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I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

Disoccupazione giovanile e abbandono scolastico

Questa mattina l’intera seduta del Consiglio regionale è stata dedicata ai temi della disoccupazione giovanile e abbandono scolastico. Il dibattito, secondo quanto annunciato in apertura di seduta dal presidente del Consiglio rosario Monteleone, ha assorbito le iniziative consiliari – interpellanze e interrogazioni, mozioni e ordini del giorno – che erano state presentate nel tempo e mai discusse in aula.

Marco Scajola (Pdl) ha presentato la relazione introduttiva e ha in primo luogo lamentato l’assenza del presidente della giunta regionale, Claudio Burlando: «che denota scarso rispetto non solo per il Consiglio , ma soprattutto per un tema importante e, quindi per i giovani, per i liguri. – ha detto – Chiedo formalmente all’Ufficio di Presidenza che provveda affinché alle sedute dedicate a singoli temi, importanti come quello oggetto della discussione di oggi, i vertici della Regione siano seduti al loro posto. I liguri hanno votato Burlando affinché lui ascolti le loro istanze e, quindi, anche quanto noi abbiamo da dirgli». Scajola ha proseguito: «In questa legislatura sta mancando la necessaria concretezza per fornire adeguate risposte, per consentire alla nostra Regione di rilanciarsi in maniera seria in materia di lavoro, La crisi economica è drammatica e non coinvolge certo soltanto la Liguria, ma non può costituire una scusa per la politica e le istituzioni, per rimandare azioni e soluzioni a tempi migliori. Ritengo che occorra sedersi ad un tavolo e verificare se quanto è stato finora fatto sia stato o meno utile. E’ necessario comprendere perché gli investimenti economici, anche importanti, che la Liguria ha fatto nel corso degli anni non hanno portato quei ritorni che si aspettavano». Il consigliere ha a tal proposito puntualizzato: «In materia di lavoro la Liguria rischia di avere una delle situazioni peggiori del Nord e del Centro Italia. Questo deve farci riflettere. Dobbiamo capire perché da noi ci sono questi esiti così drammatici». Scajola ha quindi fornito una serie di dati: «La disoccupazione giovanile in Liguria ha sfondato il tetto del trenta per cento: ha raggiunto il 38,7 per cento. Per quanto riguarda i dati delle singole Province, va rilevato che quella messa meglio è Imperia e quella che, invece, sta peggio, è la Spezia, dove il 52, 3 per cento dei giovani è senza lavoro. Per quanto riguarda i giovani sotto i 35 anni, in soli 4 anni, dal 2009 al 2012, gli occupati sono passati da 170 mila a 138 mila: sono stati persi 32 mila posti di lavoro. Questa cifra equivale al numero di persone che vivono in una media cittadina ligure che, quindi, è come fosse stata cancellata. Il problema lavoro riguarda molto il mondo delle imprese. Secondo gli ultimi studi pubblicati da Confartigianato, la situazione sta precipitando. La Liguria in due anni ha perduto 9 posizioni nella classifica nazionale del tasso di imprenditoria. Dal 2011 al 2012 hanno chiuso circa mille imprese guidate da under 40: Genova ne ha perduto 369, Savona 270, La Spezia 191 e Imperia 92. E’ un dato che deve far riflettere. Di recente è stato firmato un accordo con le Associazioni, un piano per i giovani. Ma sappiamo che altre iniziative simili in passato sono già state avviate. Ma, vista la situazione, dobbiamo chiederci che cosa non ha funzionato. Ben vengano gli accordi, patti, firme e altro, ma interroghiamoci sulla loro utilità. Dobbiamo verificare, monitorare le differenti iniziative e come si impiegano i soldi e, soprattutto, se si raggiunge o meno il risultato prefisso. Purtroppo oggi molti giovani rinunciano a crearsi una famiglia per i problemi legati al lavoro, all’incertezza. Nel 2010 io e il consigliere Roberta Gasco abbiamo presentato una legge sulla famiglia che non aveva certo l’ambizione di risolvere tutti i problemi, ma di dare una grande mano alle famiglie. E’ però rimasta lettera morta, finita in letargo, credo per un problema estremamente politico all’interno della maggioranza. Vorremmo ritornare sulla legge. Noi vogliamo dare una mano, fornire il nostro contributo. I giovani continuano a studiare in Liguria, dove abbiamo una delle percentuali più alte di laureati, ma dopo aver assicurato la formazione, ai nostri ragazzi diamo la valigia per andare via, senza neppure creare le condizioni per farli rientrare. Il turismo potrebbe costituire un riferimento importante per i nostri giovani e il relativo assessorato deve avere un ruolo commisurato all’importanza del settore. Io mi auguro che questa seduta del Consiglio non resti fine a se stessa. Chiedo un documento che possa essere accolto da tutti. Non di una parte contro l’altra, ma elaborato dall’intero Consiglio regionale, con un impegno concreto da parte di tutti.. Molte delle nostre proposte, del resto, sono collegate ad attività governative e i primi segnali lanciati dal neonato governo nazionale riguardano proprio il rilancio del lavoro giovanile, secondo quanto detto da Letta e da alcuni ministri. Chiediamo che alcuni dei nostri temi, molti dei quali si possono trasformare in iniziative della Regione, vengano adottati. In particolare crediamo molto nella auto imprenditorialità dei giovani: dobbiamo aiutarli a creare il loro lavoro». Scajola ha concluso: «l’allenatore Prandelli dopo la recente batosta della nazionale italiana contro la Spagna, agli europei, aveva detto che siamo un paese vecchio e che abbiamo idee vecchie. Ma noi dobbiamo fare qualcosa per cercare il rilancio, già da oggi».

Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria – Padania), ha detto: «Oggi si è persa un’occasione. Sul tema non c’è stato alcun lavoro in commissione. Mi pare non ci sia conoscenza della materia: la Regione si avvale di dati forniti da Confartigianato. All’ordine del giorno è prevista la votazione di mozioni molto datate. Qui, invece, bisogna agire in tempi rapidi. Non riesco quindi a comprendere lo svolgimento di questa seduta, senza documento programmatico, senza nessuna iniziativa concreta su temi significativi. Lo ribadisco: sarebbero stati necessari incontri propedeutici. Noi non siamo più al passo con i tempi come classe politica e stiamo fornendo una brutta immagine ai cittadini. Chiedo all’assessore se non ritiene opportuno sull’argomento tenere una seduta in commissione e andare perlomeno ad analizzare i dati. Se non ce li avesse forniti Confartigianato, la Regione cosa avrebbe fatto? Facciamo finta di non vedere cosa accade fuori di qui. Bisognerebbe monitorare la situazioni e periodicamente avere un confronto con la giunta per decidere cosa fare. Il Consiglio monotematico sembra il cestino dei rifiuti per togliere roba, mozioni e ordini del giorno, ferma da tempo».

Il presidente dell’Assemblea, Rosario Monteleone, a tal proposito, ha puntualizzato : «La convocazione di questo Consiglio è del 24 maggio scorso. Tutti sono stati tempestivamente avvisati. per consentire loro di essere presenti. Dal 24 di maggio ad oggi chiunque era nelle condizioni di preparare documenti e ordini del giorno da porre all’attenzione del Consiglio per la relativa discussione».

Rixi ha chiarito che i rilievi mossi non erano indirizzati alla presidenza, ma riferiti al fatto che sarebbe stato opportuno un preventivo passaggio in commissione: «Il presidente della competente commissione avrebbe dovuto incaricarsi del fatto che del tema ci si occupasse in maniera compiuta» ha ribadito.

