieri. Questa unanimità non era stata raggiunta in Upi per il voto contrario di Capurro e quindi il voto è stato espresso dal Consiglio.
Il disegno di legge in oggetto riguarda la sospensione per due anni della presentazione ai comuni dei Durc da parte degli ambulanti. Il Durc è la certificazione che il titolare di un’attività commerciale presenta annualmente per dimostrare di aver pagato regolarmente tasse e contributi Inps e Inail. Vista la crisi gravissima che investe il settore, la giunta con il proprio disegno di legge ha proposto di assicurare agli ambulanti una moratoria di due anni all’obbligo di presentazione consentendo così a tanti ambulanti che rischiano di interrompere l’attività di continuare a lavorare. Al termine di questo periodo, i commercianti oggetto della legge dovranno comunque certificare il pagamento dei contributi. Grazie al voto di oggi, la proposta inizierà rapidamente il suo esame in commissione senza essere sottoposta al parere di organismi come il Cal. Come ha spiegato il presidente Monteleone, il voto definitivo si dovrebbe raggiungere entro il 4 giugno.
Nella discussione in aula, Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha chiesto di capire «come mai si è arrivati a chiedere l’urgenza in Consiglio per un provvedimento» sottolineando come questo sia un procedimento inusuale.
Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha sottolineato che se il provvedimento fosse dichiarato urgente si varerebbe una sorta di «amnistia e di condono fiscale» a favore di una sola categoria: gli ambulanti del commercio. «Siamo di fronte ad una lesione dei diritti di tutti gli altri cittadini e degli artigiani, molti dei quali hanno perso concessioni o appalti perché non avevano la certificazione» .
Antonino Miceli (Pd) ha parlato a favore dell’urgenza per il provvedimento ricordando: «Stiamo attraversando la crisi economica più profonda e di lunga durata dall’unità d’Italia, la legge non prevede amnistia e condono, ma solo la sospensione per due anni dell’obbligo di presentare il Durc per consentire alla categoria di continuare a lavorare. Se chiudessero non pagherebbero comunque i contributi – ha detto – per questo faccio appello perché alla legge si dia la massima urgenza».
Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) ha detto: «Gli ambulanti non chiedono elemosine ma di poter lavorare. Le regole ci devono essere, i posti sui mercati devono essere fissi e si deve togliere spazio agli abusivi. Il Durc non deve essere solo sospeso ma cancellato, altrimenti i debiti di quest’anno con gli enti previdenziali verranno traslati all’anno prossimo provocando una crisi ancora peggiore».
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente), annunciando il voto favorevole all’urgenza, ha aggiunto: «La crisi c’è ed è grave e l’Inps quando chiede i contributi arretrati ha un atteggiamento da usuraio: la penalità in 5 anni raggiunge l’importo emesso a ruolo. Fortunatamente Equitalia ha recentemente previsto la possibilità di dilazionare in 72 rate».
Ezio Chiesa (Gruppo Misto-Liguria Viva) ha annunciato che avrebbe votato l’urgenza solo perché l’aveva chiesta la maggioranza, ma ha espresso perplessità sul provvedimento: «Quando ne discuteremo avremo la fila delle categorie che chiederanno la sospensione del Durc, un documento che viene richiesto a chiunque partecipi a gare d’appalto».
Marco Melgrati (Pdl) ha definito la legge: «Una necessità in un momento di crisi economica». Melgrati ha aggiunto una nota polemica contro il centrosinistra: «Constato che, ancora una volta, la maggioranza è spaccata. La legge è da analizzare con attenzione perché c’è il rischio di creare un’assurda sperequazione fra categorie. Occorre garantire alla gente di mettersi in pari posticipando e dilazionando il pagamento dei contributi».
