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IN BICI NEL SELVAGGIO WEST SVIZZERO

Tappa 1: Basilea – Courgenay

Basilea, città di contrasti, università, mercati, congressi e musei, ma anche verde e, a modo suo, silenziosa e tranquilla; una città che non va certo liquidata in un paio d’ore, ma a cui dedicare almeno il tempo di un weekend, in una occasione tutta per sè. Per fissare un’immagine spettacolare di Basilea, salite almeno sulla Pfalz, la terrazza dietro la cattedrale, da cui si gode una splendida vista sul centro storico e che spazia sino ad abbracciare l’incontro di tre nazioni.
I suoni della città si spengono non appena, in sella alla bici, si scalano le prime alture del Giura; poi si riprende fiato lungo il boscoso ruscello La Lucelle, che segna il confine franco-svizzero. Lucelle, il borgo che prende il nome dalla valle, è una piacevole sorpresa; dopo la visita ai resti del monastero, divenuto una casa di riposo, si può optare per una passeggiata in carrozza trainata da cavalli; oppure affrontare l’escursione fino alla Vue des Alpes, sulle vette del Giura, con fantastica vista sul Lago di Neuchâtel.
Lasciato Lucelle, ci si immerge lentamente fra le dolci colline dell’Ajoie, regione estesa e poco popolata, al confine con la Francia. Pedalando tra frutteti e vigneti si incontra la cittadina medievale di Porrentruy, dominata dal maestoso castello. La località viene spesso definita anche «capitale culturale» del Giura, grazie anche alla presenza di numerosi e insoliti musei. Spicca, tra gli altri, il Museo Hôtel-Dieu, splendida farmacia storica, capolavoro di falegnameria artistica.
Courgenay, ai piedi del versante settentrionale del Giura, è un borgo industriale che però ha mantenuto parte del suo fascino specialmente nel centro storico, con le caratteristiche case coloniche. Magnifica la cornice circostante, in cui spiccano le Grotte Saint-Nicolas in un paesaggio che ricorda la foresta tropicale.

Tappa 2: Courgenay – Saignelégier
Superata la catena giurassiana, ecco il fiume Doubs coi suoi angoli segreti. La piccola, incantevole città medievale di St-Ursanne merita una sosta; lasciate la bici e passeggiate nelle strette, caratteristiche viuzze del centro storico e non perdete la quiete del chiostro della chiesa colleggiata romanico-gotica. Spingetevi fono al ponte St. Jean, a quattro archi in pietra, risalente al 1728 per una visione romantica della cittadina.
Abbandonato per ora il fiume, si sale lentamente verso l’altopiano delle Franches-Montagnes, vasto e ameno, in uno scenario fatto di corti isolate, geometrie di muretti a secco e cavalli al pascolo. Il corso del Doubs si incontra di nuovo al villaggio rurale di Soubey; da lì si snodano bei percorsi escursionistici e ciclabili, ma il villaggio è anche un paradiso per pescatori e canoisti. Il centro storico è caratterizzato da case del XVII-XVX secolo, di notevole bellezza. La parrocchiale è persino più antica ed è l’unica chiesa svizzera a nord delle Alpi con un tetto di lastre in pietra calcarea.
Siamo nel cuore delle Franches Montagnes sull’altopiano dolcemente ondulato del Giura, su cui si alternano pascoli a fitti boschi di abeti, cascine solitarie a graziosi villaggi. Tra questi Saignelégier, famoso per la festa nazionale dei cavalli Freiberg che si tiene ogni anno in agosto. E dato che la regione è la patria dei cavalli di questa razza autoctona, non si può non approfittare per fare un’escursione in sella… al cavallo! Allungate sui pedali fino a Goumois per scoprire la sua doppia personalità. Il paese è metà francese e metà svizzero, essendo posto sulle due rive del Doubs che segna il confine tra i due stati; scuola in terra svizzera, chiesa in terra francese, ma una sola anima; davvero molto singolare.

