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Il Fondo Solinas Donghi del Comune di Serra Riccò rilancia uno dei grandi classici italiani

Sabato 3 maggio alle 10, nella Sala Consiliare del Comune di Serra Riccò verrà presentata la riedizione del romanzo L’uomo Fedele, (256 pagine, 10 euro, distribuzione nazionale con CDA Bologna), di Beatrice Solinas Donghi, grande scrittrice (anche) di libri per ragazzi, che con questo titolo fu finalista del Premio Selezione Campiello nel 1965.

Oltre al Sindaco di Serra Riccò, Andrea Tomaso Torre, intervengono Giovanni Meriana (storico dell’Arte),
Elisa Giangoia (scrittrice, saggista), Davide Torrecchia (docente di materie letterarie, scrittore e saggista) e
il Sindaco di Busalla Mauro Valerio Pastorino in qualità di voce recitante di alcuni brani del romanzo.
Beatrice Solinas Donghi, che è nata a Serra Riccò nel 1923, ed ha un forte
legame con questo territorio, ha ceduto l’anno scorso la sua biblioteca e tutte
le sue opere (compresi i carteggi con gli scrittori, e gli innumerevoli premi e
riconoscimenti letterari) al Comune, che ha provveduto a costituire un Lascito Solinas Donghi anche per
promuovere la lettura nelle giovani generazioni.
“La ristampa di questo romanzo mi rende felice ed orgogliosa – ha dichiarato l’autrice – Pur non basandosi
su persone realmente esistite, l’ambientazione era proprio quella di allora, e il soggetto mi è come
scaturito da dentro. Non avrei mai pensato che avrebbe avuto tanto successo non solo da essere inserito
nei finalisti del Campiello ed avere ai suoi tempi diverse ristampe, ma da essere
addirittura ripubblicato dopo 50 anni”.
“Questo libro era una ricchezza giusta da recuperare – ha dichiarato Tomaso Richini,
Assessore alla Cultura del Comune di Serra Riccò – Nei primi anni del ’900 l’occhio di
una ragazzina esplora la storia della sua famiglia, attraverso tre generazioni, con il
paesaggio della collina di Albaro – ancora contadino – a far da sfondo. Tratti di vita
perduta, che vogliamo ricordare in un’epoca in cui tutto scorre così veloce anche
perché qualcosa di quel passato qui da noi si può ancora intravvedere. Di questo
volume 500 copie sono state destinate dal Comune a scopi didattici e divulgativi, oltre
alle copie destinate al circuito della distribuzione”.
“La nostra casa editrice Erga compie 50 anni di attività in questo 2014, – ha dichiarato
Marco Merli – ed è quindi praticamente coeva alla gestazione de “L’Uomo Fedele”.
Quando un classico viene ri-editato è un patrimonio che riemerge, un valore per tutti. Già diversi anni fa
una ricerca aveva evidenziato come per far posto agli autori contemporanei più richiesti, non solo le librerie
ma anche le biblioteche pubbliche debbano ogni anno scegliere quali classici gettare… e parliamo di
Hemingway, di Don Chisciotte, di Emily Dickinson, di Aristotele! Ecco perché, in questa sorta di “rogo di
libri” del XXI secolo, (come nella vicenda del romanzo di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”), essere insieme al
Comune di Serra Riccò ci fa onore, e ci rafforza nella convinzione in questo impegno per il rilancio di opere
che andrebbero altrimenti”.

Beatrice Solinas Donghi
L’UOMO FEDELE
Collina di Albaro a Genova nei primi decenni del novecento:
qui Beatrice Solinas Donghi ambienta il suo romanzo. La
storia di tre generazioni narrata con delicatezza e ironia. Lo
scenario, immaginato dalla scrittrice e tratteggiato con pennellate
che quasi ricordano la cura del particolare di alcuni
quadri fiamminghi, è quello di villa Camilla in Albaro, ancora
oggi visibile da via Pisa nei pressi della chiesa di Santa Teresina.
Qui la scrittrice, da bambina, trascorreva le sue giornate
nelle “ville contadine” presenti allora su quella collina per
curiosare e condividere dei loro abitanti la vita agreste, che
giudicava più interessante e meno noiosa del mondo dei “signori”
cui lei apparteneva.
I mutamenti famigliari e lo scorrere del tempo con le stagioni
e gli anni sono descritti con mano leggera e senza indulgere
al rimpianto, con lo stile asciutto e diretto di Beatrice.
A tratti chi legge ha l’impressione di entrare in quel quadro
così vivo e dettagliato in cui si raccontano le abitudini quotidiane,
i modi di vestire, di cucinare, di pensare al centro della
città, così vicina eppure raggiungibile con un vero e proprio
“viaggio”. E poi la fatica del lavoro nelle fasce ed il rapporto
stretto e appassionato con la natura. Una natura in cui tutto
ha un senso ed un ruolo, come spiega il papà alla bambina.
“…Mi diceva che i fiori delle piante da frutta non legano se
non ci va sopra la sua farfalla giusta e che i fichi napoletani
e i fioroni maturano da sé senza toccarli con la goccia d’olio
perché ci entra dentro un moscerino fatto apposta…”
BEATRICE SOLINAS DONGHI nasce a Serra Riccò il 29 Marzo 1923
in una “villa” ai piedi della collina di San Cipriano. Ha quindi radici
nel tempo il suo legame con la nostra valle “della Secca” (come Lei
ama definirla). Questo legame si è consolidato sino alla donazione da
parte della scrittrice di tutte le sue opere, compresi i quadri della madre
Eileen: arredi, carteggi con gli scrittori, premi e riconoscimenti letterari
al Comune di Serra Riccò, che tutto ha raccolto nel “Lascito Beatrice
Solinas Donghi”.