
La terza e ultima tappa del Rally di Argentina ha preso il via per le ultime tre prove speciali con una classifica che vedeva al comando la Ford Fiesta di Elfyn Evans con un vantaggio ridotto ai minimi termini , solo 11 secondi, sulla Hyundai di Neuville.
Ad attendere i concorrenti solo tre prove, forse le più difficili della gara, quei tratti in terra nelle gole della Traslasierra terra di conquista del compianto pilota argentino Jorge Recalde, detto “cavajo de lana” perché alle gare del debutto di carriera si presentava con una tuta dalle dimensioni extra large….con il cavallo piuttosto basso,vincitore anche di un’edizione della gara mondiale al volante di una Lancia Delta.
Per due prove Evans, la rivelazione della gara, resisteva agli assalti di Neuville ma gli era fatale la power stage, come dire che Evans ha perso il rally di argentina nelle ultime centinaia di metri dell’ultima prova: alla fine il distacco era di soli 7 decimi a favore del pilota belga . Incredibile !!
In una sola prova Neuville si è ripreso quanto la sfortuna gli aveva tolto nelle prime gare stagionali a Montecarlo e in Svezia. E’ una vittoria importante perché ora il belga sta diventando la vera minaccia per la Ford Fiesta di Ogier che con il quarto posto ha incamerato punti egualmente pesanti e per la Toyota Yaris che dopo gli exploit sui terreni dal fondo scivoloso ora sugli sterrati secchi sta dimostrando grossi limiti eppure al volante c’è un certo Latvala che di fondi in terra se ne intende parecchio.
Ancora una volta Neuville non ha fatto calcoli, ed è questo uno dei suoi limiti, è partito a testa bassa ed è stato premiato. “Ho dato tutto – ha detto Neuville dopo aver concluso la Power Stage – Non avevo più pneumatici molto performanti dopo aver attaccato a fondo nelle prime due prove speciali della mattina. Comunque sarei stato contento anche se non avessi vinto”.
A pochi metri da un Neuville che brindava senza fine un Evans in preda al più profondo sconforto: “È veramente difficile da digerire una sconfitta con un margine così irrisorio. Purtroppo ho commesso un piccolo errore toccando un ponte e forse la differenza è tutta lì. Ma in questa gara ho imparato davvero tanto…”. E a poco servivano le parole incoraggianti del suo entourage e degli uomini della M-Sport, Malcom Wilson in testa. In fin dei conti il vincitore morale della gara è lui che è riuscito per tre giorni a far fare una ben magra figura a dei “colleghi” ben più esperti e ben più famosi.
Infatti dalla gara che per tre giorni ha visto le vetture misurarsi sulle carreras della pampa argentina escono con le ossa rotte in tanti. Ad incominciare dal campione del mondo Ogier che non ha mai messo fuori il naso dalla finestra. Il francese, ad ogni assistenza, non ha saputo fare altro che lamentarsi della vettura, del non trovarsi a suo agio, della mancanza di feeling. Un atteggiamento non certo da campione del mondo e non ci sarebbe da stupirsi se fosse richiamato a cambiare atteggiamento.
Non meglio ha fatto certo Latvala che era atteso all’attacco e che invece ha chiuso con un modesto, e anonimo, quinto posto ma peggio ancora ha fatto l’intera squadra della Citroen che a metà della seconda tappa ha fatto le valige dopo che i suoi due piloti di punta ne avevano combinato di tutti i colori e dopo che la C3 aveva evidenziato qualche defaillance di troppo.
Quella vista in Argentina non era certo la Citroen C3 che aveva fatto saltare il banco in Messico. La più grossa delusione è venuta da Meeke che è il pilota di punta. Meeke nella prima tappa si è esibito in un fuori strada disastro. Poi nella seconda, dopo aver vinto anche due prove, ha voluto forzare con il risultato di mettersi la C3 per….cappello. C’è solo da sperare che si sia trattato solo di una prova sfortunata perché il campionato ha bisogno di una Citroen competitiva altrimenti la lotta per il titolo si ridurrà troppo presto a una lotta a due.
Alle porte ci sono il rally del Portogallo e il Rally d’Italia in Sardegna. Due gare tutte su terra dopo le quali il mondiale 2’017 dovrebbe avere un volto ben definito con delle sentenze che potrebbero, per qualcuno, sotterrare i buoni propositi di inizio di stagione.(Carlos Garcia)
La classifica finale
1. Neuville-Gilsoul (Hyundai i20 WRC ’17) – 3h. 38’10”6
2. Evans-Barritt (Ford Fiesta WRC ’17) + 0”7
3. Tanak-Jarveoja (Ford Fiesta WRC ’17) + 571
4. Ogier-Ingrassia (Ford Fiesta WRC ’17) + 1’11”6
5. Latvala-Anttila (Toyota Yaris WRC ’17) + 1’25”7
6. Paddon-Kennard (Hyundai i20 WRC ’17) + 3’42”1
7. Hanninen-Lindstrom (Toyota Yaris WRC ’17) + 6’55”2
8. Sordo-Marti (Hyundai i20 WRC ’17) – 4’02”2
9. Ostberg-Floene (Ford Fiesta WRC ’17) + 53”0
10. Tidemand-Andersson (Skoda Fabia R5) + 17’32”1
Classifica Piloti:
1.Ogier 102; 2.Latvala 86; 3.Neuville 84; 4.Tanak 66; 5.Sordo 51; 6.Evans 42; 7.Breen e Paddon 33; 9.Meeke 27; 10.Hanninen 15.
Classifica Costruttori
1.Ford M-Sport 162; 2.Hyundai Motorsport 140; 3.Toyota Gazoo Racing 99; 4.Citroen Total Abu Dhabi 77.
Classifica dopo seconda tappa;
1.Evans-Barritt (Ford Fiesta WRC ’17) – 2h.53’45”7
2. Neuville-Gilsoul (Hyundai i20 WRC ’17) + 11”5
3. Tanak-Jarveoja (Ford Fiesta WRC ’17) + 26”8
4. Ogier-Ingrassia (Ford Fiesta WRC ’17) + 49”9
5. Latvala-Anttila (Toyota Yaris WRC ’17) + 1’24”6
6. Paddon-Kennard (Hyundai i20 WRC ’17) + 4’26”7
7. Hanninen-Lindstrom (Toyota Yaris WRC ’17) + 9’34”3
8. Bertelli-Scattolin (Ford Fiesta WRC ’17) + 12’10”0
9. Sordo-Marti (Hyundai i20 WRC ’17) – 13’26”8
10. Tidemand-Andersson (Skoda Fabia R5) + 13’57”5
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