Parcheggi per i donatori di sangue a Villa Scassi
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) chiedendo alla Regione come «intenda rapportarsi con gli enti competenti al fine di incrementare i parcheggi destinati ai donatori di sangue». Il consigliere ha rilevato che l’ospedale genovese di Villa Scassi, soprattutto dopo le chiusure ed i tagli decisi dagli enti pubblici verso i distaccamenti periferici, gestisce un bacino di potenziali utenti sempre maggiore, che il numero sempre maggiore di pazienti comporta l’esigenza di un servizio generale e di primo soccorso efficiente 24 ore su 24 per tutte le specialità , situazione che spesso non viene garantita. «Un ospedale importante come il “Villa Scassi†– ha aggiunto – deve, quindi, incrementare il numero di donatori di sangue ed è fondamentale metterli nelle condizioni migliori per compiere questa importante azione di solidarietà , sia nell’accoglienza del donatore, sia nell’espletamento della donazione. Queste condizioni comprendono anche la possibilità di parcheggiare vicino al centro trasfusionale, operazione diventata impossibile: i parcheggi – troppo pochi – sono, costantemente, occupati».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «All’interno dell’ospedale sono stati riservati 3 posti auto ai donatori in un’area adiacente al centro trasfusionale e la società di vigilanza è stata attivata per sanzionare un uso scorretto di tali parcheggi da parte di persone che non siano donatori».
Rixi ha lanciato un appello «per la realizzazione del nuovo ospedale del Ponente, un ospedale che sia possibile raggiungere in treno» .
Servizio di guardia medica nel Tigullio occidentale
Roberto Bagnasco (Pdl) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Matteo Rosso, Gino Garibaldi e Franco Rocca (Pdl) in cui ha chiesto alla giunta « cosa intenda fare per correggere la decisione della Asl 4 Chiavarese di tagliare il servizio di accompagnamento del medico nel bacino di Rapallo, che comprende anche Portofino, Santa Margherita Ligure e Zoagli». Il consigliere ha sottolineato la volontà della Asl 4 Chiavarese di attuare “precise indicazioni regionaliâ€, riguardo la riduzione della spesa sul servizio di guardia medica territoriale del Tigullio Occidentale, in particolare con «l’eliminazione dell’autista e del mezzo fornito dalla pubblica assistenza per turni notturni. Tuttavia il risparmio previsto, di circa 15 mila euro da applicare al solo bacino di Rapallo, sarebbe molto contenuto rispetto a possibili oggettivi rischi e disservizi e questo taglio – ha aggiunto Bagnasco – rappresenterebbe un pericolo perché incide sulla sicurezza e sulla rapidità del servizio che il medico di guardia medica garantisce». Il consigliere ha ricordato che sarebbero stati revocati una serie di analoghi provvedimenti nella Asl 3 Genovese, per motivi di sicurezza ed efficienza del servizio e queste motivazioni sono state fornite in Consiglio regionale dall’Assessore Montaldo in occasione di un’interrogazione riguardante lo stesso argomento per i servizi di guardia medica nella Asl3». Bagnasco ha denunciato: « Si tratta di scelte discriminatorie che dimostrano come in Liguria ci siano Asl di serie A e di serie B».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Non c’è stata nessuna discriminazione, la riorganizzazione del servizio è motivata dall’esigenza di ottenere risparmi evitando l’utilizzo di autisti che accompagnino i medici. Un’eccezione è stata fatta per i poli urbani come Chiavari e Genova ed è motivata dalle condizioni di traffico e di posteggio che possono rendere più difficile l’accesso del medico all’area della chiamata. Non si tratta di discriminazione ma di adattamento alle condizioni urbane: diversamente costringeremmo, soprattutto di notte, i medici a posteggiare lontano e a recarsi dai pazienti a piedi».
Decisamente irritato dalla risposta il consigliere Bagnasco: «L’assessore dimostra di non conoscere il territorio che dovrebbe amministrare: Rapallo è più popolosa di Chiavari. Inoltre Rapallo è più grande e ha condizioni di viabilità e di posteggio assai peggiori. Se proprio si doveva fare una scelta, si doveva privilegiare quest’ultima. La risposta è assolutamente insoddisfacente».
Applicare la legge regionale che tutela i soggetti colpiti da dislessia e da altre difficoltà di apprendimento
Marco Melgrati (Pdl) ha chiesto alla giunta «di rendere con la massima urgenza effettive le disposizioni della legge regionale 15 febbraio 2010, n. 3 “Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre difficoltà specifiche di apprendimento†e ridurre, così, i gravi disagi che subiscono quotidianamente i soggetti con disturbo specifico dell’’apprendimento, i loro familiari e gli operatori scolastici».
