
Sotto di un gol, la squadra di Fabregas ribalta i viola con qualità e misura: Sergi Roberto, Nico Paz e Morata firmano l’1-3 che vale il Napoli nei quarti
Firenze – Al Franchi, sotto luci che non perdonano e giudicano e anche con non poca fastidiosa pioggia, il Como si prende la notte e la partita: va sotto, soffre, pensa, reagisce poi ribalta la Fiorentina e la piega 1-3, conquistandosi il Napoli nei quarti di Coppa Italia. È calcio che ragiona e colpisce, non calcio d’istinto. Il primo squillo è viola, firmato Piccoli nel giorno del compleanno – il pallone che entra come un augurio ben riuscito – ma poi la partita cambia voce, ritmo e padrone. L’evergreen Sergi Roberto rimette il mondo in equilibrio, Nico Paz lo capovolge, Morata nel recupero ci piazza la ceralacca, con la sentenza di chi sa come finiscono certe storie.

Il primo tempo scorre sul filo dell’equilibrio, con la Fiorentina che prova a governare anzi, a onor del vero si è data un gran daffare più dei lariani, i quali invece hanno osservato, studiato, misurato. Vanoli sceglie il turnover e affida il presente a volti nuovi: Fabbian, Brescianini, Harrison dentro dal primo minuto, Ranieri di nuovo al centro della difesa accanto a Comuzzo, Fazzini a cercare di dare ordine e un filo logico. Piccoli, che doveva riposare, resta invece lì davanti: scelta che paga subito. Dopo sette minuti Fabbian scappa a destra, pennella al centro e Piccoli, di prima, castiga sul primo palo. Gol netto, quasi scolastico, ma efficace.
Il Como non si scompone. Fabregas ha cambiato qualcosa, ma soprattutto ha seminato idee. Kuhn si muove tra le linee, Sergi Roberto governa il tempo, Douvikas fa da riferimento. Al 12’ Kuhn prova a rientrare e calciare, ma Christensen è vigile. La Fiorentina ha un’altra occasione al 13’, in transizione rapida dopo un corner battuto male dagli ospiti: Fazzini calcia, Butez devia. È il momento migliore dei viola. Ma al 20’ arriva il pareggio, e ha il sapore dell’inevitabile: la palla sbatte sul palo, resta viva, Sergi Roberto è lì, a due passi, e la spinge dentro. Il Como ha pareggiato, ma soprattutto ha iniziato a comandare la partita senza fare rumore.
Al 29’ Fabregas perde Douvikas per infortunio e getta nella mischia Nico Paz. È una scelta che pesa come una premonizione. La ripresa si apre senza sostituzioni, ma con un cambio evidente di inerzia. Il Como rientra in campo con piglio, con coraggio, con quella chiarezza che è figlia della qualità che l’ha sinora contraddistinto. La Fiorentina invece si annebbia, come se le idee si fossero fermate negli spogliatoi. Brescianini ha una buona occasione al 49’, ma perde l’attimo. È l’ultimo vero segnale viola.
Al 59’ il Como passa: ancora una leggerezza difensiva, ancora un pallone non allontanato, ancora Nico Paz nel posto giusto. Tiro secco, di prima, Christensen battuto. È il gol che racconta la partita: attenzione contro confusione, lucidità contro affanno. Vanoli prova a cambiare volto alla squadra inserendo Gudmundsson, Fagioli e Gosens, ma il tema non muta. Il Como controlla, riparte, non trema. Fabregas risponde facendo entrare Addai e Perrone, gestisce energie e spazi.
Nel finale la Fiorentina cerca il pari con più volontà che ordine, una sorta di arrembaggio che non ha sbocchi. Il Como invece attende, e quando arriva l’occasione la sfrutta come fanno le squadre mature. Da Cunha inventa, Morata – entrato per Nico Paz – è solo al centro dell’area e non perdona. È il colpo finale, quello che chiude la partita e apre il futuro.
Il Como vince perché sa cosa vuole fare. La Fiorentina perde perché, per una notte, lo ha dimenticato. E il calcio, quando è così, non fa sconti. Peccato perché in tribuna c’era la famiglia Commisso, con l’erede che ha debuttato sul ponte di comando. Sperando che sappia come salpare e come riportare bene la nave in porto. Firenze lo merita, difficile pensare ad una serie A senza la piazza viola. Alessandro Bugelli
Il tabellino
Fiorentina-Como 1-3 (1-1)
Marcatori: 7’ Piccoli (F), 20’ Sergi Roberto (C), 59’ Nico Paz (C), 91’ Morata (C).
Fiorentina (4-1-4-1): Christensen 6; Fortini 5.5, Comuzzo 5.5 (dal 39’ st Pongracic sv), Ranieri 5, Balbo 6 (dal 21’ st Gosens 6); Ndour 5.5 (dal 21’ st Fagioli 6); Harrison 5.5, Fabbian 6.5, Brescianini 6, Fazzini 6 (dal 28’ st Solomon 6); Piccoli 7 (dal 21’ st Gudmundsson 6). All. Vanoli. A disp. De Gea, Lezzerini, Kouadio, Kospo, Sadotti, Bonanno, Deli, Braschi.
Como (4-2-3-1): Butez 6; van der Brempt 6 (dal 1’ st Smolcic 6.5), Ramon 6, Diego Carlos 6, Moreno 6; Da Cunha 6.5, Sergi Roberto 7 (dal 25’ st Perrone 6); Kuhn 7, Caqueret 6, Rodriguez 5.5 (dal 25’ st Addai 6); Douvikas 5.5 (dal 28’ pt Nico Paz 7 – dal 41’ st Morata 6.5). All. Fabregas. A disp. Tornqvist, Vigorito, Valle, Kempf, Vojvoda, De Paoli, Baturina, Pisati.
Arbitro: Ayroldi.
Ammoniti: Brescianini (F), Comuzzo (F); van der Brempt (C), Diego Carlos (C), Nico Paz (C), Kuhn (C), Morata (C).
Spettatori: 10.472 (biglietti emessi 18.482)


























