Pellegrino apre, Gnonto raddoppia, Pedro Gonçalves chiude. Al Franchi finisce 3-0, ma il Pisa resiste per oltre un’ora
Firenze – Il calcio, qualche volta, presenta il conto senza avvertire. Al Franchi lo ha presentato al Pisa: tre gol e derby alla Fiorentina. Ma raccontare una passeggiata viola sarebbe falsare la partita. Il Pisa di Bianco ha tenuto il muso duro per oltre un’ora. Rao ha sfiorato il gol e colpito il palo, mentre la Fiorentina, imbottita di cambi, faticava a trovare ritmo e misura. Poi, al 40’, il vantaggio. Dragusin calcia, Scuffet respinge corto e Pellegrino, da centravanti vero, è lì: raccoglie e insacca.
Uno a zero. Il Pisa non si sbriciola e nella ripresa resta dentro la partita. La Fiorentina però comincia a prendere campo. Al 71’ Njie salta l’uomo e serve Gnonto: tocco facile, due a zero. Da quel momento il derby cambia padrone.
Il Pisa accusa la salita, i viola trovano spazi e nel recupero arriva il terzo: Jimenez serve Pedro Gonçalves, destro sul palo lontano e titoli di coda. Tre a zero. Risultato forse più largo della partita, ma vittoria legittima per una Fiorentina che ha saputo aspettare il momento giusto. Vanoli infila così la seconda vittoria consecutiva e vola agli ottavi, dove troverà il Napoli, che sarà a Firenze anche domenica all’ora di pranzo. Il Pisa torna sull’Arno che sfocia in mare sconfitto, ma non umiliato. Ha resistito finché ha avuto gambe e ordine. Poi, semplicemente, ha pagato la legge del calcio: chi sa leggere meglio i momenti, alla fine, incassa. Il derby resta a Firenze. E tre gol, nel pallone, sono tre pietre: quando cadono nello stagno fanno parecchio rumore. (Alessandro Bugelli)
Il Tabellino
FIORENTINA-PISA 3-0 (1-0)
Marcatori: 40’ Pellegrino, 71’ Gnonto, 90’+2 Pedro Gonçalves.
Fiorentina: De Gea; João Mario, Dragusin, Pongracic, Valdepeñas; Ndour, Oulaï, Brescianini; Mastantuono, Pellegrino, Gnonto. All. Vanoli.
Pisa: Scuffet; Primasso, Caracciolo, Canestrelli; Zanon, Loyola, Piccinini, Leris; Ferrah, Rao; Pittarello. All. Bianco.
Arbitro: Marinelli di Tivoli.
