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha innanzitutto chiarito di rivolgersi in particolare alla maggioranza che ha maggiori responsabilità in materia: «Ogni giorno ascoltiamo gente disperata, senza prospettive: i ragazzi lasciano la scuola e a volte rinunciano addirittura al cercare il lavoro. Interventi e iniziativi per cercare di fare qualcosa devono partire da tutti e non solo da Confartigianato. All’assessore alla formazione, Rossetti, chiedo cosa succede nel settore della formazione professionale, che in passato garantiva a circa il 70 per cento degli iscritti un posto di lavoro, appena ultimati i corsi. Vorrei quindi sapere se i corsi una tantum abbiano o meno prodotto dei risultati, se abbiano consentito ai giovani di trovare un’occupazione e quanto ci sono costati. Per essere chiari, è necessario verificare che alla fine non siano stati semplicemente delle “marchette” per favorire alcuni soggetti. Ritengo, inoltre, che occorra arrivare alla detassazione per l’occupazione giovanile, fermo restando che a tutti deve essere garantita la normale tutela previdenziale e pensionistica. Non dimentichiamo che, in fatto di occupazione, il turismo potrebbe garantire importanti opportunità. Ma mi chiedo cosa stia facendo la Liguria per Expo 2015 che si terrà a Milano. Sui giornali si dice che la Liguria non fa nulla in tal senso, che è vergognosamente assente. Vorrei una risposta dell’assessore».

Raffaella della Bianca (Gruppo misto – Riformisti italiani) : «Il presidente Burlando evidentemente ritiene sia più utile inviare tweet sull’inaugurazioni di ponti e strade, che non essere presente a dibattiti come questo che riguardano il presente e il futuro della Regione. – ha detto – Non son d’accordo con Rixi sul fatto che bisogna presentare documenti più nuovi. Ci sono tir di ordini del giorno depositati negli archivi della Regione. Ma sono inutili, se non c’è la volontà politica di dare vita ad un percorso coerente rispetto a quello che si dice e che poi non si fa. Credo occorra in particolare considerare un problema: non ci sono più giovani imprenditori di prima generazione. Il Paese ha vissuto per anni sulla capacità di fare impresa. Se non ci sono più imprese di prima generazione, dobbiamo trovare delle soluzioni, darci degli obiettivi, come sta facendo la Regione Lombardia che non si è limitata a protocolli d’intesa con le Associazioni. Su iniziativa e con la collaborazione di diversi organismi, tra i quali la Camera di Commercio, la Confindustria ed il Politecnico, la Regione Lombardia sta attivando un progetto pilota per l’alternanza scuola-lavoro, in apprendistato, con una novità: un insediamento pilota che favorisca nuovi investimenti in area test per modelli anche di pubblica amministrazione, per superare la burocrazia che spesso ostacola la nascita di nuove attività imprenditoriali. E qui entra in gioco la Regione: molte delle norme che impediscono la nascita di imprese sorgono qui. Burlando nel primo consiglio di questa legislatura ha dichiarato che bisognava delegiferare, provvedere alla pulizia delle leggi antiquate e inapplicabili. Ma non si arriva al dunque. Dove è finita la commissione per la semplificazione dell’Ente Regione?.Quali risultati ha ottenuto? Da 3 anni abbiamo in cantiere la fusione di tre società partecipate. Quanto ci vuole per fondere delle società? Se questa discussione è inutile, allora sciogliamo il Consiglio. La giunta è latitante sui provvedimenti approvati in questa aula e non applicati. Il territorio, nonostante tutto, ha aumentato del 4,1 per cento le esportazioni .Ma quale apporto ha fornito la Regione? Non basta votare una legge per mettersi la coscienza a posto.

Matteo Rosso (Pdl) ha chiesto la parola per lamentare l’assenza del presidente della giunta Claudio Burlando e del suo vice, Claudio Montaldo. In particolare ha chiesto le ragioni per le quali è stato accordato il congedo e quali sono gli impegni che hanno trattenuto Burlando fuori dall’aula.

Il presidente del Consiglio, Rosario Monteleone ha ribadito che il presidente ha chiesto regolarmente congedo per ragioni istituzionali.

Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha quindi proposto di interrompere il dibattito e di riprendere il Consiglio quando sarebbe stata garantita la presenza di Burlando..