Il consigliere ha ricordato che il provvedimento specifica le procedure per la diagnostica. Il servizio deve avvenire nell’’ambito del Servizio sanitario nazionale o presso strutture convenzionate e/o accreditate. La Regione dovrà concedere annualmente specifici contributi agli enti locali che abbiano segnalato la presenza di soggetti con disturbi specifici di apprendimento (Dsa) con diagnosi accertata, per favorire l’acquisto nelle scuole di strumenti informatici dotati di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale e di altri strumenti alternativi, informatici o tecnologici, per facilitare i percorsi didattici. La legge – ha aggiunto Melgrati – stabilisce ulteriori contributi alle famiglie con soggetti Dsa per l’acquisto degli stessi strumenti, destinati allo studio a casa. In realtà «le procedure per la diagnostica e i tempi di attesa per la diagnosi – ha aggiunto il consigliere – sono assai lunghi nelle strutture pubbliche; non c’è alcun fondo per le istituzioni scolastiche, né istituti scolastici dotati di strumenti informatici per favorire l’’apprendimento dei soggetti Dsa, non ci sono agevolazioni o sussidi per i familiari di bambini con disturbi dell’’apprendimento. E, a quasi tre anni di distanza, non siano stati ancora definiti i criteri, i tempi, le modalità , i limiti ed i termini per la concessione e l’erogazione dei sussidi e materiali, sia alle scuole sia alle famiglie. Insomma, questa legge, ad oggi, è totalmente inapplicata».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Melgrati ha ragione, è stato predisposto un elenco degli accreditati, di questo elenco fanno parte 73 professionisti e 4 strutture. Le domande sono valutate da una apposita commissione. Purtroppo, per quanto attiene i fondi, la legge non è stata finanziata dal 2010 e ancora oggi non ci sono risorse né nell’ambito del Fondo sanitario nazionale né nel bilancio della Regione che è stato falcidiato dalle scelte finanziarie governative».
Melgrati ha replicato: «Questi bambini vivono una situazione disagiata che andrebbe seguita trovando fra le pieghe del bilancio delle risorse da destinare loro».
Dismissione immobili di enti previdenziali pubblici
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di «assumere iniziative presso gli organi ministeriali competenti per chiarire il quadro normativo che regola il processo di alienazione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, in modo da concludere rapidamente le pratiche burocratiche relative alla vendita ed alla locazione degli appartamenti e di intervenire presso gli enti previdenziali, in particolare l’Inps, affinché vengano adottate misure che assicurino agli inquilini tutele e garanzie di controllo sui prezzi di vendita da parte dell’ente e sull’entità dei canoni di affitto in caso di rinnovo di locazione». Il consigliere ha domandato, infine, alla Regione di «attivarsi per conoscere quali saranno le modalità di gestione ed i criteri che caratterizzeranno le future operazioni di cartolarizzazione di tali beni immobili».
Siri ha ricordato che molte le famiglie genovesi risiedono in stabili di proprietà di enti previdenziali pubblici i quali, pur essendo in uno stato conservativo che spesso rasenta il degrado e l’incuria, sono catalogati come “immobili di pregioâ€. Questa catalogazione ha fatto perdere ogni agevolazione agli inquilini che si accingevano ad acquistare la casa. Il consigliere ha sottolineato la nascita di numerose controversie legali tra inquilini e Inps, che da anni bloccano la vendita del patrimonio immobiliare. Questa situazione, «oltre a rappresentare un mancato introito per le casse dell’ente previdenziale, costringe gli inquilini a vivere in condizioni di disagio , visto che in molti casi la manutenzione da tempo non viene fatta e, in molti stabili, gli appartamenti rimasti vuoti sono in uno stato di degrado tale da diventare fonte di pericolo per gli altri condomini». Siri, infine, ha ricordato che dal 2001 al 2009, si è tentato di alienare il patrimonio abitativo di Inps e Inpdap con «operazioni che, si sono rivelate spesso un fallimento visto che alla fine il patrimonio residuo invenduto è tornato integralmente in possesso dell’Inps».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche abitative ed edilizia Giovanni Boitano. «Ormai il patrimonio edilizio dell’Inps è al lumicino e ridotto a pochissimi alloggi. In futuro tali proprietà potrebbero essere affidate al demanio e la Regione su questo può intervenire solo indirettamente. Diversa è la situazione dell’Inpdap che ha un patrimonio di una certa consistenza, almeno qualche centinaio di alloggi. Per la loro gestione occorre una politica attenta che affronti ad esempio il problema dell’Imu sulla casa pubblica insieme a quello sulla prima casa. Oggi la legge penalizza i comuni che pure avevano fatti molti passi avanti nella gestione degli alloggi di loro proprietà : da oltre 2000 alloggi sfitti siamo arrivati a un terzo. Dobbiamo ricordare che l’affitto medio di una casa pubblica è di circa 85 euro che vengono falcidiati dall’Imu. Tale imposta va alleggerita soprattutto in un momento di difficoltà come questo».
