Il dibattito è ripreso nel pomeriggio con gli interventi di alcuni consiglieri, dell’assessore alla salute Claudio Montaldo e si è concluso con la votazione di un ordine del giorno.
Come anticipato dal presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone all’inizio della seduta del mattino, la discussione ha assorbito anche la presentazione delle interrogazioni e delle interpellanze che erano state inserite all’ordine del giorno della seduta e che riguardano sempre il tema della sanità . (Una sintesi di queste iniziative consiliari è stata inviata insieme a questo comunicato relativo al dibattito del pomeriggio)
Walter Ferrando (Pd) ha ricordato che questi tre anni di attività della Regione Liguria in sanità sono stati caratterizzati dai tagli abbattutisi sul bilancio regionale a seguito delle reiterate manovre correttive del bilancio nazionale note come “spending review”. «La nostra Regione – ha detto – è stata colta da queste manovre nel mezzo di un impegnativo percorso di rientro economico che, nonostante tutto, è stato completato evitandoci il cosiddetto “accompagnamento” ovvero un commissariamento che avrebbe arrecato dissesti, disservizi, diminuzione complessive delle risposte ai cittadini senza che noi avessimo potuto governare i processi. La spending review è stata tutto sommato sopportata perché negli anni precedenti, a partire dalla scorsa legislatura, era partita un’attività di riorganizzazione che aveva già portato tagli agli sprechi, ad iniziare da quelli alla spesa farmaceutica, ai doppioni delle Unità operative, fatta con apposita legge regionale, alla chiusura di alcuni ospedali ormai obsoleti. Si è riusciti, comunque, a mantenere la quantità e qualità dell’assistenza sanitaria ai nostri cittadini su livelli soddisfacenti, a differenza di quanto accaduto, invece, in altre Regioni». Ferrando ha quindi ricordato le difficoltà vissute dal personale medico, paramedico e amministrativo di Asl e Aziende sanitarie che hanno dovuto far fronte a continui tagli «con contratti di lavoro oltretutto bloccati da anni ed è di oggi la notizia di un ulteriore blocco dei contratti nel 2014». Ha continuato il consigliere: «Auspico che il nuovo governo inverta la rotta e stanzi i fondi necessari per mantenere in vita, anche se smagrito, il nostro sistema sanitario nazionale». Ha quindi ricordato: «E’ di poco tempo fa la decisione della Giunta di stanziare fondi europei in edilizia sanitaria, unica strada percorribile, non essendo più stato finanziato l’articolo 20. Il progetto della nostra Regione di realizzare un nuovo ospedale per provincia rappresenta l’unica via percorribile per poter avere in futuro un sistema ospedaliero efficiente e sostenibile». Ferrando si è quindi soffermato sull’istituzione del nuovo IRCSS: «L’unificazione dei soggetti operanti nel recinto San Martino era l’unica strada per creare un istituto efficiente ed all’altezza dei tempi. L’armonizzazione delle prestazioni, la somma delle patologie trattate dai tre soggetti adesso unificati, consente a tutti di accedere a masse di dati uniformi, indispensabili per una buona ricerca, una buona didattica e prestazioni sanitarie di eccellenza. Il percorso è stato complesso, fortemente contrastato, come prevedibile, per la complessità di posizioni, interessi, sensibilità coinvolte. Ma ci tengo ad affermare con forza, da testimone, che mai tutto questo ha portato disservizi sostanziali nell’attività . Ogni giorno il pronto soccorso è affollatissimo, i letti di tutti i reparti occupati, le sale operatorie sempre tutte in attività , gli ambulatori frequentatissimi. Per questo ritengo le affermazioni del dottor Casciello e sbandierate dal collega Rosso ingiuste, infondate, quasi offensive per tutto il personale che al San Martino ogni giorno profonde fatica, abnegazione, capacità professionali e grande umanità nonostante tutte le difficoltà esposte in premessa». Ferrando ha quindi ricordato un’altra unificazione attuata, quella fra l’ospedale Evangelico ed il “San Carlo†di Voltri, «che ha già dato eccellenti risultati» e ha concluso: «Sottolineo con orgoglio come per la prima volta, dopo decenni, in questa legislatura si sia promossa la sanità territoriale con la realizzazione di numerose piastre ambulatoriali sparse nei territori della Regione che stanno dando risposte in grado di invertire finalmente il concetto finora in uso di una sanità ospedale-centrica».
