Il Taccuino Presenta
Il senso di un’ombra di Jay Manari
Jay Manari ci fa conoscere le rocambolesche abilità di Peter, acrobata
al Neverland Circus, diretto da Spugna al servizio del ricchissimo
pubblicitario Sir James Hook. Un personaggio in bilico, non solo per la
sua occupazione, ma anche per quello che rappresenta: un’anima votata
all’eterna gioventù sempre in fuga, in un mondo che “non c’è”. Una
narrazione ispirata all’opera di James Barrie che unisce l’evasione
della fiaba al resoconto sofferto di chi ha potuto seguire la genesi di
una creazione artistica che ha accompagnato – e continuerà ad
accompagnare – intere generazioni. Inquietudine e leggerezza, in un
romanzo “dedicato a tutti quei bambini maggiorenni che conoscono la
differenza fra crescere e invecchiare.
Titolo: Il senso di un’ombra
Autore: Jay Manari
Genere: Racconto – Fantasy – Letteratura per ragazzi
Casa Editrice: Gruppo Albatros Editore
Pagine: 98
Prezzo: 13,90 €
Codice ISBN: 978-88-306-1155-9
«Vuoi sapere perché una delle mie stranezze è proprio la totale assenza
di peso? Perché sono “Leggerezza”? Ecco… la Felicità, anche se non
sembra, è pesante e proprio per questo, per trasmetterla, bisogna essere
leggeri come l’aria! Solo così, infatti, ognuno può serenamente
avvicinarsi al peso della propria Felicità. Questo è il motivo per cui
esisto. Un adulto direbbe: «Ah, è il tuo lavoro!» e uno dei miei piccoli
seguaci risponderebbe canticchiando: «È un gioco, è il gioco di Peter!».
Il gioco della Felicità […]».
Un libro nel libro nel teatro: Il senso di un’ombra è liberamente
ispirato all’opera teatrale
“Peter Pan, il bambino che non voleva crescere” dello scrittore scozzese
James Matthew Barrie. Questo significa molte cose, forse troppe, poste
in un equilibrio mirabolante, perfetto, che fa saltare il fiato dal
petto alla gola, proprio come fa un’acrobata sul filo.
Peter Pan è tante cose: l’infanzia scandita da storie fantastiche, i
sogni prima di addormentarsi, la crescita che non si accetta, la fuga da
quest’ultima, l’assenza di peso, dimensione, ombra, gravità; una
leggerezza che significa ritirarsi in un mondo immaginifico, così da non
perdere mai quello slancio vitale, lo stesso, forse, che fa spiccare il
volo. Nella vita comune questo può essere tradotto nell’attitudine a un
vago sentore di giovialità che non è superficialità, ma piuttosto una
ricerca incessante di questa bramata gioventù che non segue l’età
biologica, bensì esiste in ognuno di noi ed è costituita dal bagaglio
emotivo, fatto di secondi, ere, minuti, decenni, chi lo sa. Un’età
incalcolabile, che non segue gli step canonici: non c’è un’infanzia che
diventa adolescenza e poi giovinezza ed età adulta, ma un magma che si
espande lento e scottante, che oltrepassa i confini generazionali e
diventa uno stato generale e perpetuo; tutto questo diventa poi un’arte
fine e infinitesima, ovvero riuscire a entrare nel surreale, tanto da
conoscersi in meandri mai battuti, inconsci, estranei quasi. Il sorriso,
il volo oltre le nuvole, la spensieratezza diventano così lo strumento
per affrontare il proprio ospite inquietante, una presenza a volte
scomoda che però ci permette di interpretare quella stessa “leggerezza”
– la giovinezza – come un filtro attraverso cui guardare il mondo,
viverlo, appassionarsi per riconoscere, nelle pulsioni più genuine, il
senso della nostra identità, e così accendere un lumino, poi un faro
sulle oscurità altrui.
Parole che servono, tramite un’opera indimenticabile come quella di
Peter Pan, a far emergere la natura pedagogica del testo, ed essere così
anche d’esempio per una lettura non solo giovane, ma che certamente si
può definire di formazione. Jay fa tutto questo, e le immagini presenti
nel testo creano un mondo trasversale che si ricollega alla natura
molteplice e sconfinata delle arti, di quanto queste possano stringersi
in un afflato che rinsalda il nostro più profondo sentire. Le immagini
sono fantasia, ma possono anche essere diapositive, fotografie,
fotogrammi, frame. Sogni? Sì, anche. E così l’artista che ce le dona si
fa genitore delle nostre fantasticherie, del nostro mezzo
interpretativo: lui acrobata e anche noi, oscilliamo su queste emozioni
che si vedono, si sentono e si toccano con la speranza che possano
rimanere eterne.
TRAMA. Scrittore talentuoso e squattrinato, Peter lavora come acrobata
al Neverland Circus, gestito dal capo clown, il signor Spugna, a sua
volta alle dipendenze del pubblicitario plurimiliardario Sir James Hook,
meglio noto come Uncino, ora marito di Wendy.
Narrato attraverso gli occhi della prima attrice che abbia mai
interpretato Peter Pan, Il Senso di un’ombra svela i lati più oscuri
della sceneggiatura originale dell’autore scozzese James Barrie,
approfondendo la natura del suo vero finale, molto spesso censurato sia
dalle produzioni cinematografiche che da quelle teatrali, mettendo in
luce i drastici cambiamenti avvenuti poco prima del suo celebre debutto
al Teatro Duke York il 28 dicembre 1904.
BIOGRAFIA. Regia. Scrittura. Pittura. Queste le arti predilette da Jay
Manari, giovane artista indipendente che dal 2014 lavora per produzioni
di film, promo, serie TV e video musicali tra l’Italia e gli Stati
Uniti. Nel 2014, ha fondato ManarìFilmArts Productions, una nascente
casa di produzione e post produzione video, attualmente dedita alla
pre-produzione di Feelings In The Shadow, la versione cinematografica de
Il senso di un’ombra. Da gennaio 2018, Jay lavora come Direttore
Artistico e Video Content Creator per MiraBan LTD, una poliedrica
Società di Arte e Intrattenimento londinese. Da settembre 2019, vive a
Cardiff, dedicandosi al potenziamento del proprio stile registico, così
da far risorgere l’Italia quale sostenitrice partecipe e internazionale
della Settima Arte e non solo come suo set cinematografico o musa
inspiratrice.
Contatti
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