Siri si è detto soddisfatto della risposta e ha annunciato che presenterà un ordine del giorno articolato chiedendo la riduzione al 50 per cento dell’Imu sulle case pubbliche. In merito all’alienazione degli immobili, ha chiesto che l’Inps sia deputata a seguire le pratiche per le eventuali alienazioni degli appartamenti di sua proprietà ».
Modifiche alle disposizioni in materia di Bed and Breakfast:pronto un testo di legge.
Maruska Piredda (Lista di Pietro-Italia dei valori) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta «quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere per semplificare lo svolgimento dell’attività dei B&B e ottimizzare le ricadute di tali attività turistico – ricettive sul territorio, anche in un’ottica di sistema, come previsto dal nuovo Piano Turistico Triennale». Il consigliere ha ricordato che la legge regionale n.2 del 2008 nel definire l’attività a carattere occasionale o saltuario, quale viene considerata quella effettuata dai bed and breakfast, limita a soli 210 giorni all’anno i periodi di apertura dei B&B, «pregiudicando con ciò l’attività dei B&B liguri rispetto ad altre regioni, che prevedono, di norma, un termine massimo di 270 giorni, senza tuttavia risolvere le questioni interpretative che sorgono con i soggetti deputati al controllo circa la natura imprenditoriale o meno delle strutture». Piredda ha ricordato che, secondo i dati dell’ufficio regionale alle Politiche turistiche, sono ben 1.410 i B&B attivi in Liguria, per un totale di 5.482 posti letto, e che nel 2011 hanno registrato 52.548 arrivi e 143.743 presenze, con un numero di giorni di permanenza media di 2,74 costituendo, pertanto, un importante “volano†per lo sviluppo del turismo “sostenibile†e “all season†regionale e per diffondere la conoscenza delle peculiarità della nostra regione, anche nei suoi percorsi al momento meno noti.
Per la giunta h risposto l’assessore al turismo, Angelo Berlangieri : «Queste strutture, per le quali si è arrivati alla classificazione con la legge del 2008, scontano una frase propedeutica di approccio . Si era favorita una gestione “occasionaleâ€, non imprenditoriale per queste strutture che svolgono una funzione molto importante, soprattutto in realtà dell’entroterra. In questo modo si consentiva che i Bed and Breakfast non fossero soggetti a tutti quegli adempimenti ai quali devono sottostare le imprese. Con il progressivo sviluppo dei Bed and Breakfast e il cambiamento della realtà turistica, la situazione è diventata stretta. Alcuni aspetti devono essere modificati con una legge, alla quale stiamo lavorando con la collaborazione degli operatori del settore e delle Province. Il testo è ormai pronto». Berlangeri ha ribadito che la legge, presto all’esame dei consiglieri e della giunta, prevede molte novità per i Bed and breakfast, tra le quali la semplificazione procedurale e forme di gestione imprenditoriali e non. L’assessore ha anche fatto sapere che ci sono contatti in atto con il ministero competente per poter consentire a queste strutture di somministrare alimenti, anche non preconfezionati, ma prodotti direttamente in loco, perlomeno per quanto concerne la prima colazione.
