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Il Milan espugna San Pietroburgo

Dopo il brodino di Parma il Milan vola a San Pietroburgo, per affrontare, nel II turno di Champions League lo Zenit di Spalletti.
Proprio il mister italiano è al centro delle attenzioni dei Fans del diavolo, negli ultimi giorni sono comparse a più riprese notizie sulla sua possibile nuova avventura, l’anno prossimo, proprio sulla panchinadei milanesi.

Squadra assai forte questo Zenit, con importanti giocatori brasiliani, tuttavia la sconfitta subita all’esordio ha fatto un po’ sensazione.
Allegri si affida ancora a De Jong con Montolivo a centrocampo, mentre in avanti spazio ai giovani Bojan e al caldissimo El Shaarawy.
I rossoneri entrano meglio in partita e si rendono subito pericolisi con due belle percussioni in area di El Shaarawy, al 2′ passa a Boateng che calcia d’esterno non trovando la porta, al 4′ invece mette Bojan nella condizione di ricevere e girarsi solo in area, grande la parata di Malafeev, risponde al 9′ lo Zenit con un tiro alto di Bystrov.
Ma è comunque un bel Milan quello che controlla bene la palla ed occupa magnificamente gli spazi, un bella percussione in ripartenza di Emanuelson è fermata ai 20 metri fallosamente, lo stesso olandese calcia la punizione, deviata dal penultimo uomo in barriera,  che si insacca vicino al palo più lontano, Milan in vantaggio.
Pochi istanti e ancora Emanuelson in scivolata da due passi mette la sfera ad una spanna dal palo, al 16′ giocata straordinaria di El Shaarawy che riceve palla sulla trequarti , si beve un paio di difensori e, entrato in area, quasi cadendo batte ancora Malafeev per il meritato 2-0 dei rossoneri.
Qua, come spesso capita, i rossoneri perdono compattezza e determinazione concedendo campo agli avversari, ci prova Kerzhakov, che calcia sull’esterno della rete.
LO Zenit ci crede ed attacca a pieno organico, il Milan rincula a difendere sulla propria trequarti, sale in cattedra Abbiati chiamato a fare gli straordinari, due volte su deviazioni malandrine di Montolivo e Antonini, poi su un colpo di testa di un avanti russo.
Il Milan ci prova con Boateng con un tiraccio da lontano su cui Malafeev rischia la frittata, salvando in due tempi, poi è Bojan ad essere steso in area, il rigore pare netto, l’arbitro non lo decreta.
Il finale è tutto targato Zenit, vola Abbiati prima a deviare oiltre la traversa un tiro di Hulk, poi a respingere un colpo di testa di Hubocan, infine a neutralizzare con una prodezza incredibile una punizione bomba di Hulk.
Ma proprio nei 2 minuti di recupero arriva  il meritato gol dello Zenit, la difesa rossonera si fa trovale mal disposta su un incursione centrale, la palla arriva ad Hulk, sul limite dell’off side, questa volta il bomber brasiliano non dà scampo a Abbiati accorciando le distanze.
La ripresa segue lo stesso copione con i russi che si buttano all’assalto dell’area rossonera e sul primo corner, al 49′ pareggiano, Hulk batte a giro, Abbiati calcola male la traiettoria e va a vuoto permettendo a Shirakov di depositare, di testa, nella rete sguarnita.
Il Milan è in bambola, Abate va a contrasto con Hulk in area mandandole per le terre, l’arbitro sorvola, esce Bojan per Pazzini e subito il Milan sfiora il vantaggio, bella incursione sulla fascia di Abate e cross perfetto per la testa di Boateng che si accartoccia su se stesso spedendo incredibilmente a lato.
La risposta russa è nei piedi di Witsel che dal limite dell’area calcia di poco a lato. Lo Zenit rifiata dopo lo sforzo incredibile fatto per recuperare, Allegri aggiusta la squadra inserendo Nocerino per Emanuelson ed i rossoneri riconquistano campo e tranquillità ed iniziano a riproporsi in avanti, non dovendo più temere dietro.
Al 75′ dopo una bella azione a scalare, di stampo quasi rugbistico, la sfera giunge sulla fascia destra, quasi sul fondo, dove Montolivo la crossa forte verso il primo palo dove il neo entrato Pazzini non ci arriva per un soffio ingannando Hubocan che batte sciaguratamente il suo portiere riportando avanti il Milan.
Lo Zenit si butta in avanti disperatamente, all’82’ sugli sviluppi di un corner Anyukov impatta benissimo dal limite calciado al volo verso il palo alla destra di Abbiati, il portierone rossonero, come un angelo, vola a togliere la sfera dalla sua porta deviandola in corner.
Entra anche Yepes e il resto del tempo è tutto caratterizzato da cross verso l’area che le torri rossonere allontanano, nel recupero ci prova ancora El Shaarawy da fuori con un tiro a giro che si perde a lato.
Compie l’impresa il Milan che batte a domicilio lo Zenit che era imbattuto da quasi 4 anni al Petrowsky, e lo fa con una partita di grande qualità nei primi 20 minuti e di grande sacrificio per quasi un’ora, mostrando pregi e difetti di questa sua annata così tribolata, alla fine anche un pizzico di fortuna aiuta i milanesi che colgono una vittoria di capitale importanza in chiave Champions, ma indirizzando forse l’intera stagione, chissà, vedremo nel proseguio dell’annata.
Lo Zenit parte malissimo, poi gioca 40 minuti di fuoco, ma sul più bello rimane senza benzina finendo per soccombere e complicando la sua stagione europea.
I migliori: nello Zenit Hulk e Shirakov, nel Milan Abbiati ed El Shaarawy.