Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.
All’unanimità è stata approvata la mozione sottoscritta da Massimo Donzella, Rosario Monteleone e Marco Limoncini (Udc) che impegna la giunta “a sensibilizzare, anche attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali, le Province e i Comuni in ordine all’attuazione del processo di stabilizzazione dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni liguri; ad intraprendere tutte le iniziative necessarie, anche attraverso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, affinché il decreto legge n. 101 sia oggetto di modifiche intese a riconsiderare i limiti che esso attualmente impone alla possibilità di stabilizzare il personale precario e a prevedere un Fondo nazionale a sostegno delle azioni al riguardo delle pubbliche amministrazioni, ad adoperarsi affinché, anche il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previsto dal comma 5 dell’articolo 4 del citato decreto legge, tenga conto delle esigenze sopra descritte nel fissare i criteri di razionale distribuzione delle risorse finanziarie connesse con le facoltà assunzionali delle pubbliche amministrazioni liguri”.
Nel documento si ricorda il decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, rubricato “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” che prevede, fra l’altro, che dall’entrata in vigore del decreto stesso fino al 31/12/2015 le P.A. possono bandire “procedure concorsuali, per titoli ed esami, per assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale riservate esclusivamente a coloro che sono in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 518 e 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all’articolo 3, comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché a favore di coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto hanno maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze dell’Amministrazione. Il decreto prevede, inoltre, che possano essere avviate procedure selettive a valere sulle risorse assunzionali relative agli anni 2013, 2014 e 2015, anche complessivamente considerate, in misura non superiore al 50 per cento e, in alternativa, a quelle di cui all’articolo 35, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Secondo i firmatari della mozione, infine, attraverso la manovra straordinaria prevista dal decreto legge 101 del 2013 si intende dare una soluzione definitiva al problema del precariato nella pubblica amministrazione; nel documento si ricorda che in passato, la Regione Liguria ha provveduto alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato ai sensi delle disposizioni contenute nelle leggi regionali n. 1/2006 e n. 14/2007. “Da più parti e anche a livello sindacale, sono state sottolineate le criticità del processo di stabilizzazione, previsto dal citato decreto legge, in particolare per quanto attiene ai profili finanziari e ai limiti percentuali imposti – conclude la mozione – ed è quindi necessario intervenire affinché in sede di conversione del decreto legge vengano introdotti quei correttivi in grado di attenuare, se non eliminare, i vincoli che esso prevede e di sostenere finanziariamente il processo di stabilizzazione”.
L’assessore all’organizzazione e personale, Matteo Rossi ha evidenziato che «il dispositivo è condiviso e sostenuto dalla giunta, che lo ha promosso anche in sede di Conferenza delle Regioni».
E’ quindi intervenuto Massimo Donzella (Udc), primo firmatario, che aveva già illustrato la mozione nella precedente seduta: «Si tratta di stabilizzare dei precari che si trovano nelle pubbliche amministrazioni. – ha ribadito – Rispetto a due giorni fa abbiamo dei dati ulteriori. E’ stato infatti convertito in legge il decreto 101. Nella conversione in legge poche delle aspettative dei precari, dei sindacati e di tutti noi sono state soddisfatte. Per la Regione si tratta di un tema importante». Donzella ha quindi rimarcato che nelle amministrazioni provinciali liguri i lavoratori precari sono 88: «Queste persone non possono progettare il futuro – ha detto – Si tratta di figure professionali molto elevate che si occupano di settori importanti e strategici. Le pubbliche amministrazioni non possono fare a meno di questee professionalità per raggiungere gli obiettivi che si sono date. Si chiede quindi che la giunta si faccia protagonista per arrivare alla soluzione di questo problema, con le Province e le pubbliche amministrazioni, attraverso l’istituzione di un fondo nazionale e anche attraverso un fondo destinato alla realtà ligure perché questo personale è una risorsa che non possiamo perdere».
