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Impresa del Bologna a Pescara

Le squadre. All’Adriatico Pescara e Bologna si giocano una fetta importante di serie A, due sono i punti che separano le compagini, all’andata finì 1 a 1. Il mercato ha regalato agli abruzzesi un numero considerevole di colpi sia in entrata che in uscita, certo trovare l’amalgama in tempi brevi non sarà così facile e scontato per Bergodi. Il Bologna si è mosso poco acquisendo Naldo, Moscardelli e Christodopolou, ma forse quello che è finora davvero mancato agli uomini di Pioli in trasferta è stta la personalità e la voglia di osare, che è innata al Dallara, ma sconosciuta lontano dall’Emilia del resto 2 vittorie e 9 sconfitte in trasferta la dicono lunga sulle difficoltà dei felsinei.

Ben più pesante il momentum dei biancazzurri, reduci dal 6-0 di Genova e da tre sconfitte consecutive, con ben 10 reti subite, Bergodi  prova a risalire la china presentando ben 8 novità rispetto agli 11 partiti titolari a Genova.

I tempo. Bologna che si presenta con Curci al posto di Agliardi, piove ed il campo pesante frena un po’ le iniziative delle due squadre che partono contratte, si fa vedere al 5° il Pescara con un tiro di Weiss che si perde a lato, faticano i centrali rossoblu a contenere in acrobazia Sforzini.

Dopo una decina di minuti il Bologna prende in mano il pallino delle operazione e con il suo possesso palla prolungato, anche se talvolta stucchevole, inizia ad arrivare pericolosamente dalle parti di Perin, che al 16° deve volare per deviare in corner un tiro violentissimo di Taider dai 16 metri, al 20° ci prova Diamanti , sempre da lontano, salva in due tempi il portiere abruzzese.

Il Pescara difende, chiaramente in difficoltà e fatica a riproporsi se non con lunghe palle a cercare la testa di Sforzini, salva in extrenis, quasi sulla linea di porta Cosic che anticipa d’un soffio la scivolata vincente di Gilardino, poi, dopo una punizione dal limite di Diamanti, deviata dalla barriera, al 29° il primo episodio da moviola, Weiss prende palla a centrocampo, caracolla, supera un paio di avversari e , entrato in area, a contatto di Antonsson gli cerca il piede e crolla al suolo, De Marco assegna un penalty che è già troppo definire generoso, batte lo stesso slovacco che spiazza Curci e porta avanti i suoi al 30°.

Il Bologna reagisce subito e dopo 3 minuti ottiene  a sua volta un penalty, questa volta solare, per un maldestro calcione di Zanon ai danni di Cherubin, si incarica della battuta Diamanti che calcia violentemente spiazzando Perin, 1-1 e sesto centro per il fantasista della nazionale.

 

Il Bologna continua a fare la partita ma senza riuscire a creare occasioni clamorose e , dopo una punizione dal limite calciata da D’Agostino e deviata dalla barriera, secondo episodio da moviola, Weiss entra in area, Taider si ferma alzando addirittura le braccia per non toccarlo lo slovacco che cade inciampando sulla sfera, De Marco fa proseguire, il suo collaboratore di porta lo convince ad assegnare il penalty, pazzesco e incredibile!

Batte D’Agostino che con l’aiuto della traversa realizza portando di nuovo avanti i suoi, e realizzando il suo primo gol in biancoazzurro.

II tempo. Il Bologna entra in campo con la determinazione giusta e con idee chiare:schiacciare l’avversario e risalire dal crepaccio in cui è stato spinto dagli eventi nel primo tempo.

Bastano appena 5 minuti e le cose iniziano a sistemarsi, Contrasto al limite sulla fascia tra Motta ed il ‘solito’ Weiss, De Marco concede la punizione ai felsinei, la batte tagliata e con i giri contati Diamanti, nel mucchio in area svetta la testa di Gilardino che non dà scampo a Perin, 2-2, decimo gol del Gila in campionato, ma soprattutto gol 156 su 400 presenze in massima divisione, raggiunti Riva e Inzaghi.

Il Pescara accusa moralmente e soprattutto fisicamente, la squadra fatica a pressare e non attacca quasi più limitandosi ad una difesa passiva.