Raffaella della Bianca (Gruppo Misto–Riformisti italiani) ha definito di buon senso la proposta di Bruzzone ed ha sottolineato che Burlando in Consiglio chiede ampia collaborazione, ma poi si assenta anche quando si stanno discutendo provvedimenti e argomenti molto importanti.
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Antonino Miceli (Pd) ha proposto la sospensione della seduta, per consentire una riunione dei capigruppo per trovare una soluzione concordata.

Dopo una sospensione di alcuni minuti il dibattito è ripreso con gli interventi di altri consiglieri in programma.
La conferenza dei capigruppo ha deciso di riprendere il dibattito subito dopo con gli interventi già in programma dei consiglieri.

Giancarlo Manti (Pd) ha rilevato che dal dibattito sono arrivati spunti interessanti e ha sottolineato l’urgenza del problema occupazionale. «Dal 2008 al 2012 – ha detto Manti – in Italia l’occupazione giovanile è diminuita del 19%. Attualmente oltre 2 milioni di giovani sotto i 30 anni, cioè il 22,7% della popolazione di quell’età, non studiano e non lavorano. E mentre gli occupati, specie tra i giovani, diminuiscono, i pensionati sono sempre di più e questo, in prospettiva, mette a rischio il nostro sistema di welfare. In questo una speranza di ripresa viene dagli investimenti su ricerca e innovazione, utilizzando al meglio i fondi europei. La Regione Liguria ha dimostrato un’ottima capacità di ottenere e spendere i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea e ha messo in campo iniziative che potranno portare sensibili benefici in un prossimo futuro». Manti ha citato il Piano Giovani con un investimento di 20 milioni di euro per favorire l’occupazione giovanile e i 4 bandi contro la dispersione scolastica finanziati per 1,7 milioni di euro dal Fondo Sociale Europeo, il sostegno alle nuove imprese, che producono o commercializzano prodotti innovativi, «che vede la Liguria al 5° posto su 20 Regioni italiane». Ha citato anche cito il Patto per il lavoro giovanile tra la Regione e i datori di lavoro, con 2 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per finanziare 500 tirocini con contratti di apprendistato e lavoro permanente. «In questo quadro economico globale difficile, la Regione Liguria ha finora investito bene e molto in settori trainanti mettendo in moto un circolo virtuoso».

Luigi Morgillo (Pdl) ha sviluppato il proprio intervento su quattro aspetti legati a sviluppo e occupazione: il comportamento delle banche, la burocrazia, il ruolo dell’impresa e dell’imprenditoria, che non è più adeguata ai cambiamenti della società, e la formazione professionale auspicando che questa delega torni di competenza regionale. «Nel febbraio 2013 i titoli di stato depositati presso le banche sono aumentati di 84,2 miliardi mentre i prestiti alle imprese sono diminuiti di 34 miliardi rispetto all’anno precedente. E’ il segno che denaro nelle banche c’è ma non viene investito». Morgillo ha criticato aspramente il sistema delle garanzie sempre più restrittive che finisce per rendere sempre più difficile l’accesso al credito e quindi lo sviluppo dell’economia. «Sono anche disponibili, per protesta, a legarmi di fronte ad una banca purché questa vergogna finisca e si intervenga». Il consigliere ha quindi criticato la burocrazia che imbriglia le imprese e scelte politiche «paradossali» come la legge Fornero che ha previsto per i co.co.co una sospensione di tre mesi prima del rinnovo del contratto scaduto. Morgillo ha criticato anche gli albi professionali che spesso rappresentano «l’ennesimo  balzello a carico dei giovani professionisti che si affacciano al mondo del lavoro». Il consigliere ha, quindi, criticato gli imprenditori che hanno preso finanziamenti pubblici e successivamente hanno delocalizzato altrove le proprie attività e ha invitato anche la Regione ad un maggior controllo nell’assegnazione dei fondi alle imprese e nell’utilizzo dei fondi destinati alla formazione degli insegnanti.