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto –Riformisti italiani) ha in primo luogo lamentato l’assenza del presidente della giunta, Claudio Burlando: «Un dibattito di questo genere non può volare via nell’assenteismo di chi rappresenta la Regione tutta. – ha detto – in primo luogo è necessario chiarirsi su quale è il modello di sanità che questa Regione vuole, di quale modello intende dotarsi». Ha continuato il consigliere: «La Regione non ha mai fatto un’analisi sulle azioni promosse, se abbiano o meno ottenuto dei risultati. Non ha mai verificato se andava o meno nella direzione giusta». Della Bianca ha quindi sottolineato la necessità di attivare una programmazione complessiva, d’insieme, che tenga conto di molteplici aspetti. Ha quindi segnalato alcune criticità , fornendo diversi esempi: «Ci sono territori interamente scoperti dove non esiste neppure più l’automedica. Pensiamo alle difficoltà incontrate da chi vive in quei territori. E una parte consistente della popolazione è costituita da anziani che noi non possiamo continuare a lasciare soli. – ha detto – C’è poi la necessità di razionalizzare la rete dell’emergenza, anche dal punto di vista della viabilità . Oggi c’è estremo disordine anche per quanto riguarda la comunicazione tra i medici di base e gli specialisti: c’è bisogno di far viaggiare la comunicazione e di coordinamento». Ha quindi concluso: «proprio perché i temi sui quali ragionare sono diversi e importanti, era necessaria una partecipazione più consistente da parte della maggioranza e la presenza di Burlando. Lo ribadisco: è necessario creare un modello che integri i differenti punti, che ponga al centro dell’attenzione il malato e che sia capace di andare incontro alla popolazione sempre più povera e sempre più anziana».
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha proposto di utilizzare l’ex mercato di via Bologna «ubicato in un luogo strategico e importante per la nostra città ». Ci sono soggetti privati operanti nel campo sanitario e un’associazione di volontariato che sarebbero – ha spiegato – disponibili a utilizzare l’immobile per le proprie attività .
Gino Garibaldi (Pdl) ha lamentato: «In sanità non si razionalizza, non c’è chiarezza: si vive nell’emergenza. Dovremo un po’ rivedere il sistema. Credo sia il caso di formulare una nuova ipotesi: una sanità legata al territorio, non alle Asl e lla giunta dovrebbe fare un’analisi degli errori del passato: il centrosinistra, infatti, governa da tanti anni e la sanità è stata portata avanti seguendo quella politica. Noi siamo disponibili a lavorare, a darci da fare, a metterci la faccia, per fare insieme scelte importanti».
L’assessore alla Salute e vicepresidente Claudio Montaldo, iniziando la sua replica ha ringraziato i consiglieri intervenuti per gli spunti offerti per migliorare il servizio sanitario anche su cose specifiche come l’organizzazione del San Martino.
«Innanzitutto alle critiche vorrei rispondere che il sistema sanitario regionale funziona e offre moltissimi servizi, ed è sicuramente fra i migliori a livello nazionale: nonostante il territorio non facile, garantisce trasporti rapidi a tutti in condizioni di emergenza, integra bene pubblico, privato e una fitta rete di volontari. Ha i suoi limiti e i suoi problemi, ma in questi anni abbiamo migliorato molto ad esempio nell’assistenza cardiologica eliminando alcuni centri finti e portando l’assistenza cardiologica in tutti i punti dea. Seguiamo oltre 600 mila pazienti cronici (un terzo del totale degli assistiti). Certo si può fare di più, abbiamo ancora tassi di ricovero troppo alti ma stiamo spostando i servizi sul territorio. Lavoriamo molto sulle malattie rare, stiamo tentando di recuperare le fughe all’estero dei pazienti con gravi disabilità , garantiamo ai pazienti che ne hanno bisogno farmaci innovativi. Nonostante il contrarsi dei finanziamenti, siamo passati in pochi anni da 300 milioni di disavanzo a 35,7. Non sono freddi numeri: nel Lazio e nelle altre regioni che hanno sforato ora i cittadini devono pagare tasse pesantissime oltre ai ticket al livello più alto».
«Grazie alla concentrazione degli acquisti stiamo tenendo 23 gare per l’approvvigionamento unificato delle asl risparmiando almeno 8 milioni di euro. Il tutto con un personale di 12 persone. Quando la struttura che verrà portata a 30 addetti, grazie alla mobilità interna, il risparmio potrà arrivare a 10 milioni di euro».
«Un altro grosso risparmio – dai 12 ai 13 milioni e mezzo – l’abbiamo ottenuto grazie ad un nuovo modello assicurativo e alla copertura in proprio di parte dei rischi assicurativi. Il Comitato etico che abbiamo creato porterà risorse per la ricerca»..
«Quali risultati abbiamo ottenuto con la deaziendalizzazione è difficile dirlo, però c’è il dato macroeconomico che parla chiaro: il personale amministrativo è calato e così i costi generali» .
