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Il grazie dei “nostri bambini”

Contava la condivisione, la partecipazione anche emotiva a un grande disegno di ricerca e di tutela rivolto ai piccoli che lottano contro un tumore, non certo il numero dei partecipanti, comunque elevato: in 3000 hanno sfidato la pioggia per testimoniare il loro appoggio

Ancora una volta la Corsa della Speranza – sesta edizione con questa dicitura più le nove precedenti nel segno di Terry Fox – ha sollecitato le coscienze, fornendo la riprova di quanto Milano e la sua gente rispondano agli appelli per un’ottima causa.

Si è andati di corsa (ma senza fretta) per aiutare i progetti rivolti ai bambini malati di tumore, onorando un precetto immutabile: i piccoli rappresentano il nostro futuro ma in alcuni casi incarnano il presente, perché dobbiamo occuparcene con sollecitudine, non lasciando niente di intentato. E questo fanno, lodevolmente, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Dynamo Camp.

Per questo i bambini di ogni età e condizione fisica, non solo chi è malato, ora ringraziano tutti coloro che si sono spesi domenica lungo i 6 km nel centro di Milano, a cominciare dai partecipanti e proseguendo con lo staff dei volontari che, a vario titolo, si sono prodigati pur in condizioni difficili. Tremila persone hanno sfidato la pioggia, finendone comunque inzuppati, a dimostrazione che il cattivo tempo non è un ostacolo quando le priorità sono altre.

Una particolarità: siamo abituati a considerare gli sponsor (nel caso BlackRock, Edison, Conai, Pedersoli, Hotelplan e Tiscali con Indoona) come protagonisti di rincalzo, magari in cerca di visibiità. Non è così, almeno non lo è per la Corsa della Speranza dove le aziende hanno agito in supporto, coordinando nuclei di volontari, nessuno dei quali forzato a esserlo. E lo stesso ruolo intelligente e fattivo lo hanno svolto KLM e Coca Cola, cui va il grazie dei bambini.

Non dimenticano, i piccoli, il buonissimo ristoro di Four Seasons Hotel Milano: dura da 15 edizioni con la medesima attenzione alla qualità. E l’associazione dei Carabinieri, in quanto volontari dei palloncini? Ne hanno gonfiati a migliaia, come gli anni passati, disinteressandosi di Pinocchio, che pure era sicuramente presente ai Giardini di via Palestro.

Da ultimo un grazie a Ivana Di Martino, che ha abbracciato la Corsa della Speranza onorata di esserne portavoce, non testimonial, insieme a tutta la famiglia. Lei, il marito, i tre figli e un po’ di amici, confusi tra i runner. Sorridenti, di corsa.