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INTERVISTA A LUCA COLANTONI PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabiana   
Martedì 17 Luglio 2012 23:26

Tags: Luca Colantoni

Seven Press ha incontrato Luca Colantoni, giornalista professionista natio di Roma. Con la sua simpatia e la sua spontaneità ha risposto alle nostre domande, aprendoci le porte del suo mondo. Luca vuoi raccontare ai nostri lettori come è nata la tua passione per il giornalismo?

“Potrebbe sembrare un aneddoto costruito, ma è la verità: fin da piccolo avevo questa predisposizione nel raccontare le cose, tenevo banco nelle sale d’attesa e ovunque mi portassero i miei. Mi raccontano che rimanevo incantato di fronte al Tg quando partiva quella sigla strafamosa e poi, in età adolescenziale, iniziai per scherzo a registrarmi mentre “conducevo” un programma facendo finta di essere in radio. Insomma, tutto sembrava indirizzarsi da quella parte”

Hai seguito una lunga gavetta?

“Lunga e dolorosa direi, ma è quella che consiglio a tutti. Un corso di giornalismo riempie la testa di pura teoria, ma è la pratica quella che conta, è lo stare sul campo, l’inseguire le notizie, quello che forma il giornalista. Io iniziai con un giornale locale che si chiamava La Gazzetta della Capitale. Per qualche anno sono andato a seguire prima i consigli circoscrizionali, poi quelli provinciali e quindi le sedute comunali. Lo sport si è affacciato nella mia vita professionale solo qualche tempo dopo e nemmeno subito sul campo, ma in redazione a passare le “brevi”, ma ribadisco che è una gavetta necessaria, bisogna credere e sudare per fare questo lavoro”

Soddisfatto della prestazione degli Azzurri ad Euro 2012?

“Per come era partita, sono molto soddisfatto. Gli Azzurri sono arrivati in finale stanchissimi e contro la Spagna era difficile poter ripetere la stessa gara fatta contro la Germania. Peccato, ma il gruppo c’è, magari ci sarà qualche altro inserimento e c’è anche la fiducia per i mondiali in Brasile. Non voglio fare il nazionalista a tutti i costi, ma la nostra Nazionale va supportata, sempre”

Attualmente di cosa ti occupi?

“Sono capo redattore di due magazine. Uno di calcio che si chiama Futbol, l’altro di golf e si chiama 18 (come le buche di un green). Due magazine patinati e che vanno oltre la semplice attualità con approfondimenti, interviste. Insomma, c’è da lavorare, ma è un prodotto nuovo che soddisfa noi e i lettori”

Essere un giornalista è un mestiere che regala più emozioni o delusioni?

“Io direi che emozioni e delusioni si equivalgono. Le prime sono fondamentali perché ci aiutano a farci sentire vivi: avere uno scoop per le mani, fare una bella intervista, pubblicare un articolo per il quale ricevi dei complimenti, sono tutte cose che fanno piacere ed emozionano. Le delusioni ci riportano alla realtà e ahimè questo è un lavoro che ne regala diverse. Mi piacerebbe che chi si affaccia a questo lavoro sappia che non è tutto rose e fiori, ma c’è da sudare e spesso combattere”

Sei un noto cronista giallorosso. Quando la gente ti incontra per strada cosa ti domandano?

“E’ cambiata un po’ la tendenza. Fino a qualche tempo fa mi chiedevano come sta il giocatore di turno, le ultime sulla tattica da adottare, qualche aneddoto. Adesso il tifoso, grazie anche ad internet è molto informato su queste cose e se incontra il giornalista che ai loro occhi è vicino alla squadra, gli chiede anche di riferire al dirigente, tecnico o giocatore, qualche messaggio, positivo e negativo che sia. Io adoro stare in mezzo ai tifosi ed ho un ottimo rapporto con loro, di stima reciproca”

Cosa pensi dell'arrivo di Zeman alla Roma?

“Ho vissuto direttamente sul campo la prima era Zeman. Posso dire che siamo di fronte ad una persona dalla levatura morale altissima oltre ad essere un insegnante di calcio di prim’ordine. Ne penso tutto il bene possibile. La squadra ritroverà ritmo ed energie. La sua cura sono convinto che farà bene così come il suo ritorno al calcio di Serie A dal quale è stato ingiustamente allontanato qualche anno fa”

Totti ha ancora molto da dare sul campo?

“Totti inevitabilmente è arrivato alla fase finale della sua carriera e deve sapersi gestire. Lo sta facendo benissimo e deve continuare a farlo. In questo modo potrà dare ancora tantissimo e so che prima di chiudere vuole togliersi qualche altra soddisfazione. Io sono un po’ di parte quando parlo del Capitano perché ho un aneddoto: lui esordiva in Serie A a Brescia e io ero lì per la prima volta da inviato in una tribuna stampa. Abbiamo in pratica esordito lo stesso giorno”

Cosa ne pensi della moviola in campo?

“Fu argomento della mia tesina per l’esame da giornalista professionista. Io sarei anche favorevole, ma ad un uso moderato (solo per alcuni episodi come i gol fantasma) e gestito in modo tale da evitare perdite di tempo. Ad esempio con un arbitro in una cabina di regia che guarda l’episodio incriminato e in pochi secondi comunica al collega in campo cosa effettivamente sia successo”

Cosa fai nel tuo tempo libero? Hai qualche hobby?

“Mi piace leggere, ascoltare musica, andare in giro e godermi un po’ la mia città. Mi piace viaggiare. Hobby particolari, direi che mi piace cucinare, sempre se poi vogliamo considerarlo un hobby o una necessità”

Fai un saluto ai nostri lettori!! I

l calcio è pura passione, adrenalina, odore dell’erba mischiato con l’olio canforato. Il calcio è il rumore del pallone che sbatte sulla traversa, il calcio è quello che fa piangere o ridere, ma che ogni volta rende tutti pronti a ricominciare una nuova ed esaltante stagione. Il calcio non è violenza. Il calcio è anche una buona lettura come Seven Press. Un saluto a tutti !!!!

Fabiana Rebora

 

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