Soddisfatta Piredda che ha rimarcato l’importanza di queste strutture
Sostituire l’apparecchio per la “crioterapia†dell’IST, in avaria da mesi.
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Matteo Rosso (Pdl), sul guasto all’apparecchiatura di crioterapia dell’Ist-San Martino.
Il consigliere ha ricordato la segnalazione del figlio di un paziente, che risiede in provincia di Savona ed è in cura presso l’IST di Genova;
«Per il paziente – ha aggiunto – già sottoposto a varie operazioni con tecnica chirurgica tradizionale e già trattato con metodica radiale alla massima potenza e, pertanto, non ripetibile, le opzioni terapeutiche percorribili erano quelle con minore grado di invasività . Queste ultime si riducevano a due: la cosiddetta crioterapia e la tecnica della fotodinamica»
La crioterapia consiste in un raffreddamento rapido, con congelamento dell’acqua intracellulare, riduzione degli ioni, alterazione delle proteine e degli enzimi con sconvolgimento degli scambi di membrana. Tutto ciò si traduce in un danno tessutale preciso e controllabile che ottiene un distacco dermo-epidermico senza danno al derma e l’azoto liquido è attualmente il criogeno più usato e versatile.
«Alla fotodinamica sarebbe preferibile la crioterapia come tecnica per trattare il carcinoma spugnoso spino-cellulare, di cui è affetto il paziente in questione – ha spiegato Melgrati – e il medico curante ricorrerebbe anche alla crioterapia in opzione alla fotodinamica. Tuttavia delle due apparecchiature disponibili all’IST per la crioterapia, quella che abbassa la temperatura tissutale a – 90 gradi e quella che la abbassa a – 160 gradi, quest’ultima è in avaria e, nonostante varie segnalazioni, non è più stata riparata, ma proprio quest’ultima apparecchiatura è quella che occorrerebbe per la terapia di detto pazienteâ€Â». Il consigliere ha sottolineato che le terapie eseguite in fotodinamica hanno un costo pari a 5 mila 500 euro a seduta, mentre il costo per una seduta di Crioterapia è di 60 euro a seduta.
Melgrati ha, infine chiesto alla giunta, «se sia al corrente del “guastoâ€; se sia intenzione della dirigenza Asl 3 di provvedere alla riparazione del macchinario, da quanto tempo esiste questo problema e perché non si è provveduto a risolverlo, creando così disagi ai pazienti e un considerevole danno economico all’Ente».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Da verifiche effettuate risulta che ad oggi presso l’istituto risulta essere presente un’unica apparecchiatura di crioterapia. La strumentazione abbassa la temperatura tissutale a -90, è di marca Kriogen Biomedica. L’attrezzatura risulta perfettamente funzionante, regolarmente controllata e mantenuta da parte dell’Unità ospedaliera di Ingegneria clinica e nel corso dell’ultimo anno sulla stessa non risultano essere stati segnalati guasti od interventi di manutenzione correttiva; gli unici interventi sull’apparecchiatura sono stati eseguiti per la regolare e concordata manutenzione preventiva.; l’ultimo intervento preventivo risale al gennaio scorso. Un’attrezzatura a -160 gradi risultava in dotazione all’ex Ist in un periodo antecedente al 2009; in considerazione dell’obsolescenza tecnica della strumentazione e dell’estrema pericolosità del suo utilizzo (il rifornimento di azoto liquido a -160 gradi avveniva manualmente da un contenitore esterno esponendo gli operatori ai connessi rischi), fu oggetto di dismissione. Oggi pertanto l’Istituto non dispone di un’apparecchiatura di crioterapia a -160 gradi ».
Insoddisfatto Melgrati che ritiene importante la presenza e l’attività di una strumentazione a -160 gradi: «La sua assenza impedisce ad alcuni pazienti, con determinate patologie, di essere curati al meglio».
Riaprire il servizio di endoscopia all’ospedale Cairo Montenotte.
Stefano Quaini (Sinistra ecologia e libertà ) è intervenuto sui tempi di attesa nella Asl 2 per effettuare un esame diagnostico endoscopico gastrointestinale: alla data del 4 febbraio – ha spiegato – occorre attendere per le colonscopie in narcosi fino al 12 luglio 2013, per le colonscopie in sedazione fino al 26 giugno 2013 e per le gastroscopie al 16 luglio 2013.