Chiusura Centrale 118 di Bussana (Sanremo)
Con voti 13 favorevoli (centrodestra) e 17 contrari (parte del centrosinistra) il Consiglio ha respinto l’ordine del giorno che chiedeva di impegnare la giunta “affinché l’Amministrazione regionale non proceda alla chiusura del 118 di Bussana in quanto non si otterrebbe alcun risparmio, ma solo ritardi, disservizi e disagi per i cittadini.” Nel testo si sottolineava che non sono chiare le modalità di azione per gestire il servizio, che gli operatori interessati ritengono tale decisione fortemente penalizzante e negativa per i cittadini e che la contrarietà a tale decisione è stata espressa pubblicamente da esponenti del centro destra e del centro sinistra. Il documento aveva come primo firmatario Marco Scajola, Pdl, ma è stato sottoscritto da Alessio Saso, Marco Melgrati, Pdl; Massimo Donzella, Udc; Raffaella Della Bianca, Gruppo misto – Riformisti italiani; Aldo Siri, Liste civiche per Biasotti presidente); Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania); Ezio Chiesa (Gruppo misto – Liguria viva), Alessandro Benzi, Sel con Vendola; Maruska Piredda, Lista di Pietro – Italia dei valori; Nicolò Scialfa, Diritti e libertà, e, da Sergio Scibilia (Pd). Quest’ultimo dopo l’intervento del capogruppo Pd Antonino Miceli e dell’assessore alla Salute Claudio Montaldo, entrambi decisamente contrari al documento, ha ritirato la propria firma abbandonando l’aula al momento del voto. Assenti dalla votazione anche Alessandro Benzi, Ezio Chiesa, Raffaella Della Bianca, Massimo Donzella (Udc), Marylin Fusco (Diritti e Libertà), Marco Limoncini(Udc), Maruska Piredda (Idv), Matteo Rosso (Pdl).
Nella discussione Marco Scajola (Pdl) ha ricordato che un ordine del giorno contrario alla chiusura e proposto dal Pd è stato votato dal consiglio comunale di Sanremo nel settembre scorso e ha, quindi, chiesto l’approvazione unanime da parte dell’Assemblea regionale del documento del quale è primo firmatario. «I risparmi conseguenti a questa chiusura – ha spiegato – sarebbero risibili. Ne deriverebbero soltanto disagi per i cittadini».
In sintonia l’intervento di Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) che ha inviato il Pd «ad un atto di coerenza».
Sergio Scibilia (Pd), che ha poi ritirato la sua firma dal documento, dietro l’impegno dell’assessore alla salute, Claudio Montaldo, di relazionare sulla razionalizzazione dei 118 nell’apposita commissione consiliare, ha subito rimarcato «che c’è stato un forte impegno dell’assessorato nei confronti del miglioramento del servizio sanitario in provincia di Imperia. Nessuna critica, quindi, alla politica sanitaria. A volte – ha aggiunto – è necessario difendere i territori. Era importante fare chiarezza su questo argomento».
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha ribattuto: «Nell’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale a Sanremo si legge che sarebbe in atto lo smantellamento sistematico della sanità di Imperia. Lo dice qualcuno che ha un filo diretto con la maggioranza. Noi da parte nostra siamo contrari a questo smantellamento sistematico della sanità in provincia di Imperia».
Antonino Miceli (Pd) ha detto: «Le centrali del 118 non erogano servizi direttamente alla popolazione: sono centrali per così dire di secondo livello che organizzano il lavoro dei medici, del soccorso. Altro sarebbe se venisse ridotto il numero di guardie mediche o di ambulanze: la centrale del 118 in sostanza è un call center e non cambierebbe nulla se, per assurdo, fosse collocata a Shangai. Accorpare i servizi che non hanno attinenza diretta con i cittadini in un’ottica di risparmio, è apprezzabile. E’ lungimirante risparmiare soldi in un call center piuttosto che togliere un’ambulanza. Ad ogni buon conto, chiarisco che adesso non c’è alcuna discussione in atto riguardo questa specifica chiusura. Al momento non c’è alcun provvedimento in discussione sulla razionalizzazione dei 118. Si sta ragionando sulla questione. Ritengo sia opportuno riportare la questione nella commissione di competenza, quando ci sarà la presentazione del relativo documento. .Mi rivolgo in questo senso anche ai firmatari dell’ordine del giorno. Su questo documento – ha concluso – il mio voto personale sarà negativo».
