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Il Labirinto scritto di Franco Maria Ricci – Le figlie di Gailani e mia madre di Rosita Copioli

L’amicizia e la collaborazione con grandi scrittori come Borges, Barthes, Cortázar, Eco, Calvino – solo per citarne alcuni – è un elemento fondamentale nell’attività di Franco Maria Ricci, creatore del labirinto più grande del mondo e meticoloso scopritore di immagini e di testi proposti in una veste personale e inconfondibile.

Con Il labirinto scritto Franco Maria Ricci si è proposto di creare una vetrina dedicata alle combinazioni dell’alfabeto; l’ambizione è far sì che il lettore provi le stesse emozioni di chi entra in un labirinto: l’incertezza timorosa di tutti gli inizi, l’orgoglio di costruire un proprio percorso, il compiacimento della scoperta.

Rosita Copioli si affaccia nel labirinto scritto di Franco Maria Ricci con un racconto in versi, forma di narrazione piuttosto inconsueta nel panorama editoriale corrente. Definita da Pietro Citati “la più intensa e ricca poetessa italiana di oggi”, Rosita Copioli con Le figlie di Gailani e mia madre entra in risonanza con lo spirito che anima la collana Il labirinto scritto creando un microcosmo lirico dove il ritmo diventa struttura e anche il più piccolo particolare, la perfezione di una violetta in fiore, un ricciolo irripetibile di un’onda, il ritratto perduto di tre sorelle, indica la strada verso un universo colmo di suggestioni.

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Rosita Copioli è nata a Riccione e vive a Rimini. Laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna con una tesi in Estetica sull’Idea di paesaggio in Leopardi è autrice di opere in prosa e poesia, saggi, drammi, e testi storici. Con Le figlie di Gailani e mia madre ha creato un’opera vorticosa e coinvolgente che, al tempo della Seconda Guerra Mondiale, fa incontrare la madre della poetessa e le figlie di Rashid Ali Gailani, primo ministro dell’Iraq alleato di Hitler. Una vecchia fotografia in un cassetto, un campo di concentramento a Riccione con tre ragazze prigioniere, il collegio Marymount costruito sopra le catacombe della Nomentana sono gli indizi stuzzicanti che portano il lettore alla scoperta di un sorprendente poema moderno. Una pagina dopo l’altra l’espressività dell’Autrice attraversa inesauribile il tempo e lo spazio per riportare alla vita ciò che è rimasto sospeso per troppi anni, ora finalmente salvato dal destino di dissolversi in nulla più che ombra. Passato e presente si alternano in un caleidoscopio abbagliante e, illuminata, l’oscurità fa tornare visibile l’invisibile. Così comincia la battaglia per riconquistare quella memoria che Rosita Copioli definisce “il bianco che nessuna tenebra uccide”.

Rosita Copioli  – Le figlie di Gailani e mia madre
Collana: Il labirinto scritto – Franco Maria Ricci Editore
136 pagine, formato 12 x 23 cm
Prezzo: 30 € (tiratura limitata a 500 copie)
Distribuzione: presso il bookshop del labirinto e online

Rosita Copioli – Bibliografia di poesia:
Splendida lumina solis (premio Viareggio 1979, opera prima); per Guanda: Furore delle rose, 1989), Elena (1996); per Mondadori: Il postino fedele (2008), Le acque della mente (2016).
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Scheda

Nessuno, oggi, crede nelle Muse.  Rosita Copioli, invece, crede appassionatamente nelle Muse: le quali hanno nei suoi versi, una forza divina e simbolica, come ebbero in Dante, Petrarca, e Leopardi.(Pietro Citati)

Le figlie di Gailani e mia madre, il nuovo libro della poetessa riminese Rosita Copioli pubblicato all’interno della collana “Il labirinto scritto” è un originale e intenso racconto in versi. Vorticoso e lirico, il racconto si srotola allargandosi nel tempo e nello spazio con un ritmo proprio.La storia, affascinante e intricata, ha inizio a Riccione, così vicina a quella Rimini che già dall’antica Roma era definita terra di incroci, “caput viarum”, e fa incontrare, al tempo della Seconda Guerra Mondiale, mondi imprevedibili e distanti, la madre della poetessa e le figlie di Gailani, tra i fondatori del partito arabo nazionalista e in rapporti con Hitler e Mussolini.Il legame che nasce da questo incontro, sepolto in un cassetto insieme alle foto e alle lettere delle ragazze, ritorna alla luce grazie alla poetessa, che con pazienza converte l’invisibile in visibile.E di nuovo, un gioco di coincidenze inesplicabili, di rimandi e di echi tra la Storia e la storia, porta avanti il racconto con continui affondi in epoche e luoghi diversi, tra l’Europa, Roma, Riccione e il Medio Oriente, fino a giungere alla conclusione, in cui si fondono la minuzia e la sintesi.