Passano 4 minuti e ancora Gila, in splendida girata, batte Perin, il segnalinee però invalida tutto, l’off side è davvero millimetrico, bravo e fortunato il collaboratore di De Marco.

Ma c’è solo una squadra in campo, nonostante i cambi il Pescara annaspa, il Bologna sale di tono, il suo possesso palla è ora più concreto e letale e, quasi inevitabile, arriva il gol del sorpasso, Morleo sulla sinistra affonda, sterza e scodella un cross tagliato verso il secondo palo dove arriva Kone che in deviazione volante insacca, 3-2 al 21′ e quarto gol per il greco, ancora una volta rete bellissima e pesante.

 

A questo punto i felsinei rallentano ed aspettano la reazione degli adriatici che in verità non arriva, il Pescara è sulle ginocchia e con il morale sotto i tacchi, dalle curve arrivano cori poco amichevoli e la squadra avanza con poche idee e assai confuse.

Curci deve giusto sbrigare un paio di situazione da palla inattiva, mentre in ripartenza il Bologna sfiora ripetutamente il poker con Diamanti e Kone che non centrano la porta.

Entra anche il neo acquisto Moscardelli che si fa subito apprezzare, all’ultimo minuto di recupero, in 4 contro 1 il Bologna fallisce il quarto gol con Kone che calcia a lato, ma poco importa, i 3 punti prendono la direzione di Bologna.

La sintesi. Partita a posta altissima con le due contendenti che si sono affrontate agonisticamente ad alti livelli, non risparmiando energie e grinta, per fortuna le decisioni della compagine arbitrale non hanno alla fine inciso, ma , dopo i due rigori, generosamente assegnati ai padroni di casa, il Bologna di altre uscite sarebbe affondato, invece la squadra di Pioli ha tenuto i nervi saldi e , complice l’intervallo, ha riordinato le idee ed è uscita alla grande nella ripresa dove ha pareggiato e poi effettuato il sorpasso controllando agevolmente il ritorno degli avversari. Sono questi per i felsinei 3 punti di platino che allontanano le secche della bassa classifica e permettono di proseguire il cammino con fiducia rinnovata, del resto di qualità in questa squadra ce n’è davvero tanta, anche se certi errori continuano a ripetersi uguali a sè stessi…

Il Pescare vive sull’entusiasmo e su un delicato equilibrio nervoso, neppure il doppio vantaggio assicura almeno un punto agli adriatici, crollati alla distanza, ed incapaci di reagire allo svantaggio, la sconfitta, complice il successo in extremis del Genoa, fa precipitare i biancoazzurri al terz’ultimo posto e, visto quel che è accaduto oggi, pare davvero un mezzo miracolo la possibilità di salvarsi.

Le pagelle.

Pescara (4-3-1-2): Perin 6; Zanon 5, Bianchi Arce 5,5, Cascione 5,5 (34′ st Abbruscato s.v.), Modesto 5; Rizzo 5, D’Agostino 5,5 (25′ st Bjarnason 5,5), Cosic 5,5; Weiss 6,5; Sforzini 6, Vukusic 5 (26′ st Celik 5,5).
A disp.: Pelizzoli, Bocchetti, Capuano, Zauri, Togni, Caprari, Caraglio, Sculli. All.: Bergodi 5.

Bologna (3-4-2-1): Curci 6; Antonsson 5,5, Sorensen 5,5, Cherubin 6; Motta 5,5 (31′ st Garics s.v.), Perez 6, Taider 6, Morleo 6; Diamanti 7 (34 st Moscardelli 6), Kone 7; Gilardino 7,5 (42′ st Pasquato s.v.).
A disp.: Agliardi, Stojanovic, Abero, Carvalho, Khrin, Pazienza, Guarente, Christodoulopoulos. All.: Pioli 6,5.

Arbitro: De Marco

Marcatori: 30′ Weiss (P), 34′ Diamanti (B), 45′ D’Agostino (P), 4′ st Gilardino (B), 21′ st Kone (B)

Giuseppe Floriano Bonanno

Ammoniti: D’Agostino, Sforzini, Cascione, Zanon (P), Pasquato (B)