Home Altro Varie Il Comitato per gli Immigrati indignato per inneggiamento fascista contro Gino Strada

Il Comitato per gli Immigrati indignato per inneggiamento fascista contro Gino Strada

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Liguria – Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” si dichiara indignato per le frasi come «Uno di meno!» e «Che bruci all’inferno» dirette al defunto Gino Strada.

«A volte si potrebbero anche comprendere le aspre critiche che la Lega Nord e la Destra possano sollevare, addirittura, verso chi dona la propria vita ai più deboli, ai più discriminati, ai dimenticati. Gino Strada, fondatore di Emergency, era una di quelle Persone, un grande Medico, con un cuore immenso, spesso nominato come uno di noi, insomma un buonista. Come se questo nobile Valore fosse un qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa di negativo» – commenta Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «Passare però sopra alle frasi esplicite, tra l’altro usate dal regime fascista, è inammissibile.

Dopo le dimissioni del consigliere comunale di Cogoleto Francesco Biamonti (Lega Nord) per essersi così pronunciato: “Gino Strada, un insopportabile compagno che voleva africanizzare l’Italia, che bruci all’inferno”, chiediamo al sindaco di Genova Marco Bucci di indurre alle dimissioni il consigliere comunale del Municipio Medio Levante Igor D’Onofrio (Fratelli d’Italia) per aver scritto “Onore ai martiri caduti per mano criminale, per mano comunista! Uno di meno! NOBIS“, (parola, quest’ultima, che riconduce al saluto “Dux nobis” usato in epoca fascista), in modo da dissociare l’intero Comune di Genova nella veste del Sindaco.

In passato eravamo intervenuti davanti alle frasi come “Forni per i Migranti anziché le case popolari” con di seguito una condanna giudiziaria alla Spezia che coinvolse altresì Stefania Pucciarelli, attualmente Sottosegretario alla Difesa ma all’epoca consigliera leghista della Regione Liguria, e come quella che vede attualmente imputato Giovanni De Paoli in quello che è stato definito il primo caso contro l’omofobia in Italia, per la frase: “Se avessi un figlio gay, lo brucerei in un forno”.

Ultimamente stanno nuovamente aumentando i fenomeni di istigazione fascista e di odio, bisogna stare vigili affinché la storia non si ripeta.»

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