«La chiusura dell’endoscopia di Cairo ha determinato, necessariamente, tale allungamento dei tempi di attesa per le prestazioni a livello provinciale, a differenza del passato – ha aggiunto – inoltre, la chiusura dell’endoscopia di Cairo non è stata minimamente sostituita con un compenso di attività da parte di Savona e il personale dedicato, formatosi nel tempo, a Cairo ora ha perso la capacità di esprimere la professionalità acquisita». Quaini ha ricordato che per la Valle Bormida l’endoscopio rappresentava una realtà importante soprattutto alla luce dell’epidemiologia dei tumori del tratto gastroenterico e per il ruolo basilare in ambito di prevenzione e screening. Poiché molti pazienti del bacino valbormidese, ma anche molti malati piemontesi avevano accesso al Centro, questo determina anche un’inversione rispetto alla mobilità passiva. Il consigliere ha, infine, chiesto alla giunta «quale sia il motivo razionale della chiusura dell’endoscopia di Cairo Montenotte e come si intenda ridurre le liste di attesa, a livello dell’Asl 2 savonese, per l’endoscopia digestiva». La chiusura e l’accorpamento sul San Paolo – secondo Quaini – ha aumentato tempi di attesa ed ha creato grande disagio professionale, soprattutto per dirigenza medica. Il consigliere ha quindi chiesto di riconsiderare questa scelta.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «L’attività di gastroenterologia della Asl 2 è stata oggetto di attenta valutazione nell’ambito degli interventi messi in atto dalla legge regionale 29 del 2012 e della delibera della giunta 1048/2012. L’ Asl ha provveduto quindi a razionalizzare le attività , intervenendo su tutti gli stabilimenti ospedalieri e specificatamente per la struttura complessa di gastroenterologia dell’ospedale di Savona sono stati soppressi complessivamente dieci posti letto ordinari e due day hospital, parallelamente l’Azienda ha provveduto ad analizzare la funzionalità degli ambulatori di endoscopia con il potenziamento e la localizzazione, presso gli ospedali di Savona e Pietra Ligure, delle relative attività , per garantire sia la normale routine che la continuità assistenziale 24 ore su 24, migliorando il sistema per l’intera Asl nel settore emergenze /emorragie digestive. Sono state utilizzate tutte le competenze professionali a disposizioni della Asl stessa ed il personale che opera in tali sedi è dedicato ed altamente specializzato». L’assessore ha quindi puntualizzato: «L’Asl ha soddisfatto tutte le prenotazioni già assegnate con sede presso l’ospedale di Cairo. Per quanto concerne la lista d’attesa , per quanto possibile, la Asl 2 ha mantenuto il regime ordinario di prenotazione attraverso il Cup, ma è stato data priorità assoluta ai temi di urgenza e a quelli relativi ala prevenzione attraverso l’ottimizzazione dello screening oncologico per la prevenzione dei tumori colon rettali, come da disposizioni regionali e ministeriali»
Quaini ha ribattuto che a suo avviso l’attività elettiva avrebbe dovuto restare presente sul territorio.
Record della pressione fiscale a Genova
Raffaella della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha presentato un’interrogazione sulla ricerca pubblicata recentemente su ‘Il Sole 24 Ore’ «da cui si evince che Genova risulta essere la città italiana che detiene il record della pressione fiscale». Il consigliere ha ricordato che nel capoluogo ligure i rincari sui redditi immobiliari, rispetto al 2012, sono stati consistenti (5,3% per un bilocale, 3,8% per un trilocale, 8,2% per i negozi), per cui i proprietari vedono svanire in tasse «fino all’82% dell’affitto incassato annualmente». Inoltre i piccoli proprietari, che contano sulle entrate da locazione, devono anche fare fronte all’IMU, «che in un anno porta via al mattone 23 miliardi di euro, cioè due volte mezzo in più rispetto alla vecchia ICI».