Tappa 3: Saignelégier – La Chaux-de-Fonds
Prima lo stagno paludoso, poi la salita verso la centrale solare del Mont Soleil, coperto di aceri di montagna, e le pale eoliche del Mont Crosin; di fronte il Chasseral, una delle vette più alte del Giura: benvenuti a Saint-Imier! L’energia, le fonti rinnovabili, sono certamente i temi che si colgono maggiormente arrivando qui – le centrali sono visitabili – ma non manca di attrattiva tutto il territorio, che offre percorsi dedicati ai diversi tipi di pedalata o all’escursionismo a piedi. Non perdete il Museo Longines, uno spazio espositivo che preannuncia l’ingresso nella vicina La Chaux-de-Fonds, vivace capitale della misura del tempo. Prima di lasciare Saint-Imier (ma ce ne sono sparsi in tutto il territorio di questa tappa), visitate il caseificio dove di produce il formaggio Testa di Monaco dop; per degustarlo, non viene semplicemente tagliato, ma raschiato a rosette molto sottili per mezzo di un apposito utensile, la «girolle».
La Chaux-de-Fonds è uno dei centri più importanti dell’arte orologiaia svizzera. Lo testimonia il suo Museo Internazionale dell’Orologeria, con oltre 4000 oggetti esposti, dalla meridiana fino all’orologio atomico. Città più elevata della Svizzera, ha dato i natali a diversi personaggi famosi: l’architetto Charles Edouard Jeanneret-Gris, alias Le Corbusier, è nato qui nel 1887 e qui ha lasciato alcune opere giovanili tra cui la Maison Blanche che costruì nel 1912 per i genitori; l’avanguardistica Villa Turque fa invece parte del patrimonio culturale dell’umanità. L’impronta Art Nouveau che si coglie passeggiando per La Chaux-de-Fonds risale a ben prima di Le Corbusier e si è imposta dopo l’incendio di notevoli proporzioni che nel 1794 un distrusse quasi totalmente la città.

Tappa 4: La Chaux-de-Fonds – Fleurier
È una tappa bucolica e misteriosa al tempo stesso quella che attraversa il Giura neocastellano in un paesaggio di cui resteranno nella memoria le solitarie case in pietra, il ronzio delle libellule della torbiera alta Les Ponts-des-Martel, il mistero della fata verde della Val-de-Travers. Prima di dedicarvi all’itinerario, allungate sul valico della Vue des Alpes, verso Neuchatel, 1283 metri di altitudine che regalano un bel panorama. Partono da lì numerose escursioni, mentre sulla Tête de Ran, accanto alla rampa per il parapendio, parte un tracciato per mountain bike lungo 7,3 chilometri.
Ancora arte orologiera e un museo dedicato a La Locle, villaggio di alta quota dove si visitano anche i mulini sotterranei del Col de Roches.
Ora i paesaggi lungo le anse dell’Areuse inducono pace e tranquillità, la rete di tracciati per bici si allarga e non bisogna mancare la sosta al Chapeau de Napoléon, da cui si gode una vista incredibile sulla Val de Travers. Se volete dedicarvi ad attività extra bici, potete farvi rilasciare una licenza giornaliera di pesca dalla polizia cantonale di Môtiers, il paese in cui visse per qualche anno Jean-Jacques Rousseau e in cui si producono, all’interno del monastero, i famosi spumanti Mauler.
Nella parte orientale della Val de Travers si trova Noiraigue, il cui toponimo significa “acqua nera” e trae orgine dai terreni paludosi della Vallée des Ponts-de-Martel. Lì l’Areuse forma una conca e si butta in una romantica gola, da scoprire in un gioco emozionante, tra passerelle, ponticelli e scalini. Il Creux du Van, con le ripide pareti rocciose a strapiombo, forma uno spettacolare anfiteatro che ospita la più vasta riserva naturale protetta del Cantone Neuchâtel.