Roberto Bagnasco (Pdl), ha sottolineato che nessuna discussione è ancora avvenuta in commissione, dopo una «evidente frenata dell’assessore Montaldo che pure era partito ad elevata velocità»:
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) si è associato alle considerazioni dei colleghi di minoranza ed ha espresso sostegno al documento.
L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha puntualizzato che la Liguria è l’ottava Regione per rispondenza all’attuazione dei livelli essenziali di assistenza. «E’ in atto – ha detto – un processo economico si sostanziale riequilibrio». Parlando nello specifico di Imperia, ha ribattuto: «Bastano le cose che ci sono e che si fanno, per dimostrare che è privo di consistenza quanto dichiarato dal capogruppo del Pd in consiglio comunale. Ci sono investimenti su case della salute e fortissimi investimenti in atto sugli ospedali». Ha continuato: «E’ una sciocchezza parlare di smantellamenti in una situazione in cui i servizi vengono resi ai cittadini. Chi ne parla non conosce il servizio del 118 perché è sbagliato pensare che dove si colloca la centrale sia influente sui tempi di arrivo dell’ambulanza sul posto. Del resto anche il presidente Formigoni ha fatto delle riduzioni: a Milano il 118 copre 3 milioni di abitanti e il presidente Cota sta riducendo più della metà i 118. Presenteremo, comunque, una proposta che sarà discussa in commissione. La materia passerà nelle mani del Consiglio»
Scajola ha ribadito: «Chi non vota questa mozione è favorevole alla chiusura del 118 a Sanremo. La politica deve assumersi le proprie responsabilità»:
Modifica di alcune disposizioni in materia di trasporto pubblico locale
Con 20 voti favorevoli, 12 astenuti (centrodestra) è stato approvato il disegno di legge “Modifiche di diverse disposizioni in materia di trasporto pubblico locale”
Il disegno di legge armonizza quanto previsto dalle norme di finanziamento per l’acquisto dei beni funzionali all’esercizio del trasporto di cui alla legge regionale numero 51/2009 e alla legge regionale numero 62/2009, alla normativa vigente in merito al trasferimento dei beni in caso di sostituzione del soggetto gestore (art. 10 legge regionale 31/98). Inoltre integra le competenze attribuite al dirigente del settore competente in materia di trasporti previste dalla legge regionale n. 36/2012 (art. 11 legge regionale 36/2012). In base alle norme i beni funzionali al trasporto pubblico locale, quindi, finanziati con fondi della Regione, in caso di nuovo gestore del servizio, devono essere trasferiti a quest’ultimo, secondo precise modalità.
POR FESR Liguria 2007-2013 Obiettivo “Competitività Regionale e Occupazione
All’unanimità il Consiglio ha preso atto del POR FESR Liguria 2007-2013 nel testo approvato dalla Decisione della Commissione Europea C (2013) 1664 del 21 marzo 2013. Il Programma ha come obiettivo lo sviluppo della competitività regionale e dell’occupazione ed è cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale.
Il documento approvato oggi riprogramma gli stanziamenti già previsti nel 2007 a seguito del contributo di solidarietà che la Liguria – insieme ad altre Regioni italiane dell’Obiettivo Competitività regionale e occupazione – ha acconsentito a trasferire in aiuto delle zone colpite dal terremoto del 25 maggio 2012 e dei giorni seguenti nelle regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. La modifica proposta consiste in una riduzione del contributo pubblico totale di 4 milioni 355 mila euro, di cui un milione 381mila euro per la quota FESR, interamente prelevata dall’asse I “Innovazione e competitività”.
Riforma del sistema di trasporto pubblico locale
È iniziato il dibattito sul disegno di legge 305 “Riforma del sistema di trasporto pubblico locale”.
Durante la seduta della mattina sono intervenuti Sergio Scibilia (Pd), Ezio Chiesa (gruppo misto-Liguria Viva) e Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente). Il dibattito prosegue nel pomeriggio con gli altri interventi in programma e la votazione del testo di legge
Assenti: Alessandro Benzi e Rosario Monteleone (motivi personali) e Maruska PIredda (motivi istituzionali)
Quorum: 19






