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Questa pazza Inter.. PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabiana   
Lunedì 04 Novembre 2013 18:45

Tags: Catania | Diego Milito | Disinformazione Sportiva | Fabrizio Esposito | Fiorentina | Francesco Totti | Inter | Juventus | Livorno | Mauro Icardi | Napoli | Rodrigo Palacio | Roma | Sassuolo | Udinese | Walter Mazzarri | Xavier Zanetti

L’Inter nell’undicesima giornata di Serie A ha battuto l’Udinese per 3 a 0, grazie alle reti di Palacio (25’p.t.), Ranocchia (30’p.t.) ed Alvarez (46’s.t.), conquistando quei punti capaci di infondere alla squadra la carica giusta per arrivare più in alto. Questa è l’Inter, una pazza squadra, come la definisce Fabrizio Esposito, competitiva per il quarto posto e se vogliamo sbilanciarci un po' anche oltre.

Che voto ti senti di dare all’Inter da inizio campionato ad ora?

“Dal 6 al 7. Non era facile ricominciare bene dopo lo scorso anno, ma così è stato. Paradossalmente la partita che meglio esprime il nostro potenziale è la pesante sconfitta contro la Roma. Una partita giocata bene ed alla pari con i primi della classe, ma decisa da due brutte leggerezze difensive; rinvio sbilenco di Ranocchia e solita folle sortita offensiva di Juan Jesus terminata con palla persa e contropiede subìto. Appena elimineremo queste disattenzioni saremo in grado di fare un bel salto avanti”

Invece a Mazzarri che voto dai?

“Si merita 8. Ha lavorato a testa bassa fin dal primo giorno ed ha schivato le telecamere stupendo tanti addetti ai lavori. La base del suo lavoro è stata quella di puntellare la fase difensiva; difesa a tre, centrocampo folto ed una punta sono stati il mantra di questo inizio stagionale. Sacrificando il peso offensivo della squadra abbiamo, presumibilmente, lasciato qualche punto sul campo, penso soprattutto a Cagliari e Bergamo, ma la vedo come il mister. Prima dobbiamo crescere dietro, senza contare che, se prima era una scelta, adesso che la squadra comincia a girare meglio bisogna confrontarsi con gli infortuni di Milito ed Icardi e giocare con una punta diventa una costrizione. Menzione particolare per il recupero di Alvarez e Jonthan,che solo tre mesi fa avrei spedito lontano da Appiano Gentile a calci nel fondoschiena. Una vera dimostrazione pratica di come l’allenatore spesso sia decisivo per il rendimento di ogni singolo giocatore”

La partita che ti ha emozionato di più?

“Quella con il Torino. Arrivare ad un soffio della vittoria dopo 85 minuti in dieci e dopo essere stati sotto di un gol per due volte mi ha ricordato la vittoria dello scorso anno contro la Juventus, ma questa volta non abbiamo vinto”

Dove può arrivare l’Inter in questo campionato?

“Siamo competitivi per il quarto posto. Juve, Napoli e Roma hanno evidentemente una marcia in più. Contro Fiorentina e Milan possiamo tranquillamente giocarcela. Questo non vuol dire, tuttavia, non sperare in un qualcosa di più. Siamo l’Inter. Siamo pazzi”

Cosa ne pensi di Thohir?

“ Sto imparando a conoscerlo come tutti. Questo cambio di mano non mi ha mai convinto perché il calcio che mi piace è quello passionale, non quello economico. Ma ormai le due cose non possono essere scisse a certi livelli e bisogna farsene una ragione. Voglio essere positivo e notare con piacere l’entusiasmo che Thohir mette nei suoi primi approcci con il mondo interista e la volontà di costruire un progetto serio, basato sui giovani di talento, invece di sperperare subito palate di euro comprando campioni a casaccio. E poi Moratti non uscirà completamente di scena, almeno per il momento. Spero rimanga presidente e continui a fungere da punto di riferimento”

Palacio più invecchia e più diventa bravo. Questo giocatore è fondamentale per la squadra?

“Sì, tanto. In pratica si è caricato sulle spalle tutto il peso dell’attacco. Quando tornerà Milito o Mazzarri si deciderà ad affiancargli una prima punta di ruolo, potrà incidere ancora di più, magari con meno gol, ma di sicuro con il suo inesauribile movimento”

Stiamo assistendo ad un campionato movimentato sia nella zona alta che in quella bassa della classifica. Chi meriterebbe lo scudetto e chi la retrocessione?

“In alto non penso che la Roma arriverà fino in fondo. Dipenderà da come reagirà l’ambiente alle prime battute d’arresto. Già ad Udine senza Totti e Gervinho se la sono vista brutta. Bella vittoria ma meno convincente delle altre otto. Credo che alla lunga se la giocheranno Juventus e Napoli, a mio parere più strutturate e solide, anche come panchine. Inter e Fiorentina le vedo subito dietro, mentre per quanto riguarda il Milan sarà difficile ribadire la rincorsa dello scorso anno. Troppo isterismo su Balotelli, massacrato dai media, ed Allegri, massacrato da Berlusconi. In coda il Chievo si risolleverà mentre le più accreditate alla retrocessione credo siano Sassuolo, Livorno e Catania”

Cosa ne pensi della vittoria in casa dell’Udinese?

“Contro l’Udinese la sola vittoria conta molto, visto che si tratta di una trasferta storicamente difficile. Vale ancora di più perchè l’Inter ha comandati la partita dall’inizio alla fine, dimostrando ottimi passi avanti nella crescita che Mazzarri chiede. Ottimo il solito Palacio e l’inesauribile Cambiasso, bene Alvarez anche da interno e benino Guarin da trequartista”

Zanetti può dare ancora molto sul campo?

“Il ritorno di Zanetti può solo infondere energia positiva nel gruppo. Ho sempre visto in lui un capitano importante, più fuori dal campo che dentro. A 40 anni la speranza non è certo quella di vederlo nuovamente trascinatore, ma di sicuro la sua immensa carriera all’Inter non poteva finire sulla barella a Palermo”

Fabiana Rebora

 

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