Tappa 5: Fleurier – Vallorbe
È un mondo magico e nostalgico, il mondo degli automi musicali, dei carillon e delle marionette, quello che si incontra pedalando sulla terrazza soleggiata nel cuore del Giura Vodese. Lì sorge Sainte-Croix, centro mondiale della produzione di carillon, piccoli capolavori la cui produzione ha raggiunto, nel corso di due secoli, la perfezione. Per avere un’idea dell’importanza che rivestono questo tipo di creazioni, visitate il Museo dei Carillon e degli Automi a Sainte-Croix e il museo dedicato nel vicino centro di L’Auberson.
Nel villaggio di Les Rasses è posta la stazione inferiore della funivia del Chasseron, da cui si diramano itinerari panoramici per tutti i gusti e gradi di difficoltà.
Nel fondovalle tra le alture del Dent du Vaulion ecco Vallorbe; nell’antica fucina comunale il Museo del Ferro e della Ferrovia racconta la storia della lavorazione locale del ferro. Un percorso circolare consente di visitare la vicina Grotta dell’Orbe, ricca di stalattiti e stalagmiti e che custodisce il Tesoro delle Fate, cioè una notevole collezione di oltre 250 minerali. Dalla grotta scaturisce il ruscello Orbe, le cui acque derivano dagli emissari sotterranei dei vicini Lac de Joux e Lac Brenet.
Per un’emozione straordinaria, prima di lasciare Vallorbe tenete il tempo per visitare il Jura Parc, sul Mont d’Orzeires, dove coabitano lupi, orsi e… bisonti! Potrete osservare questi animali nel loro habitat naturale, nel corso di una passeggiata in tutta sicurezza lungo un cammino protetto e una passerella a tre metri dal suolo.

Tappa 6: Vallorbe – Nyon
Se volete godere di uno dei più bei panorami della Svizzera romanda, non perdetevi il Dent de Vaulion, un picco a 1483 metri di altezza. Lungo il sentiero, prima di raggiungere la vetta, potete anche degustare una deliziosa fondue in una buvette d’alpe. Altrimenti, la vostra tappa inizia senza fatica con la discesa verso il limpido Lac de Joux accompagnati da lunghe file di muretti in pietra. La Vallée de Joux è, per tutti, la valle degli orologi. Nel minuscolo centro di Le Brassus, l’arte dell’orologeria ha una lunghissima tradizione e vanta i marchi più lussuos. E proprio lì, nel paese degli orologiai, inizia la salita per il Col du Marchairuz, una meravigliosa cornice in cui si pedala volentieri tra freschi boschi, pascoli e doline; giù in fondo, i riflessi del lago.
Tappa conclusiva, Nyon, affacciata sul Lago Lemano; città affascinante, con uno splendido lungolago, è circondata da vigneti attraversati dalla Route du Vignoble di La Côte, dedicata soprattutto ai vini di La Côte, che parte da Versoix, vicino a Ginevra e raggiunge Morges via Nyon. Il Museo del Lemano ospita acquari, battelli di dimensioni reali o in scala, una macchina a vapore restaurata oltre a oggetti e macchinari che riguardano la navigazione. Se volete godere di una bella vista sul lago, sul Monte Salève, sopra Ginevra, e sul Monte Bianco, spingetevi al di là del quartiere di Riva, quello del museo, magari verso sera, per la migliore suggestione possibile.

INFORMAZIONI
www.myswitzerland.com/it-it/suggerimenti/outdoor-swiss-made/giura-bike.html

COME ARRIVARE
Basilea si raggiunge dall’Italia da Chiasso, lungo l’autostrada che continua per Lugano, Locarno, quindi Lucerna, Basilea (350 km da Milano). Sull’autostrada svizzera è obbligatoria la “vignetta” acquistabile in frontiera.

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