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Il Teatro della Tosse festeggia i suoi 50 anni riproponendo una nuova versione di Ubù e non solo

Il Teatro della Tosse festeggia i suoi 50 anni riproponendo una nuova versione di Ubù e non solo
Emanuele Conte, Amedeo Romeo e Marina Petrillo

Foyer pieno ieri mattina per la presentazione del vasto programma che celebrerà Il cinquantesimo compleanno del Teatro alla Tosse. Un compleanno importante per un teatro importante nel cuore di Genova che ha sempre guardato avanti e continua a farlo reinventandosi sempre. Un teatro che da quando è nato ha mantenuto la sua identità rinnovandola, fondendo mestieri antichi e nuove professioni, artigianato e tecnologie e che, da sempre, mette al centro la relazione: con il suo tempo, con gli artisti, i collaboratori, le istituzioni, i territori e, soprattutto, il pubblico.

Oltre ai padroni di casa presenti le istituzioni nelle figure di Giacomo Montanari per il Comune di Genova e Daniele Biello per la Regione Liguria. “Siamo nel cuore medievale di Genova, questo è uno spazio dove la città ha iniziato a rigenerarsi – ha detto Montanari – In questo teatro c’è grande coinvolgimento che comprende un percorso di cittadinanza inclusivo”.

Emanuele Conte e Amedeo Romeo

Biello ha invece parlato di andamento circolare: ”In questo cinquantesimo compleanno c’è idea di circolarità. Il teatro, sempre fedele a sè, ripropoponendo UBU dimostra questa circolarità: non si celebra la fine di un ciclo, ma l’inizio di un nuovo momento”. Ed infatti il 16 ottobre vi sarà la prima nazionale del nuovo spettacolo di produzione: UBÙ, RE SCATENATO, una nuova “edizione” dell’iconico personaggio di Jarry, scritto e diretto da Emanuele Conte che resterà in scena fino al 26 ottobre alla sala Trionfo. Ricordiamo che UBU Re è stato il primo spettacolo messo in scena l’8 ottobre del 1975 dal neonato Teatro della Tosse, con la regia di Tonino Conte e le scene di Emanuele Luzzati. Per questo nuovo allestimento Emanuele Conte ha riscritto la sua storia, dando vita a un dialogo tra passato e presente e scegliendo di trasportare questo personaggio destabilizzante nel nostro tempo.

“Non mi sono ancora abituato ad essere qui, a lavorare in questo teatro – ha detto Amadeo Romeo da 10 anni direttore del teatro – perchè questo è un posto particolare. Ma anche il pubblico non si è abituato a noi perchè cambiamo sempre. Rinnovarci  fa parte di noi ed ecco perchè oltre allo spettacolo abbiamo pensato di rifare anche il disegno che ha contraddistinto Ubù, perchè appunto si va avanti”. E così, ad accompagnare le repliche di UBÙ RAP, vi è un progetto artistico a cura del giovane artista Theo Rem: una mostra-installazione con materiali e illustrazioni originali, interventi musicali dal vivo, band in costume e performance artistiche; una ulteriore rilettura del personaggio di UBU  legata alle manie collettive contemporanee e alle follie del teatro che introdurranno il pubblico al suo mondo prima dello spettacolo negli spazi della Claque. 

Ma i festeggiamenti per il Cinquantesimo, che da questo autunno ci accompagnerà fino alla primavera 2026, comprendono un vasto programma fatto di mostre, nuove produzioni, prodotti multimediali, grandi ospiti internazionali e progetti culturali realizzati in collaborazione con Regione Liguria, Comune di Genova e con le principali istituzioni culturali. Un fantastico viaggio nella storia del teatro con gli occhi ben aperti sul futuro . Si aprirà con due serate speciali, la prima l’8 ottobre comprende una grande festa con una serata aperta al pubblico nella Sala Trionfo dei Teatri di S.Agostino, restituiti alla città in veste completamente rinnovata dopo gli ultimi interventi di ristrutturazione ed efficientamento. L’11 ottobre si prosegue coi festeggiamenti  al Teatro del Ponente che riapre le sale, dopo importanti lavori di adeguamento grazie al Comune di Genova ed il Municipio VII Ponente.  

L’anniversario prosegue poi con la pubblicazione di 50 ANNI DI… un nuovo libro sugli ultimi 10 anni di attività della Fondazione edito da Sagep e la presentazione di CINQUANTA – Mezzo Secolo con il Teatro della Tosse, un documentario scritto da Giovanni Ortoleva, produzione Zebra Film, che celebra i 50 anni del Teatro della Tosse attraverso un racconto che intreccia passato e presente. 

A chiudere l’anno ed aprire il 2026 infine LA TOSSE, TEATRO DI OGGI 50 ANNI DI…, una grande mostra in tre sezioni curata da Giampaolo Bonfiglio, con la collaborazione di Paolo Rinaldi per le ricerche storiche e Maria De Barbieri per la parte testuale, in programma a Palazzo Ducale, dal 16 dicembre 2025 al 27 gennaio 2026. 

“Devo ringraziare Enrico Campanati e Pietro Fabbri che mi sono sempre stati accanto in questo progetto. La Tosse ha fatto parte di un movimento generale, le persone hanno cominciato ad andare a teatro senza pelliccia e cappellino. – ha detto Maria de Barbieri – Abbiamo toccato il territorio e l’anima della città quando abbiamo messo in scena I persiani e con Odisseo, Ulisse, Nessuno abbiamo fatto più presenze del Teatro Duse. Essere aiutati dalle istituzioni è giusto, ma l’essere un po’ guasconi ci identifica.Questo spirito assurdo che aveva Tonino deve rimanere”. La mostra quindi ripercorre un itinerario del passato storico, ma anche  quello più recente attraverso la ricostruzione iconografica di un teatro per il pubblico, che ricorda e rivive i propri protagonisti e le proprie rappresentazioni raccontando la sua storia attraverso oggetti, elementi scenografici originali, costumi, video e proiezioni immersive. Francesca Camponero