Per quanto riguarda la riduzione delle 5 Asl a una sola, proposta da Luigi Morgillo (Pdl), Montaldo ha replicato che per il momento si procederà al solo accorpamento di alcune funzioni delle Asl, che si sta già facendo, ma i dirigenti delle Asl gestiscono un momento delicatissimo di riorganizzazione, accentramento e unificazione dei servizi e, secondo l’assessore, è bene che restino al loro posto: l’unificazione istituzionale delle asl è un tema che realisticamente si porrà nella prossima legislatura.
Montaldo ha poi affrontato nel merito alcune questioni poste da singoli consiglieri fra cui Matteo Rosso.
Fughe di pazienti fuori regione: «Sono convinto, e lo stiamo facendo, che l’unico modo per riportare in Liguria le prestazioni che vanno nelle altre regioni è portare a casa i professionisti che le svolgevano. Albenga è un esempio. Ad Albenga la collaborazione pubblico – privato porterà a ridurre le fughe nel settore ortopedico. Nel rapporto pubblico privato da parte nostra non ci sono posizioni ideologiche ma motivate dai risultati. A valle del sistema sanitario pubblico abbiamo un forte settore privato nel campo della disabilità , della riabilitazione e della specialistica. È un settore che sta soffrendo per la crisi e per i tagli che abbiamo compiuto e che abbiamo dovuto compiere. Ora abbiamo un problema occupazionale che affronteremo».
Per quel che riguarda i tempi d’attesa Montaldo ha ricordato che la normativa prevede la tipologia di prescrizione urgente, breve, differita, programmata. Se l’esame è urgente va fatto in 72 ore, se è differito in pochi giorni, se è programmato si può fare anche fra un anno. Purtroppo nei primi tre mesi di questo anno nelle aziende su 290 mila prestazioni solo il 61 per cento presentava questa specificazione con il risultato che tutte le prescrizioni che non presentavano una specifica diversa venivano considerate a lungo termine. «Faremo un richiamo ai prescrittori (medici di famiglia e specialisti) di specificare sempre il tipo di prestazione richiesta in modo da evitare equivoci. Ci sono poi alcune cose che non vanno: la prima è l’oculistica perché c’è un ottimo lavoro dalla Asl ma c’è una forte azione da parte di medici che riescono a trascinare pazienti nel privato. Questo anche perché, a fronte di ospedali che dopo le 14 non offrono servizi, ci sono privati che lavorano l’intera giornata».
La scelta di far prenotare Tac e risonanza solo agli sportelli è stata fatta – ha spiegato – per garantire una corretta informazione del paziente sulla preparazione all’esame. Il servizio dialisi di Rapallo è in un reparto troppo piccolo e – ha aggiunto Montaldo – andrà trasferito e quello spazio utilizzato diversamente. «Il problema opposto esiste per il San Martino: la dialisi è troppo grossa e va spostata sul territorio. Per la gestione del San Martino le proposte minute presentate dai consiglieri saranno raccolte in un testo che manderò alla direzione sanitaria per migliorare l’accessibilità e l’accoglienza per i pazienti. In Valle Scrivia occorre un recupero perché la qualità del servizio nella zona è scesa mentre l’unificazione San Martino- Ist è complessa ma sicuramente ci si sta mettendo troppo tempo per resistenze di vario tipo». Montaldo ha infine assicurato che il centro trapianti «si farà anche se non ci sono soldi, ma non si può restare senza un polo per eseguire il trapianto di fegato».
Sul Pronto soccorso di San Martino «le critiche sono superficiali – ha concluso – perché non è vero che tutte le emergenze vengano concentrate lì: Sampierdarena e Galliera gestiscono ben 1400 codici rossi contro i 2100 di San Martino. C’è, quindi, un equilibrio e devono restare in piedi tutti e tre i servizi» .
Per quanto riguarda il problema sollevato dei pazienti ricoverati al pronto soccorso sulle barelle l’assessore ha dichiarato che la responsabilità è dei reparti che fanno le dimissioni troppo lentamente e quasi mai il sabato e la domenica, mettendo in crisi il pronto soccorso il lunedì: «Creeremo il bed manager che abbia responsabilità forte nei confronti dei primari».
Su Villa Scassi Montaldo ha spiegato: «E’ un ospedale vecchio e mal preso, dove stiamo investendo un sacco di soldi, ma con professionisti di grande valore».
L’assessore ha ricordato che i primariati sono stati ridotti di 91 su 190 in due anni e che è stato aumentato il numero degli infermieri e ha assicurato che la Piastra del Martinez è in partenza mentre per il servizio dialisi a Levanto il problema va affrontato mentre per il polo di Santa Margherita è ancora in corso la trattativa
Sugli Immobili ex psichiatrico di Quarto Montaldo ha spiegato che è stata compiuta una scelta di mantenere i pazienti psichiatrici e altri servizi in quella sede e che occorre realizzare un incrocio di immobili con Arte per ripianare il disavanzo 2011 e liberare i locali che devono essere venduti.
