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“In vino veritas”, la nuova scultura di Guadagnuolo

0a0Francesco Guadagnuolo - In vino veritas

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Settembre è il mese della vendemmia e l’avvio della preparazione del vino nelle botti.

 In tutti i popoli, il vino è sempre stato ritenuto vigoroso, seducente, ed è divenuto parte della nostra vita. Il vino ha sempre offerto quello stato d’animo di levità che rende più sopportabili le gravezze mortali del mondo.
Il Dio dell’inebriamento Bacco, è il Dio del vino e dei segreti rivelati, e in tale lettura che potremmo leggere la scultura di Francesco Guadagnuolo, il proverbio latino enuncia “in vino veritas”, in altre parole scopre tutta la forza nella ricerca della vita.
Nell’opera scultorea l’essenza divina di Bacco, è espressa come un uomo ebbro dopo aver bevuto vino che trattiene nella mano destra una coppa ormai vuota che sta per cadere, mentre nella mano sinistra regge la testa inebriata assieme ad una foglia di vite ed un grappolo d’uva. Attorno alla base della scultura c’è la presenza della vite e dell’uva e sopra, adagiato, la figura di Bacco sdraiato, imprudentemente mosso in avanti per evocare una stabilità incerta, provocata dall’inebriamento. Lo spettatore è indotto a muoversi circolarmente alla scultura dove risultano plasticità e movenza, ed a non osservare un’unica visione, dunque una scultura a tutto tondo fatta di energia ed equilibrio.  
L’opera riporta la capacità di Guadagnuolo in merito alla conoscenza dell’anatomia umana e della tecnica di esecuzione. Si deduce un’abilità immaginativa ed allegorica perché rappresenta “La Vita” attraverso i tanti grappoli d’uva che pervadono l’opera. Mentre la mano sinistra che sostiene la testa indica la libertà dello spirito umano che si libera dalla limitazione mortale.
La scultura di Guadagnuolo sull’uva e il vino, qui presentata, che potremmo definire Transreale, consentirà di assaporare: “La Vita” accompagnata dalla ricerca del tempo.

Nella foto Francesco Guadagnuolo – “In vino veritas”