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Il “Puntinismo”: mostra personale di Lorenzo Pansolin a Palazzo Beato Jacopo

Inaugurata il 3 agosto, nella sala al secondo piano di Palazzo Beato Jacopo, la mostra personale di Lorenzo Pansolin si concluderà lunedì 12 agosto; ancora pochi giorni per poter ammirare le numerose opere esposte, tangibile testimonianza della padronanza tecnica ed espressiva raggiunta dall’artista nato a Cogoleto ma che vive e opera a Varazze.

L’interessante mostra di Lorenzo Pansolin, mago del puntinismo, visitabile dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 23.00, fin dai primi giorni ha riscosso un meritato e lusinghiero successo a riprova e conferma di un’arte espressiva che sottolinea, con rara efficacia, paesaggi e ritratti che movimentano, come in una fluida danza, un cammino artistico giunto all’apice della perfezione.

Un’esposizione che merita di essere vista, analizzata e assaporata nei più minimi particolari, facendosi spiegare dall’artista, sempre presente e disponibile, non solo la particolare tecnica utilizzata, ma anche le motivazioni che l’hanno convinto a realizzarla con quei particolari.

Lorenzo Pansolin dal 1968 usa prevalentemente la tecnica del “puntinismo”, studiata ed interiorizzata presso la scuola dei “Pointillistes” francesi. Si nota subito la padronanza del chiaroscuro, efficace strumento per creare atmosfere romantiche ma anche ritratti dall’espressione intensa, dove i personaggi catturano l’interesse di chi li guarda, quasi prendono vita. Belli gli scorci caratteristici della nostra Liguria, perfettamente riconoscibili anche senza didascalie. Da ogni quadro incorniciato con gusto, traspare la padronanza della tecnica, che unita alla sensibilità dell’artista, rende la mostra piacevole e raffinata. Numerosi i premi e riconoscimenti ricevuti; sarebbe un lungo elenco citarli tutti. Essendo cartografo di professione, cura varie pubblicazioni, ha illustrato “l’agenda nautica e “Basi misurate”, edite entrambe dall’Istituto Idrografico della Marina (1984-2001).

Pansolin non si limita alla sola difficile tecnica del “puntinismo”, dipinge anche la natura in tutte le sue forme. I frutti o i fiori da lui raffigurati colpiscono per il loro verismo quasi che un’istantanea abbia fissato l’attimo sulla tela. Una mostra da visitare senza fretta: le cose belle bisogna gustarle con calma; un’emozione da provare, da non lasciarsela sfuggire.