Della Bianca ha, quindi, chiesto alla giunta «se sia possibile intervenire, e con quali strumenti, sulla pressione fiscale che nel capoluogo ligure risulta essere la più alta in percentuale rispetto alle altre città italiane».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle risorse finanziarie, Sergio Rossetti: «L’Imu è un’imposta di competenza comunale e, quindi, la Regione non può intervenire sui Comuni. Riteniamo invece di poter affermare che la Regione ha cercato per quanto attiene la quota dell’addizionale Irpef di ridurre la pressione fiscale alzando la soglia di esenzione da 20 a 27 mila euro lordi annui. L’accisa sulle benzine è più a nostra discrezione. Quella introdotta per far fronte ai danni provocati dagli eventi alluvionali è in vigore sino al 31 dicembre 2013 ed è stata introdotta anche perché con una legge dello Stato, per fortuna poi modificata, era stato imposto una compartecipazione regionale, necessaria per ottenere i fondi di protezione civile. L’accisa ha consentito di effettuare interventi di rifacimento di strade e messa in sicurezza di territori. A fine anno si discuterà della questione, se mantenere o meno l’accisa. Per quanto riguarda l’Irap, soltanto poche categorie ristrette di attività , tra le quali istituti di credito e assicurativi, pagano la quota regionale».
Non soddisfatta Della Bianca. Il consigliere ha rimarcato che in Liguria la benzina è la più cara d’Italia e che l’inasprimento della pressione fiscale di fatto fa diminuire il gettito. Per quanto riguarda l’Imu, Della Bianca ha sottolineato che la Regione può invitare i comuni a ridurre l’aliquota, anche per le seconde case, in quei centri dell’entroterra dove lo spopolamento rischia di diventare incontenibile.
Impedire lo sfratto delle associazioni di Pegli
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione (sottoscritta anche da Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo della Lega Nord Liguuria-Padania) sulla decisione di Arte, la società che gestisce il patrimonio immobiliare per conto di Regione Liguria, di mettere in vendita due immobili sul lungomare di Pegli nei quali hanno sede nove associazioni cittadine, tra cui i “Lionsâ€, la “Prolocoâ€, l’â€ANPI†e lo storico “Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Pegliâ€. La vendita di questi immobili, ha spiegato il consigliere, si tradurrebbe in uno sfratto per le citate associazioni di volontariato che, «in un periodo di crisi nel quale lo Stato e la politica si stanno progressivamente allontanando dai cittadini, rappresentano un importante collante sociale per gli abitanti di una determinata zona. Tanto più che il Municipio VII Ponente di Genova si è già espresso contro la vendita degli immobili in questione». Rixi ha, quindi, chiesto alla giunta «come intenda andare incontro alle necessità civiche del quartiere genovese di Pegli e per sapere se non sia possibile “fare cassa†senza colpire la società civile». Il consigliere ha anche sottolineato che in Liguria il mercato degli affitti è fra i più alti d’Italia.
Ha risposto l’assessore alle risorse finanziarie e al patrimonio Sergio Rossetti: «Il Comune si deve fare carico delle associazioni per l’importante ruolo sociale che esse svolgono. Per trovare una soluzione si può procedere attraverso una permuta di altri immobili fra amministrazione comunale e Arte oppure il Comune può intervenire finanziariamente». L’assessore ha aggiunto che, non avendo ottenuto risposta su queste ipotesi i locali in questione sono stati inseriti nella vendita da Arte , ma «nulla vieta – ha ribadito – che i locali in oggetto siano acquistati dal Comune con un prezzo pari a quello acquistato da Arte. Noi siamo in contatto con il vicesindaco del Municipio che si è fatto carico del tema». Rossetti ha annunciato un approfondimento tecnico tra Arte e uffici comunali per poter trovare un accordo.
Rixi ha ringraziato l’assessore per la disponibilità affinché i locali restino in capo all’associazione ma ha stigmatizzato che «per risolvere problemi patrimoniali si va a vendere immobili anche di uso sociale. E’ un pessimo investimento, è una visione buona dal punto di vista contabile, molto meno dal punto di vista sociale».