Emergenza sanità -fughe e piano di riorganizzazione della sanità in Liguria
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto dai gruppi di minoranza (primo firmatario Matteo Rosso del Pdl), in cui sono state accolte alcune modifiche richieste in aula, a nome della maggioranza, dal Antonino Miceli (capogruppo del Pd). L’ordine del giorno impegna la giunta ad “attivare un percorso in commissione e poi in Consiglio regionale relativamente al piano di riorganizzazione del sistema sanitario che riguarda anche il sistema delle emergenze, finalmente portando all’attenzione del Consilgio regionale questo Piano che attende ad ottobre di essere approvato, con particolare riferimento al declassamento dei 4 Pronto soccorso in punti di primo intervento sul territorio regionaleâ€. Il documento chiede inoltre alla giunta di “attivare un percorso che preveda specifiche incentivazioni al personale sanitario, coinvolgendo anche i dipendenti stessi, per l’erogazione dei servizi ai cittadini anche in orari serali e prefestivi consentendo così di avviare un percorso virtuoso che porti a rispamiare e reinvestire in Liguria le risorse ad oggi spese per le fughe dei pazienti liguriâ€
SINTESI DELLE INIZIATIVE CONSILIARI INSERITE OGGI NELL’ORDINE DEL GIORNO
Situazione del comparto sanitario della Valle Scrivia
Matteo Rosso, Roberto Bagnasco e Gino Garibaldi (Pdl) hanno presentato un’interrogazione per conoscere il parere della giunta sulla situazione sanitaria della Valle Scrivia in seguito alla chiusura del presidio ospedaliero Frugone, al depotenziamento dell’ospedale Gallino e del Celesia. I consiglieri hanno ricordato il progetto presentato dai sindaci del distretto sanitario 10 che prevede lo spostamento del CUP, con l’apertura anche in due pomeriggi a Borgo Fornari; lo spostamento dell’ambulatorio di fisioterapia e la riattivazione della palestra presso il Frugone; lo spostamento, sempre presso il Frugone, del consultorio e dell’ambulatorio del servizio salute mentale e di tutte le attività oggi ospitate all’Appennino con la sola esclusione del CUP. Si prevede inoltre presso il Frugone: il potenziamento dell’offerta diagnostica collocandovi un mammografo; l’attivazione della struttura Rsa con 19 posti letto e di un punto di primo intervento H24 (gestione codici bianchi e verdi); la promozione di attività associative dei medici di Medicina Generale.
Chiusura della Chirurgia Vertebrale a Santa Corona a Pietra Ligure
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione sulla chiusura del reparto di Chirurgia Vertebrale del Santa Corona a Pietra Ligure. In realtà la struttura complessa, sulla carta, è mantenuta attiva e i letti vengono ospitati in altri reparti. Melgrati ha spiegato che il sito “Q salute†descrive il reparto come una struttura complessa del Dipartimento di Ortopedia, che è centro regionale ed extraregionale di riferimento per la diagnosi e cura delle patologie traumatiche, degenerative e di deformità , a carico della colonna vertebrale e ha sottolineato l’elevato livello di specializzazione e l’alta specificità delle prestazioni chirurgiche erogate, che colloca il reparto tra i pochi centri specialistici presenti sul territorio nazionale per il trattamento delle patologie a carico della colonna vertebrale. Il consigliere ha chiesto se la giunta intenda riaprire il reparto per far fronte alla domanda “pubblica†di interventi specializzati e di scoliosi; ha domandato quali siano i reali risparmi che la chiusura di questo reparto avrebbe portato e se siano stati quantificati o previsti i costi delle fughe verso altre regioni per l’attività ordinaria chirurgica.
Commissariamento Agenzia regionale sanitaria
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha presentato un’interrogazione sull’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) lamentando il fatto che sia priva dell’organo di direzione da oltre due anni e ricordando che sarebbe stata commissariata per ridefinirne la mission e la riorganizzazione.
Il consigliere ha sottolineato che l’attuale commissario straordinario riveste anche l’incarico di Direttore generale del Dipartimento Salute, finendo per diventare il consulente di sé stesso e inficiando l’alterità istituzionale fra Regione e Agenzia prevista dalla legge regionale n. 41 del 7 dicembre 2006. Della Bianca ha chiesto alla giunta per quanto tempo ancora proseguirà il commissariamento dell’ARS e se non sia opportuno procedere alla messa in liquidazione dell’Agenzia, potendo ben ricomprendere all’interno del Dipartimento Salute tutte le funzioni svolte dall’Agenzia.
