Le squadre. Entrambe reduci da un pareggio nell’ultimo turno, pesante quello degli etnei a Bergamo, deludente quello interno dei felsinei, Catania e Bologna si affrontano al Massimino in un match di grande importanza. Gli uomini di Maran stanno proseguendo lo splendido cammino intrapreso nel girone d’andata, e, quasi risolta matematicamente la pratica salvezza, iniziano ad accarezzare sogni europei, di contro per gli uomini di Pioli la pratica salvezza è ancora tutta da disbrigare, 5 punti di vantaggio sul terz’ultimo posto sono confortanti ma non permettono di dormire sogni tranquilli.
Squadre che si affrontano nelle loro formazioni tipo, bolognesi con il tridente Diamanti-Kone-Gilardino e difesa a 5, la giornata è coperta con qualche raro sprazzo di sole.
I tempo. Il leit motiv del match è subito chiaro dopo poche battute, etnei che prendono in mano il pallino del gioco e provano a fare la partita, felsinei che aspettano guardinghi, pronti a ripartire.
Nonostante gli sforzi il Catania fatica a rendersi pericoloso, nonostante la buona vena di Gomez e Bergessio, la munita ed attentissima difesa ospite non concede spazi e soffre un po’ solo sulle palle inattive.
Bisogna aspettare più di 20 minuti per vedere un tiro scagliato verso la porta, ci prova Gomez ma la mira è ampiamente imprecisa.
Del Bologna, in avanti, non ci sono tracce, il tridente prova a muoversi e a scambiarsi di posizioni, ma la squadra è troppo ancorata dietro per accompagnare gli avanti e la retroguardia di casa ha gioco facile a mettere la museruola a Diamanti, decisamente poco in palla, e a Gilardino che pur si batte, sempre in inferiorità numerica rispetto ai difensori.
Il Match si scalda dopo la mezzora, quando il Catania prova ad operare un cambio di marcia e a riversarsi, a pieno organico, nella metacampo avversaria, al 35′ cross tagliato dalla destra, Curci abbozza ma non effettua l’uscita (evidentemente il male di Agliardi colpisce ancora) e Marchese, appostato sul palo lungo, si coordina bene ma calcia sull’esterno della rete.
Al 41′ azione rapida e chirurgica dei rossoazzurri, Gomez dalla sinistra taglia un cross perfetto per la testa di Bergessio che anticipa i centrali ospiti e colpisce di giustezza, Curci è superato, lo salva la base interna del palo. Sul corner che ne scaturisce ecco il gol che decide il match, Almiron , di mestiere, si libera dell’ingenuo Khrin, e, di nuca, deposita la sfera vicino al palo opposto, Catania meritatamente in vantaggio.
Il Bologna reagisce subito alzando il baricentro ma senza rendersi pericoloso.
II tempo. Il Bologna entra in campo con uno spirito diverso, si sradica finalmente dalla propria metacampo e inizia a portare più uomini all’assalto della porta ospite.
Ma è ancora il Catania, con il solito Almiron, di testa, al 4′ a sfiorare il raddoppio. Con Gabbiadini in campo al posto di uno spento Kone, la manovra rossoblu diviene più efficace, cercando e trovando la profondità , al 10′ palla lunga per Gilardino che calcia da buona posizione, Bellusci gli sporca il tiro, Andujar si arrangia in corner.
Gli etnei arretrano il raggio d’azione preferendo difendere bassi e ripartire, anche se raramente ci riescono.
A metà tempo Bologna ancora pericoloso prima con Gabbiadini che, ricevuta palla ai 20 metri, stoppa, controlla, si gira e calcia violentemente verso la porta, vola Andujar a respingere, poi con Diamanti che calcia a giro una punizione che costringe ancora il portiere di casa a volare per respingere di pugno.
Il forcing rossoblu è generoso, ma poco efficace, le idee sono poche e ben confuse, facile per la retroguardia siciliana avere la meglio, riuscendo anche talvolta a ripartire impegnando Curci in un paio di parate non difficili.
Entra anche Moscardelli e proprio l’ex giocatore del Chievo, nel finale di partita ha una splendida occasione, Garics centra dalla fascia destra, l’ariete emiliano, solo a centro area, sbuccia la sfera che arriva dalle parti di Gilardino il quale, disturbato da Gabbiadini, colpisce male e spedisce la sfera a lambire il palo alla destra di Andujar.
La sintesi. Vince dunque il Catania che raggiunge momentaneamente la Fiorentina ed alimenta ulteriormente i sogni europei, lo fa dopo una partita ben condotta nel primo tempo e con la sofferenza di rigore nella ripresa. La squadra si dimostra solida e rocciosa a centrocampo ed in difesa con ottime individualità in avanti.
Il Bologna purtroppo ricade nel suo solito mal di trasferta, 3 vittorie e solo sconfitte in tutte le altre uscite lontano dal Dallara sono un vizio ormai inguaribile di questa squadra, più che dignitosa tra le mura amiche e troppo rinunciataria, molle e pavida in trasferta.
La sconfitta del Pescara ed il pareggio del Palermo, aspettando il risultato del Siena, impegnato domani sera contro la Lazio, salvaguardano i 5 punti di vantaggio sulla zona a rischio, ma non è più accettabile un simile atteggiamento, regalare sempre agli avversari un tempo e l’iniziativa costante non è quasi mai stato premiante, il gol avversario è infatti sempre arrivato ed il tardivo risveglio, tranne che con Roma, Napoli e Pescara, non ha mai permesso di raddrizzare il match, ora arrivano 2 partite in casa con Fiorentina e Cagliari e 4 punti sono l’obiettivo minimo.
I migliori: nel Catania Almiron e Bergessio, nel Bologna Perez e Gabbiadini.
Le pagelle.
Catania (4-3-3): Andujar 6,5; Alvarez 6,5, Bellusci 6,5, Spolli 6,5, Marchese 6,5; Izco 6,5, Lodi 6,5, Almiron 7 (57′ Biagianti 6); Castro 6(82′ Legrottaglie s.v.), Bergessio 7, Gomez 6,5 (89′ Ricchiuti s.v.). A disposizione: Frison, Terracciano, Rolin, Augustyn, Potenza, Salifu, Keko, Doukara. Allenatore: Maran 7.
Bologna (3-4-2-1): Curci 6; Antonsson 5, Sorensen 5,5, Cherubin 5(69′ Moscardelli 5,5); Motta 5 (78′ Garics 6), Perez 6,5, Khrin 5, Morleo 5,5; Diamanti 5,5, Kone 5 (46′ Gabbiadini 6); Gilardino 5,5. A disposizione: Agliardi, Stojanovic, Carvalho, Naldo, Guarente, Pazienza, Pasquato, Christodouloupoulos. Allenatore: Pioli 5.
Arbitro: Russo
Marcatori: 42′ Almiron
Ammoniti: Perez, Morleo (B), Biagianti (C)
giuseppe floriano bonanno







