
Trent’anni fa (20 novembre 1989), moriva Leonardo Sciascia, il grande scrittore siciliano del Novecento. Guadagnuolo gli dedica una grande opera che lo ritrae con le principali sue opere.
Una posizione di rilievo nella copiosa produzione artistica di Guadagnuolo occupa il ritratto. In quest’arte difficile egli sa utilizzare il materiale pittorico con rapidi e densi tratti, riuscendo ad evidenziare, al di là della somiglianza fisica, la peculiarità più profonda dell’animo e del carattere del personaggio rappresentato.
Per questi suoi meriti, riconosciuti, Guadagnuolo è stato invitato a ritrarre importanti personalità del mondo ecclesiastico, politico e culturale.
Nella serie denominata “Ritratti bibliografici”, vi è un modo nuovo nell’affrontare la ritrattistica; sul segno-pittorico s’inserisce la “parola”, ovvero la bibliografia della personalità ritratta. L’artista ha incluso nella serie anche Leonardo Sciascia, dove vengono evidenziate all’interno del quadro le sue opere. In questo caso l’opera appare nella sua totalità e vive di segno e di parola nell’unità intellettuale.
Osservando il ritratto di Guadagnuolo, sull’intellettuale Sciascia, ciò che colpisce alla mente dell’osservatore è come si vorrebbe approfondire l’analisi su Leonardo Sciascia sugli eccessi e gli scompensi del costume italiano o meglio siciliano tuttora perduranti. Si vorrebbe attraverso i titoli delle sue opere, riprendere la strada percorsa trent’anni fa da questo grande scrittore così accorto e partecipe ai fenomeni sociali tanto da esprimere opinioni e giudizi ancora oggi attuali e rilevanti. La letteratura in quegli anni, con la sua autenticità trasgressiva e imponderabilità di accento puntava un ruolo superiore: gli articoli, i racconti e i saggi di Sciascia, infatti, furono incentivo di più di una semplice riflessione, sia letteraria ma anche politica.
Il ritratto di Guadagnuolo non vuole essere solo un omaggio allo scrittore, ma intende fissare, attraverso la parola dei suoi libri, un orientamento futuro di una Sicilia ancora da salvare in un momento di crisi politica, ideologica e culturale.
Guadagnuolo raffigura Sciascia vivo, atto ancora a raccontare, attraverso la sua letteratura fatta di denunce, di violenze, di soprusi, di corruzione e dei legami che la criminalità ha con il potere politico. I sui romanzi non hanno mai un finale felice, dato che per Sciascia il successo della giustizia non può mai essere dato per scontato, potremmo dire senza giustizia non può esserci libertà per tutti i popoli della Terra.
Nel ritratto di Guadagnuolo si legge una frase esplicativa di Leonardo Sciascia: «Il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare».
Immagine: Francesco Guadagnuolo: “Leonardo Sciascia”, tecnica mista.