Situazione dei lavoratori precari ex ospedale S. Martino
Stefano Quaini (Sinistra ecologia e libertà ) ha illustrato un’interrogazione sulla situazione dei lavoratori precari ex ospedale S. Martino chiedendo alla giunta quali prospettive la Regione Liguria stia valutando per dare seguito a diverse tipologie contrattuali. Da numerosi anni – ha ricordato il consigliere – all’ospedale San Martino molti professionisti laureati e specializzati vengono impiegati nelle varie unità operative e presso laboratori, reparti di degenza universitari ed ospedalieri collaborando attivamente alle varie attività di diagnostica e di ricerca clinica e traslazionale cioè quella che si occupa di trasferire le conoscenze acquisite dalla ricerca di base alla clinica al fine di migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti. Nel corso degli anni l’azienda ha stipulato le più svariate tipologie di contratto a tempo determinato che allungano nel tempo il precariato dei lavoratori. Ai lavoratori, inoltre, verrebbero negate le tutele previdenziali.
No alla chiusura del consultorio in via del Lagaccio, a Genova
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione per sapere se il consultorio di via del Lagaccio sia a rischio chiusura; chiusura che, secondo il consigliere, comporterebbe gravi ricadute in termini di prevenzione ed assistenza sanitaria, danneggiando pesantemente i residenti della zona che non potrebbero più usufruire dei servizi fino ad oggi erogati dalla struttura.
Pellerano ha ricordato che presso il consultorio operano il servizio di prevenzione del disagio e di medicina preventiva di comunità (con competenza su 6 istituti comprensivi e 6 asili comunali), una pediatra, una puericultrice, una neuropsichiatra, due logopediste, due psicologhe (di cui una lavora in collaborazione con il distretto sociale). Secondo il consigliere il polo di via del Lagaccio costituisce, quindi, un importante presidio sanitario – ma anche sociale – per molti cittadini in situazione di disagio economico e stranieri temporaneamente presenti che abitano nel centro cittadino. La chiusura dei servizi, infine, obbligherebbe molti cittadini a rivolgersi alla struttura della Foce.
Spostamento del Centro Igiene Mentale da Finale Ligure a Pietra Ligure.
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione per sapere se la giunta sia al corrente del trasferimento del Centro igiene mentale da Finale Ligure a Pietra Ligure e ha chiesto quali provvedimenti intenda mettere in atto per scongiurare questo progetto. Melgrati ha ricordato che il Csm di Finale Ligure opera dal 1980 nel territorio ed è composto da un’équipe con 4 psichiatri, 2 psicologhe e 15 tra educatori, assistenti sociali ed infermieri professionali. Secondo Melgrati in provincia di Savona si sta realizzando una forte sperequazione tra risorse allocate dal Dipartimento di salute mentale su capoluogo e sul Levante, a svantaggio del Ponente. La nuova sede prospettata per il CSM, “Villa Frascaroli” è, secondo il consigliere, inadatta per motivi strutturali e architettonici ad accogliere un Csm e non garantisce la privacy: tale scelta si configurerebbe, quindi, come “soluzione economica” o “comoda” di una dimensione chiaramente manicomiale, ponendo all’interno delle mura ospedaliere l’intera filiera dell’assistenza psichiatrica.
Condizioni della struttura dell’ex ospedale di Busalla
Matteo Rosso e Roberto Bagnasco (Pdl) hanno presentato un’interrogazione presentata in seguito ad alcune segnalazioni relative alle cattive condizioni della struttura dell’ex ospedale di Busalla dove vennero ospitati i profughi giunti in Liguria a seguito dello scoppio del conflitto in Libia. Secondo i consiglieri sarebbero stati distrutti computer e altre attrezzature presenti all’interno della struttura e, nel caso in cui il materiale danneggiato fosse di proprietà dell’Asl 3 – hanno sottolineato – ne risponderebbero economicamente tutti i contribuenti liguri. Di qui la richiesta alla giunta di sapere se il materiale in questione sia di proprietà dell’Asl 3 e, in tal caso, a quanto ammontino gli eventuali danni.
Situazione Ist presso l’ospedale San Martino
Matteo Rosso e Roberto Bagnasco (Pdl) hanno presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta se sia vero che è diventata operativa in questi giorni la decisione di chiudere le strutture dell’IST abilitate alle visite anestesiologiche e alle analisi propedeutiche alle operazioni o ai trattamenti di pazienti in cura. I consiglieri hanno spiegato che i pazienti, per effettuare le visite e le analisi, dovrebbero recarsi presso il “Monoblocco†del San Martino e poi ritornare all’Ist e che le terapie oncologiche hanno bisogno della massima attenzione ed efficienza che l’Ist ha sempre garantito.
