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Il profilo psicologico di Antonio Conte, lo psichiatra spiega perchè è l’uomo giusto per tornare a vincere

Una prestazione convincente, fatta di grinta, voglia di rivalsa dopo il fallimento della spedizione ai recenti Mondiali brasiliani, ha permesso agli Azzurri guidati dal nuovo ct Antonio Conte di battere l’Olanda per 2 a 0.

Il nuovo tecnico, che è succeduto a Cesare Prandelli alla guida della Nazionale, ha restituito subito entusiasmo e convinzione all’ambiente, catalizzando la fiducia e le simpatie dei sostenitori in una sola settimana. Ma sarà lui l’uomo della provvidenza, l’allenatore in grado di far tornare gli Azzurri ai fasti della finale mondiale vinta a Berlino nel 2006, ricostruendo un’identità di gioco perduta e motivando i giovani promettenti?

L’esperto psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, analizza il carattere, le doti, i difetti e il profilo del tecnico nato 45 anni fa a Lecce, per scoprire se, grazie alle sue caratteristiche psicologiche, può far tornare l’Italia sul tetto d’Europa e del Mondo.

“L’Italia del calcio guidata da Antonio Conte ha la grande possibilità di ripartire dai valori che il ct pugliese porta avanti da un’intera carriera – spiega il dottor Michele Cucchi – e l’ottima gara vinta contro gli Orange è un ‘sintomo’ che fa ben sperare. Il sacrificio, la passione, l’entusiasmo, la determinazione e l’umiltà sono tutte qualità che stanno andando a ricostituire la coesione del gruppo, al di sopra di tutto e tutti. La vittoria sull’Olanda ha rivelato tutta l’influenza che il tecnico salentino ha già profuso sui giocatori, che in breve tempo hanno ritrovato speranza, fiducia e concentrazione. Questi valori però nelle competizioni sportive, sebbene fondamentali, potrebbero non bastare a vincere. Ci vuole la capacità di portare le persone nel flusso emotivo che permette di andare oltre le energie a disposizione, di raggiungere risultati inaspettati e di far diventare possibili sogni e speranze. Antonio ha questa capacità dentro di sé, e al San Nicola l’ha dimostrato; sta a lui esprimerla appieno già durante le qualificazioni agli Europei 2016 e contagiare i suoi giocatori con questa energia positiva”.

L’esperto psichiatra Michele Cucchi focalizza poi la sua analisi sul ruolo che un condottiero umile come Antonio Conte può rivestire in un gruppo demotivato, reduce da difficoltà che appaiono insormontabili e cocenti delusioni: “Conte è un uomo che ha scritto il proprio destino vivendo ciò che va predicando, quindi sicuramente può essere un esempio per tutti. Col suo lavoro dimostra quotidianamente come i ‘portatori d’acqua’ possano essere anche delle grandi menti, questo valorizza il ruolo dei gregari, veri protagonisti delle grandi vittorie di eserciti e squadre di calcio. A volte è un po’ troppo duro e diretto, e questo può essere frainteso o peggio, strumentalizzato. Tornare a vincere è però un’alchimia che passerà attraverso la capacità di dare un’identità ad un progetto, una visione, a persone che sono solo numeri se non vengono coordinati in un’orchestra. Per Tavecchio il nuovo allenatore dell’Italia è un condottiero? Per me è un condottietro ‘schiacciasassi’, una persona che per come riesce a interpretare le battaglie esce sempre e comunque a testa alta. Durante il match contro l’Olanda i giocatori hanno dimostrato di essere pronti a seguire il ‘condottiero schiacciasassi’ in ogni sua battaglia; soprattutto i più giovani come Zaza, De Sciglio e Immobile pare abbiano riconosciuto in Conte una guida, un mentore, un padre putativo, ovvero l’uomo che li può portare sul tetto del mondo e per cui sono disposti a tutto”.

Lo psichiatra conclude poi la sua disamina sottolineando l’importanza delle umili origini dell’allenatore, che si contrappongono a quelle di alcuni giovani calciatori agiati, che non hanno la “fame” necessaria per vincere: “Un aspetto molto importante è rappresentato dal fatto che Antonio non ha perso la memoria delle origini di periferia, quelle in cui il calcio è sì un divertimento ma è anche un impegno, una passione nel verso senso della parola. In tal modo riesce a trascinare gli altri mostrandosi in modo autentico; è anche un uomo che sa stare zitto, che possiede un forte carattere e che sa dire la propria prendendosi le sue responsabilità. Altri grandi qualità di Conte sono il saper ammettere gli sbagli, saper rivedere le proprie convinzioni e non aver bisogno di trovare un nemico o creare casi per determinare lo spirito giusto di competizione. L’assenza di Balotelli? Il nuovo ct non guarda in faccia a nessuno: se Mario Balotelli dimostrerà di esserci, Conte lo chiamerà e saprà valorizzarlo, anche nel gruppo che l’ha scaricato. Altrimenti ne farà a meno”.