.Massimo Donzella (Udc): «La situazione giovanile è davvero drammatica ormai 4 giovani su 10 sono senza lavoro, 2 milioni addirittura non studiano e non lavorano. Se poi contiamo quelli che sono andati all’estero, scopriamo che solo Romania e Polonia ci superano in questo triste primato. Un danno sociale ma anche economico enorme: è stato calcolato che la fuga dei cervelli all’estero costi alla nostra economia ben 5 miliardi l’anno. A noi spetta trovare delle soluzioni: credo che prima di tutto si debba arrestare la crisi di fiducia che i giovani hanno nei confronti del futuro. Poi dobbiamo sfruttare appieno le risorse che abbiamo a disposizione. Fra queste ci sono i contributi dell’Unione europea:  9 miliardi del  Fondo sociale europeo che fra il 2014 e il 2020 verranno indirizzati principalmente alla mobilità, alla promozione del lavoro giovanile e agli investimenti nella formazione. Questi fondi potranno essere oggetto di cofinanziamenti nazionali e regionali. Ad essi si aggiungono i fondi che non sono stati spesi nel settennato 2006-2013 e che dovranno essere investiti. L’Unione europea mette, inoltre, a disposizione alcuni milioni di euro che potranno essere cofinanziati per varare programmi di tirocinio e apprendistato che portino ad assunzioni con contratti a tempo indeterminato. Sappiamo che uno dei problemi principali dell’economia è la carenza di liquidità delle banche: da questo punto di vista la Bce ha previsto di destinare a favore delle imprese 70 miliardi di euro. L’altra ipotesi importante su cui si sta lavorando è scorporare i fondi destinati al rilancio dell’occupazione dal computo del deficit pubblico statale. Questo ci consentirebbe di investire per li futuro. Certo la presenza di Burlando al dibattito consiliare è importante, ma lo è altrettanto il lavoro che sta facendo per reperire risorse a favore del nostro territorio colpito dalle alluvioni e la presenza degli assessori già garantiva una rappresentanza autorevole e qualificata della giunta. Trovo quindi che certe critiche dell’opposizione per l’assenza del presidente siano quanto meno ingenerose».  

Gino Garibaldi (Pdl) «Di fronte ad una giornata di lavori così importante il presidente della Giunta Claudio Burlando, se impossibilitato a partecipare, avrebbe potuto chiedere il rinvio della seduta in modo da poter essere presente. Infatti nell’azione politica da avviare per dare soluzioni e speranza ai giovani deve essere coinvolta tutta la giunta, e non solo qualche singolo assessore. Il vero problema è che da troppo tempo manca una politica di ampio respiro rivolta ai giovani e oggi stiamo raccogliendo i frutti di un percorso negativo iniziato tanti anni fa. E’ dalla formazione che bisogna ripartire. Il livello dei corsi, dopo la delega alle province, si è abbassato anche per la mancanza di una strategia occupazionale: gli enti fanno e ripetono corsi che spesso non servono. Questo succede perché non si conosce il mercato del lavoro e le sue prospettive. E’ un problema che non va assolutamente sottovalutato perché lo sviluppo passa attraverso una politica attenta della formazione professionale. La scuola non è neppure più un ammortizzatore sociale, i giovani e le loro famiglie non ci credono più, come credono sempre meno nelle istituzioni che non sentono al loro fianco. Occorre parlare con i giovani, ridare fiducia nel futuro e mettere in atto una svolta. La politica deve cambiare, essere più concreta avere la capacità di indicare obiettivi e dare speranza».