Centro diabetici all’ospedale Villa Scassi di Genova
Matteo Rosso e Roberto Bagnasco (Pdl) hanno presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta quale sia stato il risparmio ottenuto a seguito della chiusura a Villa Scassi del centro che offriva ai pazienti diabetici la possibilità di effettuare, in regime di day hospital, le visite necessarie per il controllo della malattia e se non ritenga opportuno riattivarlo I consiglieri hanno sottolineato che, in seguito a questa chiusura, i pazienti, che prima in un solo giorno ed in un unico centro effettuavano le diverse visite complementari, sono stati costretti ad effettuare i controlli in giorni diversi e presso diverse strutture sanitarie presenti sul territorio, con una notevole perdita di tempo e molte ore di assenza dal posto di lavoro.
Sdoppiamento di struttura complessa del dipartimento Ostetricia – Ginecologia presso l’ospedale San Martino di Genova
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione sull’ipotesi, avanzata da alcuni quotidiani, di uno sdoppiamento della struttura complessa del dipartimento di ostetricia – ginecologia del San Martino di Genova per dare una collocazione ad un ex senatore che ha terminato l’incarico parlamentare. Melgrati ha ricordato le indicazioni dell’assessore regionale Claudio Montaldo ai direttori generali, in seguito alla spending review, affinché siano evitati “tassativamente†doppioni e siano ridotte le strutture complesse esistenti. Secondo il consigliere l’eventuale creazione di questa nuova struttura complessa porterebbe ad un inopportuno doppione, in un momento delicato per la sanità pubblica, con evidenti ricadute economiche negative e ha ricordato che all’ospedale di Voltri il ruolo di primario è vacante da tempo e che un medico che svolge questo ruolo provvisoriamente.
Applicare il “modello Recco†al Frugone di Busalla
Roberto Bagnasco e Matteo Rosso (Pdl) hanno presentato un’interrogazione per sapere se la Regione intenda svolgere un’azione rapida ed incisiva portando il “modello Recco†anche in altre realtà , come Busalla, oggi gravemente penalizzate dalla chiusura del proprio ospedale. I consiglieri hanno rimarcato il buon risultato ottenuto a Recco con l’utilizzo dell’ex ospedale Sant’Antonio per realizzare un polo sanitario che oggi funziona a pieno regime con ventidue specialità ambulatoriali, a cui vanno aggiunti l’ambulatorio per i codici bianchi e quello infermieristico. Sempre a Recco è stato, inoltre, attivato il reparto di “comunità familiareâ€, organizzato congiuntamente con l’Irccs San Martino che prevede dodici posti letto con ricovero transitorio per anziani non acuti, fragili e non autosufficienti. Secondo Bagnasco e Rosso la soluzione adottata nella cittadina della riviera genovese rappresenta una risposta puntuale e concreta alle esigenze dei cittadini e il modo migliore per spendere in maniera appropriata il denaro pubblico, con risparmi importanti rispetto ai ricoveri ospedalieri.
Potenziamento dell’ospedale di Rapallo
Roberto Bagnasco, Matteo Rosso, e Gino Garibaldi (Pdl) hanno presentato un’interrogazione per sapere come la Regione intenda procedere per attivare al più presto presso l’ospedale “Nostra Signora di Montallegro†di Rapallo la struttura dedicata alla dialisi, ad oggi del tutto inutilizzata, e se sia intenzione della Giunta potenziare il Punto di primo intervento (Ppi). I consiglieri hanno rilevato che la struttura ospedaliera “Nostra Signora di Montallegro†merita di essere valorizzata e sfruttata compiutamente poiché rappresenta un fiore all’occhiello della sanità ligure Si tratta di un ospedale a misura d’uomo, con reparti all’avanguardia di medicina generale, ortopedia ed oculistica. Ciononostante non è ancora stato attivato il reparto dialisi, già dotato adeguatamente di una struttura e di spazi idonei. I consiglieri Pdl hanno sostenuto che risulta fondamentale puntare inoltre sul potenziamento del Punto di primo intervento da aprire ai codici verdi e bianchi, come avevano richiesto i sindaci del territorio.
Punto di primo intervento di Albenga.