Strada dissestata fra Albisola Superiore e Sassello
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha illustrato un’interrogazione sottoscritta anche da Maurizio Torterolo ed Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) per sapere, per quanto di competenza, quale soluzione sia stata individuata e quali siano i tempi di realizzazione per riportare il manto stradale del tratto Albisola Superiore – Sassello alle normali condizioni di percorribilità . Come ha spiegato il consigliere «il tratto di strada compreso fra Albisola Superiore e Sassello (ex strada statale 334) risulta avere un fondo stradale eccessivamente sconnesso e cosparso di buche; e le ormai annose forme di manutenzione “tappabuchi†di fine inverno non sono più sostenibili. Una situazione che, oltre a creare palesi difficoltà viarie, aumenta in modo vertiginoso il rischio di incidenti stradali per auto e moto in una strada già di per se pericolosa». Del fatto – ha ricordato il consigliere – si sono occupati con ripetute denunce e servizi, gli organi di informazione.
Per la Giunta ha risposto il vicepresidente della giunta, Claudio Montaldo: «Queste strade fanno capo alle Province e in passato usufruivano di un considerevole sostegno economico da parte delle Regioni per gli interventi manutentivi. Le riduzioni di bilancio e l’assorbimento di una buona parte delle risorse per la sistemazione dei danni provocati dagli eventi alluvionali, hanno determinato difficoltà nell’indirizzare risorse verso questi interventi. Il tema è però all’esame e all’attenzione dell’assessore competente e degli uffici. Nei prossimi giorni l’assessore alle infrastrutture, Raffaella Paita e l’assessore provinciale faranno un sopralluogo e cercheranno di individuare delle soluzioni per eliminare almeno gli elementi di maggiore pericolosità ».
Bruzzone ha ribadito la necessità di intervenire al più presto, per evitare di mettere ancora a forte repentaglio l’incolumità pubblica.
Rivalutare i parametri sui nuovi standard ospedalieri
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo (primo firmatario Edoardo Rixi della Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta “a trasmettere al governo la richiesta di rivalutare i parametri stabiliti dal decreto sui nuovi standard ospedalieri per contemplare la figura degli psicologi all’interno delle strutture ospedaliereâ€. Nel documento si ricorda il decreto ministeriale n.95 del 6 luglio 2012 sulla “Definizione degli standard strutturali, tecnologici e qualitativi relativi all’assistenza ospedaliera†che non prevede in alcun modo la presenza di psicologi negli ospedali. Al contrario nell’ordine del giorno si sottolinea che “la psicologia è una disciplina utile e virtuosa anche dal punti di vista economico all’attività ospedaliera†, che “esistono situazioni in cui il supporto psicologico è importante anche per i famigliari di pazienti particolarmente gravi, affetti da malattie degenerative o colpiti da traumi irreversibili†ed “è assodata la grande importanza che gli psicologi rivestono negli ospedali pediatrici per curare deficit psicologici dell’infanziaâ€. Il comparto coinvolge circa mille operatori strutturati negli ospedali italiani a cui si aggiungono operatori a tempo determinato e borsisti oltre a specializzandi e tirocinanti.
Pagamento Irpef: tutelare i lavoratori frontalieri
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo (primo firmatario Marco Scajola del Pdl) che impegna la giunta a †agire per tutelare la categoria dei lavoratori frontalieri che per le sue peculiarità risulta più debole e pertanto a occuparsi della questione e operare nelle opportune sedi, e nel più breve tempo possibile, per risolvere un problema (il versamento completo dell’Irpef) assolutamente grave e inaccettabile affinché venga modificata la normativa di riferimento che colpirebbe duramente lavoratori e famiglie del nostro territorioâ€. Nel documento si ricorda che i frontalieri, dalle ultime indicazioni del ministero delle Finanze, secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità , dovranno versare l’Irpef per intero con esclusione del bonus: “Si tratta di cifre importanti per le famiglie che in un contesto di crisi finanziaria, dovranno sobbarcarsi un costo elevatissimoâ€. Nell’ordine del giorno si sottolinea che i lavoratori frontalieri subiscono già il disagio di dover esercitare la propria attività fuori dai confini nazionali e il bonus fiscale “rappresenta un atto importante per questi lavoratori e le loro famiglieâ€.
Assenti: Donzella; Fusco; Gasco; Paita; Briano
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