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha svolto alcune «amare considerazioni»  sul dibattito tenutosi in regione sulla disoccupazione giovanile: «Spero che pochi giovani l’abbiano ascoltato – ha detto – altrimenti sarebbero stati sconcertati e delusi dai tanti banchi vuoti e dai discorsi qualunquisti e fuori tema che sono risuonati in quest’aula. Se poi avessero saputo che i documenti che erano allegati all’ordine del giorno erano vecchi di anni il loro sconcerto sarebbe stato tremendo. Una disattenzione della politica che non si verifica in altre circostanze, spesso più di facciata, come celebrazioni solenni o assemblee pubbliche. Significativa è anche l’assenza del presidente della Giunta Claudio Burlando. Evidentemente di questo tema, che è il dramma di una generazione, non frega niente a nessuno. Parliamo sempre di quelli che vanno in pensione, non pensiamo ad una generazione che la pensione non l’avrà o l’avrà a livelli infimi. L’inadeguatezza della politica regionale è anche evidente nella stessa composizione della giunta, dove manca un assessore che si dedichi esclusivamente alle politiche giovanili: un tema enorme e trasversale che è affidato all’assessore al bilancio, già oberato da mille problemi. E sempre lo stesso assessore è investito delle competenze in materia di formazione e università. A lui chiedo: cosa state facendo sulla dispersione scolastica? Mentre all’assessore alle attività produttive chiedo: cosa si è fatto per favorire l’imprenditoria giovanile, che risultati ha dato l’incubatore delle imprese? Se n’è riuscita a creare qualcuna che poi abbia marciato sulle proprie gambe? Credo che questo consiglio e questa amministrazione abbiano dato una pessima prova di sé, un vero schiaffo ai tanti ragazzi che, pur amando la Liguria, sono dovuti andare via per cercare lavoro».

Conoscere il nuovo piano industriale di Selex Es
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Gino Garibaldi del Pdl), che “impegna la giunta a monitorare l’evolversi della situazione per evitare la chiusura e la fuga di un’altra realtà industriale importante per l’economia genovese e della nostra regione, oltre che alla preoccupazione per i livelli occupazionali, già fortemente diminuiti dalla recente crisi economica che ha colpito il nostro territorio” e a “intraprendere e assumere tutte le iniziative e gli ulteriori e azioni necessari al fine di comporre un tavolo concertativo fra i vario soggetti interessati, Regione, Azienda, organizzazioni sindacali, e Governo al fine di ottenere dall’azienda risposte concrete e facciano capire con chiarezza i contenuti dl nuovo piano industriale e che diano precise garanzie per quanto riguarda la salvaguardia economica del personale i esubero e il mantenimento e la continuità nello stabilimento di Genova”.
Nel documento si ricorda che il nuovo piano industriale di Finmeccanica prevede una riorganizzazione della società nelle tre diverse divisioni aziendali facendo in modo di mantenere la presenza sul territorio e che la società ritiene necessari i 2000 esuberi previsti in Italia di cui 200-300 a Genova. Secondo i firmatari dell’ordine del giorno “questa ipotesi metterebbe a dura prova il sistema economico ligure già pesantemente colpito” mentre “Finmeccanica deve continuare a investire su Genova in quanto sono già troppi i posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni (Elsag-Selex com, Ansaldo Energia, Ansaldo Asts)”.

Vespa Velutina, una nuova minaccia dalla Cina, la vespa che mangia api da miele
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Gino Garibaldi del Pdl), che “impegna la giunta a prendere tutte le decisioni e i provvedimenti necessari a risolvere questa nuova e dannosa invasione, monitorando attentamente l’evolversi della situazione anche mettendo in atto interventi strutturali e non meri palliativi, capaci di dare una concreta soluzione al problema delle vespe mangiatrici di api da miele che sono per la nostra Regione un’importante ricchezza, sia ambientale che economica”.
Nel documento si ricorda che da qualche mese in Liguria, in particolare nel Ponente è stata identificata la presenza della Vespa velutina, emigrata dalla Cina, una vespa carnivora che uccide le api quando escono dall’alveare, e la sua presenza ha preoccupato gli esperti che ne prevedono una larga diffusione.

Assenti: Barbagallo, Boitano, Briano, Burlando, Capurro, Cavarra, Montaldo, Piredda, Quaini, Scialfa, Scibilia
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