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione per sapere se la giunta intenda attivare uno studio sugli accessi presso i punti di emergenza di Albenga e Pietra Ligure per meglio distribuire il personale sanitario; se sia a conoscenza dell’incremento del numero di accessi al Santa Corona, rispetto al periodo in cui ad Albenga funzionava il pronto soccorso, del numero degli accessi al Punto di primo intervento (Ppi) di Albenga, diviso per codici, se abbia provato a dividere il numero degli accessi di Santa Corona e di Albenga per il numero dei medici in servizio e, infine, se la giunta intenda procedere ad autorizzare le deroghe richieste dall’Asl 2 per assumere medici di medicina d’urgenza e personale paramedico in modo tale da rispondere alle esigenze sanitarie del territorio. Il consigliere ha rilevato, a seguito del sopralluogo del 10 aprile 2013 al Punto di primo intervento dell’ospedale “Santa Maria di Misericordia†di Albenga, la carenza di personale medico e paramedico in servizio anche se, su 10 pazienti visitati in quel momento, 8 erano codici gialli, 1 rosso e 1 verde. Melgrati ha ricordato che, quando la struttura era un Pronto soccorso, erano in servizio: 2 medici al mattino, 2 al pomeriggio e 1 di notte mentre oggi sono 1 al mattino, 1 al pomeriggio, 1 dalle 10.00 alle 18.00, a scavalco (ma, adesso, impegnato solo dalle 11.00 alle 17.00), e 1 di notte, con due soli infermieri. In realtà il flusso di pazienti al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Corona†a Pietra Ligure sembrerebbe non essere aumentato in maniera considerevole e, comunque, per le urgenze i cittadini del comprensorio albenganese si rivolgono sempre al polo di Albenga.
Spostamento della Rsa dell’ospedale di Albenga in altra sede
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione per sapere se la giunta intenda spostare la Rsa dall’ospedale di Albenga e dove sarebbe previsto lo spostamento. Melgrati ha rilevato che il trasferimento ad Andora sarebbe traumatico, perché non è baricentrica rispetto al bacino di utenza albenganese e ha ricordato una precedente proposta, condivisa dal sindaco di Albenga, di spostare il reparto nell’Istituto Trincheri di Albenga, già oggi attrezzato e vuoto, di proprietà del Comune di Albenga. Il consigliere ha verificato che esisterebbe un’alternativa che permetterebbe di potenziare il reparto di riabilitazione dell’ospedale di Albenga, propedeutico all’ampliamento dell’attività operatoria del reparto di eccellenza del G.S.L.: portare i posti letto della riabilitazione privata della Clinica S. Michele in ospedale, facendoli diventare pubblici, possibilmente assorbendo il personale che già lavora, e spostare la Rsa di lungodegenza alla clinica San Michele, in convenzione con i privati della Clinica. In tal modo – ha spiegato – si ottimizzano le risorse, unificando la direzione del reparto di riabilitazione post operatoria con un unico indirizzo e con le capacità professionali presenti oggi nel reparto ospedaliero, e si salvaguarderebbero i livelli di occupazione, addirittura aumentandoli, della Clinica San Michele, aumentando il peso del pubblico in un reparto ospedaliero già di eccellenza.
Richiesta insediamento poliambulatorio medico in via Bologna, a Genova
Francesco Bruzzone, Maurizio Torterolo e Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) hanno presentato un’interrogazione sull’utilizzo dell’immobile dell’ex mercato comunale di Via Bologna, a Genova, che da anni è in uno stato di abbandono. I consiglieri hanno ricordato che i residenti del quartiere hanno più volte avanzato richieste per il recupero della struttura e che l’esigenza primaria dei cittadini della zona (circa 25.000) è realizzare all’interno dell’edificio un poliambulatorio medico al quale potersi rivolgere, visto che un servizio analogo più vicino si trova a circa 6 chilometri di distanza. Il disagio, infine, è stato amplificato dalla chiusura della struttura sanitaria di via Bari.
Laboratorio di analisi dell’ospedale “Santa Misericordia†di Albenga.
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione per sapere le intenzioni della giunta relativamente alla chiusura del laboratorio di analisi dell’ospedale “Santa Misericordia†di Albenga, se sia intenzione del direttore generale dell’Asl 2 di sostituire il dirigente del laboratorio di analisi e, non potendo le Aziende ospedaliere o Asl ottenere la sostituzione dei dirigenti in pensione, quali sono i servizi ospedalieri ove è richiesta la presenza di guardia attiva notturna del dirigente. Melgrati ha effettuato un sopralluogo il 9 maggio rilevando che negli anni il laboratorio si è arricchito di macchinari per svariati milioni di euro, che è pienamente funzionante con più di 800 mila esami all’anno: l’ipotesi di chiusura sarebbe, quindi, un danno irreparabile per l’ospedale di Albenga. Melgrati ha rilevato che oggi l’80 per cento degli esami eseguiti riguarda il territorio e il 20per cento l’ospedale, quindi la chiusura del servizio imporrebbe il trasporto delle provette al “Santa Coronaâ€, con i derivanti costi di trasporto e il rischio di danneggiamento o smarrimento dei campioni..
