Doppietta di Caracciolo da capitano di ventura
Pisa – All’Arena Garibaldi i nerazzurri giocano in inferiorità numerica per un’ora ma stendono i sardi 3-1. Moreo apre su rigore, poi il difensore-condottiero firma due gol in due minuti. Pavoletti salva l’onore rossoblù.
All’ombra sghemba della Torre e con il vento salmastro che risale dall’Arno come una memoria di mare, l’Arena Garibaldi ha visto una di quelle partite che i contabili del pallone non saprebbero spiegare. Il calcio, quando vuole, si diverte a prendere a pedate la logica.
Il Pisa – squadra malinconica di classifica e un po’ randagia come certi porti d’inverno – entra in campo con la faccia dura dei disperati. Il Cagliari invece pare venuto al di qua del Tirreno con passo non troppo deciso.

Al 9’, ecco l’episodio che apre il racconto: Angori sfonda sulla sinistra e il suo cross viene allontanato male dalla difesa ospite: Calabresi anticipa secco Sulemana, che lo stende sulla linea dell’area, rigore. Dal dischetto Stefano Moreo non trema e scaraventa la palla alle spalle di Caprile. Uno a zero, e l’Arena Garibaldi diventa un piccolo catino ribollente.
Fin qui tutto lineare, direbbe il ragioniere del calcio. Ma il pallone non è una partita doppia.
Alla mezz’ora abbondante il Pisa si mette nei guai da solo: Durosinmi, centrattacco di vigoria africana, entra ruvido come una ruspa e l’arbitro gli mostra il cartellino rosso. Pisa in dieci.
La partita, secondo la logica, dovrebbe cambiare padrone.
E invece no. Succede che il calcio, talvolta, premia gli ostinati.
Il secondo tempo: il capitano prende il timone
Nel calcio, ogni tanto, il copione si diverte a contraddire la logica.
Passano pochi minuti della ripresa e il capitano Antonio Caracciolo decide che è tempo di epopea.
Al 52’ trova il raddoppio da distanza ravvicinata; due minuti dopo, su corner, riappare tra le maglie stavolta bianche dei sardi come un fantasma testardo e infila anche il terzo gol. Due colpi in due minuti: il Cagliari resta tramortito come un pugile che non ha visto arrivare il diretto.

Ma il Cagliari non è squadra da arrendersi senza fiatare. Al 67’ Leonardo Pavoletti approfitta di una respinta difensiva e accorcia: 3-1. È il gol della dignità, ma non basta a riaprire davvero la contesa. Nel finale nervi tesi e anche un rosso tra i sardi (Obert), segno che la partita ha smesso di essere soltanto calcio ed è diventata una piccola guerra di nervi. Quando l’arbitro La Penna (rientrato dopo lo stop forzato dai fatti di Milano) fischia la fine, il Pisa esce dal campo come un pugile stanco ma sorridente: ha combattuto in inferiorità numerica e ha vinto lo stesso.
Ritrova una vittoria che mancava da mesi e si concede ancora un filo di speranza nella lotta per restare in Serie A. Il Cagliari, invece, esce dall’Arena Garibaldi con il sapore acre di un pomeriggio sbagliato. Così è il calcio, un gioco semplice che ogni tanto si diverte a raccontare storie improbabili. E questa, all’Arena Garibaldi, è stata proprio una di quelle. Alessandro Bugelli
Il tabellino
Pisa (3-4-2-1): Nicolas; Calabresi (46′ Albiol), Caracciolo, Canestrelli; Leris (90′ Tourè), Marin (16′ Hojholt), Aebischer, Angori; Tramoni (72′ Akinsanmiro), Moreo; Durosinmi. All. Hiljemark
Cagliari (3-5-2): Caprile; Dossena, Mina (46′ Zappa), Ze’ Pedro (76′ Albarracin); Palestra, Adopo (46′ Pavoletti), Gaetano (64′ Mazzitelli), Obert, Sulemana; Folorunsho, Kilicsoy (64′ Trepy). All. Pisacane
Reti: 9′ Moreo (P) rig., 52′ Caracciolo (P), 54′ Caracciolo (P), 67′ Pavoletti (C)
Ammoniti: Ze’ Pedro (C), Obert (C), Aebischer (P), Dossena (C).
