Quantificazione e criteri del riparto del Fondo sanitario regionale
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha presentato un’interrogazione segnalando che a tutt’oggi, la giunta regionale non ha provveduto ad emanare i criteri e la quantificazione del riparto del “Fondo sanitario regionale†(F.S.R.) alle aziende sanitarie; che non sono pervenuti dagli Uffici regionali competenti i modelli CE relativi al 1° semestre 2012. Il consigliere nell’interrogazione ha ricordato che la predisposizione degli atti programmatori e finanziari è un adempimento non solo formale, ma anche sostanziale, e la omessa o ritardata adozione depotenzia la capacità di governo del sistema. Della Bianca ha, quindi, chiesto alla giunta perché non abbia ancora proceduto agli atti di quantificazione e assegnazione alle aziende sanitarie del Fondo sanitario 2012; se le aziende sanitarie abbiano predisposto i bilanci di previsione per l’anno 2012; per quale motivazione non siano ancora disponibili, e non le siano stati inviati, i modelli CE relativi al 1° semestre 2012.
Potenziamento del pronto soccorso dell’ospedale di Voltri
Matteo Rosso (Pdl) e Roberto Bagnasco (pdl) hanno presentato un’interrogazione sulla necessità di potenziare il pronto soccorso dell’ospedale di Voltri. In particolare hanno sottolineato che è ancora chiusa la stanza dedicata all’Osservazione breve, che dovrebbe rendere ottimale il lavoro del pronto soccorso evitando che i pazienti restino troppo a lungo sulle barelle. Nell’interrogazione viene rimarcato, inoltre, che è stato deciso il depotenziamento del laboratorio di analisi che potrà contare solo sulla presenza di due tecnici al mattino e di uno il pomeriggio e la sera. Questa situazione rendererebbe ancora più difficile il funzionamento ed il lavoro del Pronto soccorso: i consiglieri hanno chiesto, quindi, alla giunta se intenda attivare la struttura destinata all’osservazione breve e per quale motivo sia stato deciso il depotenziamento del laboratorio di analisi.
Chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Albenga
Con un’interpellanza Marco Melgrati (Pdl) ha chiesto alla giunta se non ritenga opportuno ripristinare il pronto soccorso presso l’ospedale di Albenga, almeno per il regime 8/20 con reperibile notturno ortopedico (come proposta con Mios+privati. Il Mios da solo non potrebbe reggere). Il consigliere ha chiesto, inoltre, le ragioni che hanno indotto l’assessore, rispondendo in aula ad una interrogazione dello stesso Melgrati, a dichiarare: «Io, per quanto mi riguarda, mi esprimo adesso sul fatto che bisogna dare servizi veri, non cose che stanno solo sulla carta e per fare un pronto soccorso ci vuole un chirurgo, un medico, reperibili una serie di specialisti che finché sono reperibili hanno un costo, se vengono chiamati il costo ovviamente aumenta. […] Per metterci a posto non possiamo più permetterci di avere la ridondanza di servizi ospedalieri che sono la causa dei problemi economici della sanità in questa Regione». Secondo Melgrati, non si possono omettere, sminuire, deprecare o smentire evidenze che hanno un riscontro normativo, autorizzativo e che, peraltro, sono agli atti.
Tariffe delle strutture socio-sanitarie convenzionate
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) con un’interpellanza ha chiesto alla giunta le motivazioni per cui la Regione non si sia ancora attivata per cambiare la linea tariffaria relativa alle residenze private e convenzionate per anziani, disabili, tossicodipendenti e pazienti psichiatrici, così come stabilito da una sentenza del TAR Liguria, e non abbia ancora applicato le nuove tariffe. Siri ha ricordato che una delibera di giunta stabiliva, per quanto riguarda le tariffe, che l’importo a carico dell’utente fosse di 42 euro, mentre quello restante, a debito della Regione fosse di 28. Dopo che l’ANASTE (Associazione nazionale strutture terza età ) ha impugnato la sopracitata delibera, il Tar Liguria ha pronunciato la sentenza che accoglie il ricorso dell’Associazione, laddove si contesta la ripartizione tariffaria fra utente e Regione.
Sdoppiamento del reparto di ostetricia e ginecologica dell’ospedale “San Martinoâ€
Aldo Siri (liste civiche per Biasotti presidente) ha interpellato la giunta, chiedendo le motivazioni che hanno indotto la Regione a non impedire lo sdoppiamento del dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Martino di Genova e, quindi, la duplicazione del posto di primario, con notevole aumento dei costi. La Direzione generale del nosocomio, a suo dire, parrebbe aver avuto un atteggiamento di riguardo nei confronti di un ex senatore, in passato per anni direttore dell’unità operativa di ginecologia oncologica, nel conferirgli nuovamente il posto di primario al Dipartimento di ostetricia e ginecologia. Il consigliere ha sostenuto che più logico sarebbe stato conferire al medico in questione il posto di primario negli ospedali in cui esistono posti vacanti, in un’ottica di razionalizzazione e risparmio.






